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Pensare bene per vivere meglio di Nicoletta Savoye |

Ultima modifica: 24 Marzo 2020 12:23

Coronavirus, come possiamo aiutare il nostro cervello a gestire lo stress?

Aosta - Di fronte ad un evento negativo è necessario assumere un atteggiamento costruttivo, che è ben diverso da quello che generalmente definiamo positivo. Ora diventa necessario utilizzare tutte le nostre risorse per apprendere da quello che sta accadendo e impiegarlo a nostro favore.

casa, porta

#iorestoacasa
Come un mantra ce lo sentiamo ripetere costantemente oramai da giorni. Queste semplici parole messe assieme avranno per noi un significato unico, speciale, colorato di mille emozioni. Verso queste parole abbiamo e stiamo provando rabbia, perché hanno interrotto la nostra quotidianità, timore perché ci obbligano a star soli con noi stessi, noia perché abbiamo perso la capacità di fermare il tempo, gratitudine … perché queste parole ci inducono a mettere in atto quell’UNICO comportamento che ci permetterà di proteggerci dalla forza instancabile del virus.

Una delle cose più dolorose di questo Covid-19 è che oltre a colpire la nostra salute, colpisce anche la nostra psiche, chi era fragile prima, ora si trova di fronte ad una nuova vulnerabilità. Quando il Covid-19 si sarà arrestato, la nostra mente avrà bisogno di elaborare tutto ciò che è accaduto e che ha perso e da questo rinascerà un’anima diversa, più forte e più ricca di apprendimenti.
I problemi, lo sappiamo tutti, iniziano a  sommarsi: preoccupazione per i soldi, paura della morte, solitudine nel lutto, convivenza forzata non sempre facile da gestire, sia con noi stessi che con gli altri, routine che si spezzano … tutto sta cambiando e lo sapete cosa succede quando ci troviamo di fronte ad un tale cambiamento?

Tutto sommato accade una cosa molto semplice, il cervello inizia a fare la cosa che più gli è congeniale: si adatta. È un maestro in questo, da miliardi di anni si è specializzato in tale compito e lo fa così bene che ci ha permesso di sopravvivere fino ai giorni nostri. Quindi affidiamoci a lui. Lasciamolo lavorare e riflettiamo su alcuni punti, che ci possono essere di aiuto nell’affrontar al meglio questo periodo e uscirne più fortificati, quando tutto sarà terminato.
A questo punto come possiamo aiutare il nostro cervello a gestire lo stress? Purtroppo tendiamo a connotare un senso negativo a questa parola, niente di più fuorviante. Lo stress è una risposta del nostro organismo quando si trova di fronte ad un cambiamento dell’ambiente, in modo da ricreare un nuovo equilibrio e favorire l’adattamento. Di fronte ad un evento negativo è necessario assumere un atteggiamento costruttivo, che è ben diverso da quello che generalmente definiamo positivo. Ora diventa necessario utilizzare tutte le nostre risorse per apprendere da quello che sta accadendo e impiegarlo a nostro favore.

Il tempo trascorso fermi a casa diventa così opportunità per pianificare alcune cose da fare in un futuro e che erano rimaste nel cassetto a causa del famoso “non ho tempo …”.
Diventa prioritario organizzare il proprio quotidiano, quindi, come quando andavamo al lavoro, è necessario alzarsi e vestirsi in modo corretto. Non rimaniamo tutto il giorno in tuta o ancora peggio in pigiama e noi donne pettiniamoci, non teniamo la molletta nei cappelli. Manteniamo il nostro corpo in ordine e se abbiamo l’abitudine di truccarci quando usciamo, allora facciamolo!

Lo stesso vale per l’uomo. Manteniamo la casa pulita e dignitosa, ma non per questo dobbiamo diventare schiavi della pulizia. Creiamoci sostanzialmente una routine giornaliera, cadenzata da momenti di lavoro, di riposo, di pasti. È arrivato il momento di approfittare del tempo in più per trascorrere dei momenti piacevoli con i propri figli, facendo cose che prima trascuravamo: un gioco in scatola, una lettura di un libro, un film tutti assieme e poi … socializziamo. Viviamo in un momento storico, in cui i mezzi di comunicazione ci permettono di rimanere in contatto con il mondo, nonostante l’esser costretti a stare in casa, e quindi chiamiamo chi da tempo non sentiamo più.È necessario anche imparare a gestire la convivenza obbligatoria, a volte indipendentemente dalla grandezza della casa, è difficile trovare uno spazio proprio tutto nostro.

In questo caso diventa una priorità stabilire dei momenti durante la giornata, in cui abbiamo bisogno di rimanere soli e tranquilli, dove nessuno ci chiama o invade il proprio spazio. Anche l’attività fisica diventa una priorità in questo momento, fare esercizi semplici aiuta a migliorare il tono dell’umore, agisce positivamente sul sonno, permette di scaricare la tensione e soprattutto riduce la tendenza a rimuginare.
Prendiamo l’abitudine a rispondere quotidianamente a fine giornata a questa domanda: cos’è la cosa più bella che ho fatto oggi? Impariamo a porre l’attenzione sugli atti semplici della giornata, come l’aver bevuto una buona tisana o l’aver sentito un vecchio amico. Concludiamo la giornata portando la propria attenzione sugli aspetti sani del giorno appena trascorso.

Buona continuazione a tutti.

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