“Ritratti”, per dar voce alle vite di chi ha lasciato un segno nella storia della comunità valdostana. Storie personali che diventano memoria collettiva.
Prima che un evento cominci, che una sala si riempia e le fotografie fissino l'istante ufficiale, c’è un lavoro fatto di scelte, misure ed equilibri. È in questo spazio che Anna Fosson ha costruito il proprio percorso, facendo del cerimoniale non un insieme di regole, ma una forma di responsabilità istituzionale.
Anestesista e rianimatore, tra i protagonisti della nascita del 118 valdostano, Paolo Ferrero ha dedicato la vita alla sanità, al volontariato e alla formazione. Una storia fatta di curiosità, pragmatismo e attenzione alle persone.
Una vita professionale costruita nei contesti più duri dell’emergenza, dove il compito non è spiegare il dolore ma reggerlo insieme alle persone colpite
Prima supplente, poi insegnante, sindacalista, Sovrintendente agli studi e dirigente , Patrizia Bongiovanni ha attraversato, da diversi punti di vista, diverse fasi delicate della scuola facendone di fatto la sua vita.
La storia di Adriano Favre, guida alpina di Ayas, tra spedizioni himalayane, Soccorso alpino valdostano, Trofeo Mezzalama e il legame profondo con la montagna.
Dalle recenti Paralimpiadi di Milano-Cortina al progetto della nuova palestra alla Salle de Gymnastique di Aosta, passando per quella della Disval in corso Lancieri, Egidio Marchese racconta la sua vita, dalla Calabria alla Valle.
Ci sono vite che sembrano contenerne più di una. E poi ci sono vite come quella di Dilva Rollandin, che in realtà sono una sola. Coerente, ostinata, concreta.
Oggi Jean Fonso ha superato da poco i trentacinque anni e le macchine sono diventate lavoro, e il lavoro è diventato un mestiere inventato, costruito passo dopo passo, con determinazione e costanza. Senza scorciatoie.
Il ritratto di Barbara Matteucci alias Lady Barbara. Dalla musica classica al liscio, con il padre Antonio e la mamma Giacomina, fino alla School Music by Lady Barbara.
Franco Napoli è arrivato ad Aosta bambino, quando l’ingresso in città era poco più di un sentiero sotto l’Arco di Augusto. Da allora, ha attraversato decenni senza smettere di cambiare. Leggendo il tempo che arrivava, senza restare fermo.
Schivo, lontano dai riflettori, più attento alle persone che ai risultati, Giulio De Ceglie ha sempre avuto l'idea del calcio come linguaggio, come spazio di crescita, come occasione per imparare a stare al mondo.
La storia di Mauro Cantatore, barista ad Aosta: dal primo caffè preparato a 7 anni in Puglia al lavoro dietro il bancone nel centro della città, tra sacrifici, famiglia e clienti diventati amici.
Lilly Breuvé è una di quelle persone che non attraversano il tempo: lo abitano. Istruttrice di guida a soli 18 anni, è stata titolare dell'Abat-Jour e della Va-Chérie, poi Consigliera regionale, dimostrando che anche la notte può essere cultura e lavoro.
La storia di Carlo Benvenuto lo ha portato nei locali romani e tra le luci del Bagaglino. Ma comincia molto prima: con una valigia di cartone. Poi sono arrivate una chitarra, la sua prima compagna, e una bicicletta. La sua bicicletta.