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Ultima modifica: 10 Novembre 2018 10:59

Bimbi prematuri, la storia di dolore e speranza di Lucrezia e Leonardo

Aosta - Dall’esperienza della famiglia di Cristina Droz e Walter Zampa nasce l’Associazione Mano nella Mano, creata da sei mamme di bimbi prematuri, per il sostegno della famiglie dei piccoli guerrieri.

Cristina_Walter_Lucrezia Mano nella ManoCristina, Walter e Lucrezia

“E’ partito il travaglio, i gemellini devono nascere”. La frase pronunciata dai medici dell’Ospedale Sant’Anna di Torino il 1° settembre 2014 stravolge le priorità e la vita di Cristina e Walter. “Alla notizia del parto imminente io e mio marito eravamo totalmente impreparati, nessuno fino ad allora ci aveva prospettato questa situazione tenuto conto che i nostri due bimbi erano di sole 26 settimane”. I due gemellini erano bimbi fortemente prematuri, i piccoli guerrieri come li chiamano spesso nei reparti di patologia neonatale perché devono “lottare” con tutte le loro forze per rimanere aggrappati alla vita.

Lucrezia e Leonardo vengono al mondo con parto naturale, pesano in due poco più di 1 kilo e 600 grammi, 920 grammi uno, 795 l’altro. Tre giorni dopo il piccolo Leonardo a causa di un’emoraggia cerebrale non ce la fa. “Nonostante l’immenso dolore lì per lì non ho potuto lasciarmi andare, avevo Lucrezia da seguire e da allattare, lei aveva più che mai bisogno di me” ci racconta Cristina. “Lo dico sempre a chi mi chiede come io abbia trovato la forza: forse avrei più bisogno di sostegno adesso che non in quel momento in cui la presenza di Lucrezia mi ha costretto a reagire e andare avanti”.

Cristina e Walter, che nel frattempo ha preso aspettativa dal lavoro per rimanere accanto alla sua famiglia, vivono per un mese e mezzo a Torino per accudire Lucrezia ricoverata nel reparto di terapia intensiva neonatale. Cristina la allatta, la coccola, le parla, Walter la tiene su di sé per la marsupioterapia e Lucrezia cresce, prende peso e supera senza particolari difficoltà tutti i piccoli e grandi ostacoli legati al suo essere prematura. “Sin da subito ha dato prova di avere una grande forza, la chiamavano simpaticamente Roll Royce al punto che ci avevano prospettato cinque mesi di ricovero, mentre dopo due mesi giusti lei era a casa”.

Gli ultimi 20 giorni di ospedale li fanno al Beauregard di Aosta: “Lucrezia allora stava bene, non aveva bisogno di cure particolari e doveva solo inciccire”. Al momento della dimissione pesa 1.935 grammi e da allora è tutto in discesa. “Mia figlia al compimento dell’anno aveva già recuperato tutto il peso ed era come se fosse nata di 3 kili e 600. Io la presento spesso alle mamme e ai papà dei prematuri che incontro perché, vedendola, si rasserenino”.

Perché Cristina, forte della sua esperienza, ha deciso nel 2016 di fondare, insieme ad altre 6 mamme un’associazione che potesse supportare le famiglie dei piccoli guerrieri: Mano nella mano. “Ufficialmente siamo nati nel 2017, anche se già dal 2016 come gruppo abbiamo proposto delle attività”.

Le mamme volontarie di Mano nella Mano, che hanno seguito un percorso di formazione con professionisti sanitari, su richiesta dei neo genitori, incontrano le famiglie dei bimbi prematuri presso la patologia neonatale. “Andiamo sempre in due e cerchiamo di dar loro un supporto emotivo e morale, condividendo le emozioni e i momenti difficili che si vivono”.  L’associazione interviene e sostiene le famiglie anche al momento della dismissione.

Il 17 novembre prossimo, Giornata mondiale del Bambino Prematuro, Mano nella Mano sarà al Beauregard con una mostra “La crescita dei nostri piccoli grandi guerrieri”, un modo per testimoniare direttamente come anche i bimbi nati pre-termine crescano bene e per far conoscere la realtà dei parti prematuri ancora sconosciuta ai più. “Noi stiamo insistendo affinché se ne parli anche nei corsi pre parto, è un’eventualità che può accadere e le famiglie devono essere preparate”.

Consigli per i neo genitori di bimbi prematuri? “Sicuramente rimanere uniti come coppia, se il papà può è utile che stia a casa dal lavoro per stare vicino alla mamma. Poi direi di non farsi abbattere dalle giornate negative così come non illudersi troppo dei successi quotidiani: è utile vivere alla giornata e pensare in prospettiva che i bimbi prematuri, con i loro tempi, cresceranno e potranno vivere una vita del tutto normale”

Per informazioni

Mano nella Mano onlus
via Vaccari 5 (presso patologia neonatale)
Aosta
insiememanonellamano@gmail.com
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