La costellazione del mese: il sorprendente Capricorno

Il cielo del mese a cura della Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS con il contributo della Fondazione CRT. Fra le tante segnalazioni, martedì 22 settembre, alle 21.21 è l’istante dell’equinozio di autunno.
La nebulosa planetaria M27 (“Dumbbell”) nella costellazione della Volpetta. Credit: Fryns Andre ( https://commons.wikimedia.org/wiki/File:M27_Zoom.jpg )
Un, due, tre stella!

Da venerdì 3 a domenica 5 settembre si terrà il 29° Star Party a Saint-Barthélemy, durante il quale sono previste visite guidate notturne in Osservatorio Astronomico e spettacoli al Planetario. Per ogni informazione visitate il nostro sito.

Nel resto del mese proponiamo al sabato, con prenotazione online obbligatoria, spettacoli al Planetario e visite guidate notturne in Osservatorio Astronomico. Per informazioni e aggiornamenti consultate il nostro sito.

Ed ora vediamo cosa ci riserva il cielo di questo mese.

Le fasi della Luna

Luna nuova il 7 settembre, Primo quarto il 13, Luna piena il 21, Ultimo quarto il 29.

Venere allieta i crepuscoli di settembre. In questo mese Venere comincia a “farsi vedere” ad ovest dopo il tramonto, apparendo come un brillantissimo punto luminoso visibile sopra all’orizzonte, ma soltanto per un’oretta.
Il 10 settembre Venere si avvicinerà apparentemente, a meno di 8 gradi, alla Luna, che mostrerà anche una bella luce cinerea, ossia si vedrà anche il resto del suo disco debolmente illuminato dalla luce riflessa dalla Terra direttamente sulla sua superficie. Consigliamo di porsi in osservazione già verso le 19.30.

Giove e Saturno continuano a dare spettacolo, Nettuno è visibile in cielo per tutta la notte. A settembre Giove, “reduce” dall’opposizione avvenuta il 19 agosto scorso, è ben visibile nella costellazione del Capricorno. I suoi satelliti, che si possono vedere già con un piccolo binocolo, e le formazioni nuvolose della sua mutevole atmosfera, osservabili al telescopio, costituiscono sempre uno spettacolo affascinante. Il 18 settembre sarà vicino alla Luna (a circa 5 gradi a sud est).

Nei confini di questa costellazione troviamo anche Saturno, che a inizio del mese culmina a sud alle 23.30 raggiungendo un’altezza di 24 gradi circa. Con un telescopio si vedono bene i suoi anelli e il suo satellite maggiore, Titano.

Nettuno, gigante gassoso dal colore azzurro intenso, ma invisibile a occhio nudo, è in opposizione il 14 settembre, apparendo al telescopio come un piccolo dischetto dal colore azzurro nella costellazione dell’Acquario.

Inizia l’autunno astronomico

Martedì 22 settembre, alle 21.21 di tempo civile, è l’istante dell’equinozio di autunno: il Sole, attraversando l’equatore celeste (proiezione dell’equatore terrestre sulla volta celeste), lascia l’emisfero celeste boreale ed entra in quello australe.

La costellazione del Capricorno in una tavola dall'opera Mercurii Philosophici Firmamentum Firmianum Descriptionem et Usum Globi Artificialis Coelestis del monaco benedettino Corbinianus Thomas (1694-1767), professore di Matematica e Teologia presso l'università di Salisburgo. Le bande colorate rappresentano la fascia zodiacale. Credit: https://www.raremaps.com/gallery/detail/76242/capricornus-thomas
La costellazione del Capricorno in una tavola dall’opera Mercurii Philosophici Firmamentum Firmianum Descriptionem et Usum Globi Artificialis Coelestis del monaco benedettino Corbinianus Thomas (1694-1767) Credit: https://www.raremaps.com/gallery/detail/76242/capricornus-thomas

La costellazione del mese: il sorprendente Capricorno

Molti osservatori ritengono che questa costellazione non sia tra le più facili da riconoscere: personalmente sono dello stesso avviso! Il mio consiglio è quello di partire da Altair, la stella più brillante nella costellazione dell’Aquila, che a nord presenta una stella vicina, Tarazed, la Gamma dell’Aquila, e “scendere” verso sud di una ventina di gradi per incontrare un’altra coppia di stelline, Algedi e Dabih, le due corna del “pesce-capra”, come lo definivano i Babilonesi. Da lì è più semplice scendere lungo il corpo della capra e quindi, proseguendo verso ovest, completare la figura giungendo alla coda di pesce.

Dal punto di vista astrofisico in questa costellazione sono proprio “le corna” ad essere sorprendenti. La stella alfa, che rappresenta il corno più settentrionale, Algedi, dall’arabo Al-Jady, “la capra”, è una doppia percepibile a occhio nudo, in quanto le due componenti, Alfa 1, Prima Giedi, e Alfa 2, Secunda Giedi, sono separate da circa 6 primi d’arco (un quinto del diametro apparente della Luna Piena). Se si concentra il proprio sguardo su Algedi ci si accorge che appare come allungata; chi è dotato di vista acuta riesce anche a vedere separate le due componenti. La cosa sorprendente è che le due stelle hanno quasi la stessa luminosità apparente (ossia quella che appare ai nostri occhi) grazie a una notevole combinazione tra le rispettive luminosità e distanze, e questo le fa sembrare ai nostri occhi davvero simili. Però, trovandosi in realtà rispettivamente a circa 100 e 700 anni luce da noi, data l’elevata distanza reciproca, escludiamo qualsiasi legame gravitazionale tra le due.
Si tratta quindi di un’ingannevole, seppur meravigliosa, stella doppia ottica.

Curiosamente, il secondo corno, Dabih (Beta Capricorni), che si trova un paio di gradi a sud di Algedi, è una stella multipla fisica, con le due componenti principali Dabih Major e Dabih Minor (visibili già in un binocolo) separate da circa 3.000 miliardi di km, ossia 20.000 Unità Astronomiche (l’Unità Astronomica, indicata in breve come UA, rappresenta la distanza media Terra-Sole), quasi un terzo di anno luce. Una distanza enorme, su scala umana, ma probabilmente ancora in grado di permettere una reciproca influenza gravitazionale di queste ultime: l’ipotesi è che compiano un’orbita una attorno all’altra in almeno un milione di anni.
Dabih Major è a sua volta una stella doppia composta da una stella gigante rossa e da una stella nana blu; le due orbitano con un periodo di quasi quattro anni a una distanza reciproca di circa 4 Unità Astronomiche.

E’ notevole pensare che anche la componente blu a sua volta è una binaria, le cui componenti orbitano a una distanza di un terzo di quella tra il Sole e Mercurio.
Dabih Minor è a sua volta doppia, composta da una stella gigante molto calda e da una nana gialla da cui sarebbe separata da non più di 30 UA. In totale abbiamo quindi almeno cinque stelle!
La distanza da noi di questa “famigliola” è di circa 328 anni luce.

Studi recenti suggeriscono una possibile correlazione tra la costellazione del Capricorno e la città di Aosta. Per saperne di più, leggete l’articolo Aosta festeggia il 21 dicembre il suo “compleanno”

La Nebulosa della Campana Silenziosa? No, del Manubrio da Ginnastica!

Tra le stelle c’è una “campana silenziosa?” Da un punto di vista fisico è chiaro che la cosa non può avere senso, perché negli spazi siderali, data l’assenza dell’aria o di un altro mezzo denso, il suono non si potrebbe propagare… e allora perché questa nebulosa si chiama così?
L’arcano si svela sapendo che “campana silenziosa” è una traduzione sbagliata!
Stiamo parlando infatti della nebulosa Dumbbell (la cui corretta traduzione è “manubrio da ginnastica”), uno splendido oggetto nella costellazione della Volpetta (all’interno dell’asterismo del grande Triangolo Estivo) ben visibile nei nostri telescopi. È una nebulosa nata circa 10.000 anni fa, in seguito all’espansione degli strati esterni di una stella di massa simile al Sole, e dista circa 1400 anni luce da noi.
Al centro di M27 (questa la sua sigla nel catalogo di C. Messier, risalente alla fine del XVIII secolo) c’è una nana bianca, una stella di dimensioni ridottissime con una temperatura superficiale di decine di migliaia di gradi, residuo dell’evoluzione finale della stella progenitrice.
Dunque la nebulosa Dumbbell e la sua nana bianca al centro rappresentano ciò che rimarrà al posto Sole tra oltre 5 miliardi di anni, quando avrà completato la sua evoluzione finale.

A metà serata sopra l’orizzonte di nord-est sarà osservabile il grande quadrato della costellazione di Pegaso, con l’ammasso globulare M15 a 34.000 anni luce da noi. Infine, sempre a nord-est sarà ben visibile la grande Galassia di Andromeda, o M31, l’oggetto osservabile a occhio nudo più distante in assoluto.

A cura di Paolo Recaldini

La rubrica “Un, due, tre stella!” è realizzata dalla Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS con il contributo della Fondazione CRT

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