Per i ghiacciai alpini il 2022 è l’anno peggiore di sempre

A comunicarlo è stata l’Arpa della Valle d’Aosta, identificando per conto della Regione i 9 principali settori ambientali e socioeconomici che subiscono gli effetti del cambiamento climatico e andando così a definire le azioni da intraprendere per ridurne gli impatti.
Anche Arpa VdA ha partecipato alla conferenza di Icos sulla neutralità climatica

“Condividere le nostre esperienze nel campo del monitoraggio della CO2 e discutere con chi si occupa della definizione del ruolo degli ecosistemi nelle politiche climatiche Europee è stata un’enorme opportunità “, ha spiegato Marta Galvagno di Arpa Valle d’Aosta.
Potabilità e attività agro-pastorali a rischio a causa della scarsità idrica

Lo spiegano i tecnici di Regione ed Arpa. A soffrire anche i ghiacciai, con pericoli legati al dissesto e alla perdita di volume. Esclusa, comunque, un’emergenza sanitaria sul consumo d’acqua.
Cambiamenti climatici, parla l’Arpa: “Non sono cicli naturali e non è sempre stato così”

A dirlo, questa mattina durante i lavori dell’Osservatorio della qualità dell’ambiente urbano, è stato il ricercatore ambientale dell’Arpa Valle d’Aosta Edoardo Cremonese: “Ci stiamo scaldando, non è mai successo con questa rapidità negli ultimi diecimila anni”. Le prospettive – ad usare un eufemismo – non sono rosee, ma le vie d’uscita ci sono.
Ozono, sforata in bassa Valle la soglia di rischio per la salute

Non accadeva dal 2019. Il superamento, il primo di quest’anno, è avvenuto giovedì scorso, 21 luglio, tra le 14 e le 21 a Donnas e Pont-Saint-Martin. Può causare asma, tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie.
L’accumulo di neve sui ghiacciai valdostani tra i più bassi degli ultimi anni

A confermare la scarsità di precipitazioni sono i dati forniti da Arpa sulle misure di accumulo nevoso effettuate sul ghiacciaio del Timorion al ghiacciaio del Rutor.
Come vivono i cambiamenti climatici le foreste valdostane? Uno studio Arpa cerca risposte

Lo studio – pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters – mostra come il larice sia sì resistente agli estremi climatici ma non quando questi avvengano nei periodi più delicati dello sviluppo stagionale. Fattore che può ridurne l’accrescimento legnoso del 20% anche a 2000 metri di quota.
A febbraio la qualità dell’aria in Valle è migliorata

Nel suo report l’Arpa Valle d’Aosta spiega che la qualità dell’aria nel mese di scorso “è stata complessivamente buona”. Le temperature miti e l’assenza di precipitazioni sono state compensate da diversi giorni nei quali il vento ha “ripulito” l’aria abbassando i valori di concentrazione degli inquinanti.
Molto sole e poco vento, a gennaio si alzano i valori delle polveri sottili

In questo mese – spiega Arpa VdA -, per otto giorni a Pont-Saint-Martin e uno ad Aosta è stato superato il limite giornaliero di Pm10 di 50 µg/m³. Dalla serata di ieri, 27 gennaio, il Föhn ha però iniziato a “ripulire” l’aria della regione, con una riduzione degli inquinanti.
I cambiamenti climatici? Necessario prepararsi alla difesa ma anche all’adattamento

Il dato è emerso durante la presentazione di due studi condotti da Arpa, Fondazione CIMA, Fondazione Montagna Sicura e dal Dipartimento Ambiente della Regione. In prospettiva futura, si vedrà una Valle d’Aosta divisa in due per le precipitazioni, mentre preoccupano i ghiacciai: ogni anno sparisce l’equivalente del centro di Aosta.
“Alla scoperta di Arpa”, l’ultima puntata dedicata all’”acqua sotto i nostri piedi”

Ospiti della puntata saranno Pietro Capodaglio e Alessandra Romani moderati dal giornalista Christian Diemoz.
Torna la campagna Arpa “Che aria respiri?”

Inizialmente dedicata alle Associazioni di tutela della Salute e dell’Ambiente, la campagna torna a rivolgersi ai cittadini, invitati ad utilizzare gli Airbeam 2 dal 15 novembre al 15 dicembre per “carpire” la qualità dell’aria che si respira ogni giorno.
Anche in Valle d’Aosta le particelle inquinanti influenzano il clima

A dimostrarlo uno studio condotto da Gabriele Fasano e Henri Diémoz di Arpa Valle d’Aosta. La presenza di particelle inquinanti – il particolato atmosferico – può causare un surriscaldamento dell’atmosfera che in alcuni casi è pari o superiore a 1° C.
Uno studio, che ha coinvolto anche Arpa, scopre i fattori principali del comportamento degli ecosistemi

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Nature”, ha identificato tre fattori chiave del comportamento degli ecosistemi: la massima capacità di assimilare CO2 dall’atmosfera attraverso la fotosintesi, l’efficienza d’uso dell’acqua, e quella del carbonio per produrre biomassa.
I cambiamenti climatici e le montagne più verdi, uno studio Arpa cerca di far luce sul fenomeno

La maggior parte degli ecosistemi sopra il limite della foresta – scrive Arpa in una nota – ha mostrato negli ultimi 20 anni una forte tendenza al rinverdimento, soprattutto in alcune aree delle Alpi, i cosiddetti “greening hotspots”. A livello regionale il fenomeno è particolarmente forte nella zona dell’alta valle.
Qualità dell’aria in Valle d’Aosta: l’Arpa racconta l’impatto della pandemia attraverso uno studio

Che aria respiriamo, com’è cambiata la situazione durante i periodi di chiusura e qual è l’impatto delle diverse sorgenti emissive che hanno un’influenza maggiore sull’aria che respiriamo. Queste sono le domande alle quali il nuovo studio condotto da Arpa Valle d’Aosta ha cercato una risposta.