Valle d’Aosta Aperta è chiusa? A sinistra la coalizione si rompe

Dal 2 ottobre, Valle d'Aosta aperta è silente. Sui social, sul proprio sito. Le componenti della (ex?) coalizione mandano comunicati stampa separati. Ma proprio dai lidi di Adu dicono: "Purtroppo, Raimondo Donzel ha chiuso il confronto".
Alcuni candidati della lista di Valle d'Aosta Aperta alle Regionali 2025
Politica

Con un calembour, anche un po’ facile, si potrebbe dire che Valle d’Aosta Aperta ora è chiusa. Almeno, nel modo in cui l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Alcuni indizi c’erano, come la pagina Facebook – tendenzialmente piuttosto attiva – ferma ad un ringraziamento agli elettori datato 2 ottobre 2025. Idem per quanto riguarda il sito web, “congelato” allo stesso giorno.

O ancora, il comunicato stampa firmato dalla sola Adu VdA contro il collegamento funiviario Pila-Cogne seguito, il giorno dopo, da una nota sulla riforma dell’esame di maturità siglata in solitaria dagli altri movimenti della coalizione: Area democratica – Gauche autonomiste, MoVimento 5 Stelle, Rifondazione comunista e Risorgimento socialista.

Gli stessi movimenti che hanno inviato un altro comunicato, il giorno seguente ancora, nel quale spiegano di voler aprire le porte della propria sede ad Aosta, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, durante la Veillà della Fiera di Sant’Orso. E Adu, in firma, non c’è.

Alla presentazione delle liste per l’appuntamento con le urne VdA Aperta diceva che “questo progetto non nasce per le elezioni”, essendo una coalizione che ha preso vita tre anni prima. Ma la sensazione è che sebbene il progetto non sia nato per quello, possano essere stati proprio i risultati del voto – senza eletti in Consiglio Valle né nel Consiglio comunale di Aosta – a sancirne la fine.

E dire che un elemento riunificatore a sinistra ci sarebbe, ed è anche vicino: la campagna sul referendum per la riforma della giustizia, tendenzialmente – è lecito immaginare – per il “no”. Ma qualcosa è cambiato.

La versione di Adu

Ed è facile intuire che non sia cambiato in meglio. Adu VdA, infatti, rompe il silenzio dopo qualche giorno passato a caccia di conferme per una possibile fine della coalizione.

In compenso, lo fa con parole durissime: “Adu è stata tra le promotrici di VdA Aperta. L’obiettivo era quello di costruire uno spazio politico di alternativa alle destre e all’Union. Per 90 voti questo progetto non ha avuto il giusto riconoscimento in Consiglio regionale. Ne abbiamo preso atto e abbiamo avviato una riflessione rispetto all’opportunità di riprendere il confronto non solo con chi faceva parte della nostra coalizione, ma anche, come richiesto da molti elettori, con le altre forze progressiste valdostane. Soprattutto in questi tempi terribili”.

Con un però: “Come spesso avviene dopo una sconfitta, il clima di fiducia e di rispetto reciproco tra le componenti di VdA Aperta si è guastato – dicono ancora dai lidi di Adu VdA –. Abbiamo assistito a processi nei confronti dei candidati più votati, mancato riconoscimento dell’importante lavoro svolto da persone come Tripodi e Guichardaz e questioni sul riparto delle spese elettorali. Abbiamo provato a rilanciare il progetto, chiedendo alle altre componenti di ripartire secondo una logica del consenso e dell’unanimità”.

“Purtroppo, Raimondo Donzel, a nome del MoVimento 5 stelle, Rifondazione comunista e Area Democratica, ha chiuso il confronto comunicando che ‘a partire dalla mancanza di fiducia reciproca e dal logorio della disponibilità a relazionarsi efficacemente tra le parti, sono venute meno le condizioni fondamentali per proseguire la collaborazione’”.

Adu aggiunge: “Sinceramente, ci spiace. È un passo indietro rispetto alla costruzione di una reale alternativa. In ogni caso, Adu VdA resta disponibile al confronto, a partire dai programmi, con tutte le forze progressiste valdostane e con le cittadine e i cittadini disponibili”.

Il che potrebbe voler dire Alleanza Verdi Sinistra. E magari senza chiudere a quel Partito democratico più volte duramente criticato e considerato, negli ultimi anni, “ancillare” rispetto all’Union Valdôtaine. Ma che ora – vista la scelta autonomista di andare verso Forza Italia in Regione – si è ritrovato in opposizione.

Interpellato, per il momento, Raimondo Donzel non commenta. Ci sarà tempo, probabilmente, alla fine della Fiera. Almeno per capire se Valle d’Aosta Aperta finirà definitivamente in archivio o se un nuovo progetto politico è all’orizzonte. E quale.

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