Un progetto aperto, da mettere sul tavolo della Commissione prima e del Consiglio comunale poi, da scrivere tutti assieme. L’obiettivo? Pensare alla riqualificazione sociale del quartiere Cogne, ad Aosta, una volta chiusi i cantieri della riqualificazione strutturale ed edilizia in corso.
In Consiglio, una mozione di Katya Foletto (Avs) e un’interrogazione di Christian Chuc (FI) mettono al centro lo storico quartiere operaio. Da un lato, chiedendo all’Amministrazione sostegno alla comunità educante della zona – come la scuola, la parrocchia, le associazioni di quartiere, la bocciofila, il centro anziani –; dall’altro sollecitando presenza, ascolto e risposte concrete per “tornare a vivere il quartiere in sicurezza”.
La discussione è lunga ed i consiglieri tutti – in modi e con sensibilità diverse – ambiscono a vedere il quartiere Cogne rinascere. O, per dirlo con la vicesindaca Valeria Fadda, “cambiare il paradigma”.
Gli spunti non mancano: “Pensiamo ad un quartiere che deve recuperare una propria identità e una visione positiva all’interno della città”, ha spiegato Foletto. Mentre da Giovanni Girardini (La Renaissance) arriva un appello – non il primo, oggi – al “buon senso pratico” che a volte la politica perde di vista.
Al netto di qualche novità – l’assessore alle Politiche Marco Gheller parla di un riutilizzo a brevissimo dell’ex lavatoio, ma anche del trasferimento, prossimamente, del Csv nella fu sede del Centro per l’impiego –, è il sindaco Raffaele Rocco ad avanzare la proposta che mette tutti d’accordo.
“Abbiamo, come Consiglio comunale, una grande occasione con il quartiere Cogne – ha detto –. Partiamo da una posizione avvantaggiata: chi ci ha proceduto ha avviato la realizzazione del grande progetto Pinqua. L’occasione di avere, a brevissimo, un quartiere quasi completamente recuperato dal punto di vista strutturale e possiamo porci il problema di come riempire gli spazi e portare quei progetti di rivalutazione sociale che possono fare la differenza”.
Come? “Propongo al Consiglio di fare un lavoro insieme. Stiamo cercando di definire una delibera di progetto da portare quanto prima all’esame della Commissione e dell’Assemblea – ha aggiunto Rocco –. Ci sono diversi punti attorno ai quali far nascere questo progetto, dalla riqualificazione della bocciofila al suo consolidamento come punto di riferimento sul territorio, passando per il trasferimento del Csv ed il completamento degli interventi nel quartiere e per il futuro parco, recuperando anche la figura del vigile di quartiere”.
Insomma, un libro da scrivere: “Manca un documento di strategia complessiva – ha chiuso il Primo cittadino –. Vogliamo che il Consiglio vi possa riporre la massima attenzione e collaborazione proprio per definire le linee guida dell’intervento. La sfida è notevole, ma sono convinto che questo possa essere il progetto sociale più importante in cui ci imbarcheremo in questa consiliatura”.
