Un mese fa, nel Consiglio comunale di Aosta, il tema era tutto politico. Ovvero, sull’ormai famigerata – e imminente – chiusura per 370 giorni delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, che allacciano la A5 alla statale 27, ci si chiedeva “chi sapesse davvero”.
Oggi, la questione torna in aula. Al fotofiinish, dato che alla chiusura totale delle gallerie per i lavori – imponenti – non c’è alcuna soluzione alternativa. Anche se a dirlo è la stessa Sav che i lavori deve far effettuare. E che, con la data dell’11 giugno segnata in calendario, il tempo corre in fretta.
Una certezza, dall’aula di piazza Chanoux, esce: i lavori programmati per quest’estate su via Roma, definiti da tempo, slitteranno. O, per dirla con il sindaco Raffaele Rocco, “stiamo valutando i cantieri per la rotatoria a Saraillon, in corso, e quelli di via Roma. Lì stiamo aspettando una comunicazione ufficiale per verificare con l’impresa la procedura migliore per rendere compatibili gli interventi con la chiusura delle gallerie o, più probabilmente, rinviarli dopo riapertura dei tunnel”.
Numeri meno preoccupanti?

L’ordine del giorno presentato da tutta l’opposizione – che un mese fa aveva deciso di non votare un atto della maggioranza sul tema – chiede di “costituire un tavolo di lavoro con la Regione, la Forze dell’ordine, la Protezione civile regionale al fine di individuare delle soluzioni volte a minimizzare l’impatto della chiusura al traffico dell’infrastruttura oggetto di intervento sulla viabilità del comune di Aosta e la pianificazione della gestione della circolazione della mobilità, anche in considerazione di garantire l’accessibilità all’ospedale Parini da parte dei mezzi di soccorso”.
Tavolo già attivato, nei fatti. Ma proprio le risposte arrivate da quella riunione lasciano diversi interrogativi nei consiglieri e nelle consigliere di minoranza.
Gallerie chiuse, attesi fino a 600 veicoli l’ora da e verso il Gran San Bernardo
Non molti nel sindaco Rocco, che vede una situazione meno fosca di come gli sembrasse all’inizio: “L’oscillazione tra le 400 e 600 vetture segnalata dipende se si considera il numero medio di passaggi dell’anno o durante periodi di punta. Al tavolo tecnico ci è stata rappresentata una situazione seria ma non grave. Tutta l’urgenza che sembrava esserci all’inizio è stata riportata dai tecnici della Protezione civile in un quadro di valutazione di numeri medi. Parliamo di 400 autovetture nei due sensi. Quindi, significa che ogni ora ci sarebbero 200 vetture in più in strada, un numero più contenuto del previsto nei 60 minuti”.
Non solo: “È stato poi ulteriormente minimizzato il passaggio dei mezzi pesanti – ha aggiunto –. Il tunnel del Gran San Bernardo non è abitualmente utilizzato dai grandi autotrasportatori. A giustificazione di questo, abbiamo visto i dati dell’impatto sul traforo durante chiusure del Monte Bianco. E non c’è stata deviazione di mezzi”.
“Il numero di mezzi pesanti nei momenti di punta giornaliero, in ambo i sensi di marcia, è di circa una ventina – sempre Rocco –. Non numeri stratosferici. Il problema è il loro inserimento soprattutto in salita, perché sulla statale 27 potrebbero creare rallentamenti in una viabilità che avrebbe invece bisogno di maggiore fluidità”.
Insomma, “la conclusione del tavolo tecnico è che i numeri sono consistenti ma non dovrebbero essere però così impattanti. Abbiamo stilato una sorta di decalogo delle iniziative da mettere in atto, cercando di costruire un livello di priorità. Ci sono azioni da attivare subito e altre che seguiranno gli impatti rilevati dal traffico. Perché le 600 vetture di luglio o agosto non saranno quelle di ottobre. Calibreremo le iniziative e fondamentale sarà la segnaletica”.
L’opposizione la pensa diversamente

Dai banchi dell’opposizione non si vedono le cose nello stesso modo. “Come detto, contestiamo il metodo – ha detto Sylvie Spirli, Lega, che ha illustrato l’ordine del giorno –. A quanto pare il Presidente della Regione sapeva di questi lavori da settembre. Avremmo avuto sei mesi per analizzare e valutare le soluzioni e le misure per minimizzare il loro impatto sulla città. Forse si pensava che l’effetto fosse molto più grave, è vero, ma in realtà si saprà solo dall’11 giugno. E questo comporterà confusione e disagi”.
Giovanni Girardini, capogruppo de La Renaissance, spiega: “I dati del sito del Gran San Bernardo sono molto diversi. Si parla di 920mila passaggi all’anno, 28.500 tir all’anno. Non venti, quindi ma una media di 78 al giorno. Senza contare i pullman. L’Amministrazione regionale crede che dicendoci questi numeri risolve il problema? Anche se si ridurranno i passaggi a 500mila ci sarà un danno economico anche per città enorme. Perché il centro storico vive non tanto di turisti italiani o francesi ma di quelli svizzeri, che spendono dieci volte di più”.
Preoccupazioni in fila che arrivano anche da parte di Katya Foletto (Avs), Cristina Dattola (La Renaissance) e Christian Chuc (Forza Italia), che segnala anche il problema di accessibilità all’ospedale regionale.
Una questione politica (di nuovo)

Poi, l’affaire si fa nuovamente politico. Soprattutto quando Giuseppe Cipollone (FdI) parte proprio dal ruolo che l’attuale Sindaco di Aosta ricopriva in Regione prima di indossare la fusciacca: “Il Sindaco deve spiegarci il suo ruolo da dirigente in questa vicenda – ha detto –. Ci risponda alla domanda: dov’era in questi anni? Perché Lei, professionalmente, faceva questo”.
Di suo, Rocco non la prende benissimo: “Io non ero il coordinatore del Dipartimento delle Opere pubbliche. Io ero responsabile del Dipartimento del Territorio, risorse idriche e programmazione. Mi occupavo di emergenze. E penso, in casi di criticità, di sapere cosa fare, come e con che risorse. Ed il primo a tirare fuori questa criticità delle gallerie sono stato io”.
In chiaro: “Non era la mia struttura ad occuparsi di questi argomenti. Quando l’ho saputo? Qualche giorno prima che emergesse sugli organi di stampa. Oggi il Consiglio deve occuparsi a guidare i cittadini fuori dalla crisi. E farlo impegnandosi sui tavoli tecnici per trovare situazioni e soluzioni attuabili. Non esiste un altro modo e non possiamo che prendere atto, e reagire con compostezza e prontezza, come deve fare una città e una Giunta serie”.
Con una pizzicata: “Inoltre, il Ministero dei Trasporti è governato da un uomo che fa parte delle vostre forze politiche. E i ritardi di due anni per questi lavori arrivano anche da lì”.
Sui numeri di Girardini, Rocco aggiunge: “La prima cosa che abbiamo fatto è chiedere i numeri ufficiali che avremmo divulgato. I vostri numeri sono sbagliati, mi spiace dirlo. Io mi riferivo al numero di autovetture/ora massime durante l’anno. Dati forniti da Sav in forma ufficiale. Parliamo dei passaggi medi giornalieri per numero di mezzi, dai quali si possono vedere i periodi di predominanza di mezzi pesanti o leggeri”.
In attesa del Consiglio di Stato, i nervi tra Rocco e Girardini restano tesi. Il capogruppo de La Renaissance batte il colpo: “Lei aveva parlato di una tempesta perfetta ed ora è solo un temporale? I dati del Gran San Bernardo poco importano. Questi numeri creano una situazione che scoraggerebbe i transiti? Allora è inutile fare i tavoli con i commercianti se poi arriva un problema del genere”.
