La chiusura delle gallerie arriva in Consiglio comunale ad Aosta. Ed il tema sul “chi sapesse” è tutto politico

Da un lato, un ordine del giorno - approvato anche negli altri comuni coinvolti dalla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes -; dall'altro il tema politico: i lavori, imminenti, sono un "fulmine a ciel sereno" o qualcuno (Presidente della Regione su tutti) sapeva?
La galleria Côte de Sorreley - Foto Google Maps
Comuni

Da un lato, la questione tecnica che riguarda la chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes e l’impatto – preoccupazione ormai nota – sulla città di Aosta e la sua viabilità. Dall’altro, il tema finora rimasto un po’ più “secondario”. Quasi a latere: il tema politico di queste chiusure.

Tema che – inevitabilmente – si prende il centro del Consiglio comunale di Aosta nel pomeriggio di oggi – martedì 28 aprile –, dove i discorsi si sposta improvvisamente al “qui e ora” dopo una serie di mozioni ancora d’avanzo dalla seduta marzolina.

Chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes, ora Valpelline chiede rilevatori del traffico autonomi rispetto a Sav

L’opposizione chiede spiegazioni. Ma non solo

L'opposizione del Consiglio comunale di Aosta - Foto Facebook Comune di Aosta
L’opposizione del Consiglio comunale di Aosta – Foto Facebook Comune di Aosta

Se, in programma, c’è un ordine del giorno di maggioranza sulla falsariga di quello approvato all’unanimità a Valpelline ma in discussione, per fare “massa critica”, in tutti i comuni coinvolti dai lavori – presentato dal consigliere Stefano Coquillard (Uv) e che chiede “una soluzione equilibrata e sostenibile, capace di conciliare le necessarie esigenze di sicurezza dell’infrastruttura con la tutela della mobilità, della qualità della vita e dello sviluppo economico del territorio” – è dai banchi dell’opposizione che si punta al nodo politico della vicenda.

Senza troppi giri di parole: “Non è questione tecnica, ma è politica – ha detto il capogruppo de La Renaissance Giovanni Girardini –. È inutile negarlo. Io non posso credere che questa chiusura ci colga totalmente impreparati. Perché? Anzitutto, perché non c’è foglia che si muova in Regione senza volontà del presidente Testolin. Che sa tutto e che non si discute, questione nota a tutti”.

Ma non solo: “Poi, dentro Sav la Regione ha due rappresentanti eletti nel cda, ovvero Martina Biava e David Follien – aggiunge –. Cosa hanno fatto? Hanno dormito? Erano a casa quando si decideva? Non credo che Sav abbia capito ieri che i lavori delle gallerie andassero fatti, né che non ne abbiano mai discusso nel cda. Non è concepibile i due rappresentanti all’interno della Sav, eletti dal Consiglio Valle, non sapessero niente”.

Sulla stessa linea, dai lidi di Fratelli d’Italia, Giuseppe Cipollone: “Manca l’elefante in mezzo alla stanza – ha detto –. È difficile credere che una società come Sav, con dei lavori legati ad una normativa di vent’anni fa, non abbia comunicato niente alla Regione e al Comune. Che Testolin, che è anche prefetto (in realtà gli sono attribuite alcune funzioni prefettizie, ndr.), fosse consapevole di tutto questo? Se la Protezione civile ha diffuso dati sull’impatto dei flussi su via Roma vuol dire che in qualche modo se ne parlava da tempo”:

“Dov’è il rapporto con la Regione – chiede ancora Cipollone –? Il Presidente non ha fatto neanche una chiamata. O Sav ha usato un’omertà totale o qualcuno sta facendo lo gnorri e fa finta di non saperlo. Magari non era conveniente farlo sapere in piena campagna elettorale”.

E mentre Katya Foletto (Avs) chiede che nell’ordine del giorno da spedire (anche) in Regione “si ragioni in termini differenti sulla mobilità che si vuole sostenere in questo anno di chiusura”, dicendo “di far fare all’Amministrazione regionale una valutazione seria su altre forme di trasporto collettivo”; dai banchi della Lega Sylvie Spirli spiega: “Nella riunione del 20 aprile, il Presidente della Regione ha detto che condivide le preoccupazioni e ha invitato i sindaci a mettere in campo tutte azioni possibili per limitare disagi. È una frase di circostanza. Quali sono le soluzioni alternative?”.

Per la maggioranza è stato “un fulmine a ciel sereno”

La Giunta comunale di Aosta
La Giunta comunale di Aosta – Foto Facebook Comune di Aosta

In apertura di dibattito, il sindaco Raffele Rocco aveva detto che “abbiamo chiesto di poter studiare e avere delle certezze su fatto non sia possibile fare lavori in un altro modo, anche solo a traffico alternato in alcuni momenti della giornata. E stiamo aspettando le risposte che arriveranno da Sav che si valuteranno. Ma stiamo anche ragionando sull’impatto. Valuteremo le misure più importanti per mitigare gli effetti di queste chiusure. Ta queste, se saremo costretti, posticiperemo il cantiere previsto in via Roma. Per Saraillon, che è già avviato, abbiamo avviato un confronto con l’impresa per carcare di capire come velocizzare e fluidificare la viabilità, almeno in un senso, nei periodi di punta”.

Più nervosetto l’assessore alla Mobilità Luca Tonino, che proprio sulla questione “politica” punta: “Noi non strumentalizziamo la vicenda dicendo che non lo sapevamo. Al primo incontro con Sav abbiamo subito detto che avevamo delle riserve. Ed il giorno dopo, non noi ma la Protezione civile, quindi non un partito politico, ha chiesto uno studio indipendente e suppletivo per capire ci fosse un’altra soluzione”.

E aggiunge: “Le concessioni autostradali non le rilascia il Comune o la Regione ma il Ministero. Che poteva anche mandare una Pec ai 74 comuni per avvisare che c’era un’infrazione europea e che si dovevano fare i lavori all’infrastruttura. Siete al governo del Paese – ha detto rivolgendosi alle opposizioni –: fate una chiamata. Perché, fermo restando che i lavori si devono fare, una soluzione diversa sarebbe meglio. Perché i lavori pensati così creano preoccupazioni diffuse. E credo un onere di tutti farsene carico”.

Dal canto suo, l’assessore ai lavori pubblici Corrado Cometto aggiunge: “Come maggioranza abbiamo redatto questo ordine del giorno lo scorso mercoledì mattina. Il pomeriggio stesso, la Protezione civile ha dato mandato alla Sav di realizzare questo studio. Sono certo che il Sindaco per primo non ne sapesse niente. Ho fatto una verifica per sapere se ci fossero state comunicazioni ufficiali sulla questione, ho controllato con l’ufficio di gabinetto. Non ho trovato niente. È stato un fulmine a ciel sereno vero e proprio”.

Un ordine del giorno solo di maggioranza

Il Consiglio comunale di Aosta
Il Consiglio comunale di Aosta

Alla fine, l’accordo unanime sull’ordine del giorno non si trova. La sospensione dei lavori non serve a mettere assieme le richieste dell’opposizione con il testo della maggioranza. Ed il provvedimento viene votato in aula solo dalla maggioranza stessa. “Cercavamo un testo condiviso, ma sono state inserite solo tre righe tautologiche – ha detto Cipollone (FdI). Sta venendo licenziato un testo di maggioranza, un esercizio non equilibrato dal punto di vista dell’onestà intellettuale”.

Per Katya Foletto, “Avs aveva presentato un emendamento per cercare soluzioni alternative di mobilità per supportare le persone durante la chiusura. E nemmeno questo è stato accolto”.

Girardini rincara la dose e annuncia il voto contrario de La Renaissance: “Gli emendamenti della minoranza siano quasi tutti rigettati – ha detto –. Ci dispiace, era la possibilità di unire tutta la città in una richiesta all’Amministrazione regionale. Ma a noi preme anche la trasparenza, e uno degli emendamenti mirava proprio a quello. Non tanto per cercare il ‘colpevole’, anche se ha la sua valenza, ma solo per non commettere le stesse pratiche sbagliate”.

“Anche a me spiace non ci sia stata questa condivisione per un soffio – chiude Cometto -. Non abbiamo accettato la proposta della collega Foletto perché immagina uno scenario che non vogliamo immaginare, ovvero la chiusura. Almeno ora, in prima istanza. Vogliamo chiedere che si facciano i lavori in notturna o che non incidano sulla direttrice verso Aosta. E non possiamo immaginare trasporti alternativi perché secondo noi così. si indebolirebbe l’iniziativa”.

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