Il Casinò di Saint-Vincent è stato sottoposto ad amministrazione giudiziaria. La Guardia di finanza ha dato esecuzione oggi, giovedì 28 maggio, ad un decreto, emesso dal Tribunale di Torino, che dispone la misura di prevenzione.
Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Torino e rappresenta, nell’impostazione inquirente, la naturale prosecuzione delle indagini – condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Aosta e coordinate dalla locale Procura – dalle quali i militari avevano ricavato “l’esistenza di un articolato sistema di riciclaggio incentrato sulla Casa da gioco”.
Tali condotte, avvenute all’interno del Casinò – spiega la Guardia di finanza – “avrebbero beneficiato di un’ingiustificata inerzia dell’amministratore e di altri dirigenti”. La valutazione che ha condotto la Procura torinese a richiedere la misura è stata che “la società, per colpa, non abbia messo a punto una struttura organizzativa adeguata e idonea ad impedire la commissione dei reati” ipotizzati nell’indagine.
Per gli inquirenti, “i soggetti apicali del Casinò, non direttamente coinvolti nei reati contestati, pur avendo captato molteplici segnali d’allarme, non avrebbero assunto alcuna iniziativa concreta e diretta, sorvolando negligentemente sui rispettivi obblighi di controllo e segnalazione previsti, tra l’altro, dalla normativa antiriciclaggio”.
Si sarebbe così configurata, nella lettura della Procura, “la ‘colpa di organizzazione’”, per cui “l’azienda sebbene si fosse dotata, almeno sulla carta, di procedure volte ad impedire il verificarsi di fenomeni criminosi, nei fatti avrebbe disatteso le regole cautelari” previste dal decreto del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società.
Il Tribunale della Prevenzione ha così disposto un “tutoraggio” ad opera di due amministratori giudiziari, nominati dallo stesso organismo, che per un periodo iniziale di un anno avranno specifici poteri di amministrazione, così da eliminare le criticità emerse. Si tratta di due commercialisti torinesi, con esperienza nelle amministrazioni giudiziarie. Nei presupposti del provvedimento, è la sola misura idonea a rimuovere le “situazioni tossiche” che avrebbero creato condizioni per trasformare la Casa da gioco in un ambiente facilmente permeabile ad illeciti.
L’esecuzione del decreto notificato quest’oggi rappresenta la prima applicazione dello strumento dell’amministrazione giudiziaria ad una casa da gioco, ritenuta dagli inquirenti contesto utilizzato per il riciclaggio di proventi di attività illecite e per lo scambio di valori a seguito di accordi di natura criminosa.

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