Il Coordinamento regionale di Fratelli d’Italia torna sul caso Testolin alla luce della risposta arrivata dal Ministero dell’Interno, in particolare riguardo la doppia veste di Presidente della Regione e di Prefetto.
“Il tema oggi non è soltanto giuridico. È prima di tutto istituzionale”, scrive Fratelli d’Italia in una nota. “Il Presidente della Regione Valle d’Aosta esercita, per la particolare configurazione ordinamentale valdostana, anche funzioni che altrove sono attribuite al Prefetto. Questo rende la sua posizione diversa da quella di qualunque altro Presidente di Regione e impone una valutazione più alta, più rigorosa e più trasparente. Davanti a una vicenda ancora pendente sul piano giurisdizionale e che riguarda direttamente la permanenza nella carica del Presidente, non basta rifugiarsi dietro il dato formale. Esiste un tema evidente di opportunità, autorevolezza e garanzia istituzionale”.
La risposta del Ministero sottolinea come quello valdostano sia “un unicum a livello nazionale”, e che “in caso di morte, impedimento permanente o decadenza del Presidente della Regione, si procede all’elezione del nuovo Presidente e della nuova Giunta entro sessanta giorni. Nelle more, la Giunta rimane in carica per l’ordinaria amministrazione, fatta salva l’adozione degli atti indifferibili e urgenti, e la carica di Presidente della Regione è assunta dal Vice-Presidente”.
Fratelli d’Italia chiede a Testolin di spiegare “se ritenga politicamente e istituzionalmente sostenibile continuare a esercitare, contemporaneamente, il ruolo di vertice politico della Regione e funzioni prefettizie, mentre è ancora aperta una vicenda che incide sulla legittimazione della sua stessa posizione”, sollevando il tema dell’opportunità istituzionale.
“C’è poi un passaggio ulteriore, politicamente rilevantissimo: il Ministero indica espressamente che ogni eventuale modifica normativa in materia potrà trovare formalizzazione nel più ampio confronto tra autonomia locale e Stato, anche nell’ambito dei futuri percorsi di riforma parlamentare dello Statuto speciale della Valle d’Aosta. Questo significa che, all’apertura di quel tavolo, il tema sarà inevitabilmente all’ordine del giorno”.
“Non siamo più davanti a una suggestione politica o a una polemica locale”, conclude Fratelli d’Italia. “Siamo davanti a una questione riconosciuta nella sua rilevanza istituzionale, che riguarda l’equilibrio tra funzioni regionali e funzioni statali, tra autonomia e garanzie, tra rappresentanza politica e funzioni prefettizie. Per questo chiediamo al Presidente Testolin una risposta chiara: ritiene questa situazione politicamente normale, istituzionalmente opportuna e compatibile con il livello di garanzia richiesto dalla sua funzione? La Valle d’Aosta non ha bisogno di zone grigie. Ha bisogno di istituzioni pienamente autorevoli, trasparenti e non esposte ad ambiguità”.

2 risposte
Ai genitori la questione degli incarichi di presidente della giunta regionale e prefetto facenti capo alla stessa persona turba assai meno della penalizzante imposizione scolastica ai propri figli dello studio della lingua francese (inutilizzata in valle e pleonastica rispetto all’inglese nel mondo) che dovrebbe invece far posto alla libera scelta personale tra le due lingue.
Ma questa civile aspirazione cozza contro la volontà dell’UV di fingere la regione quella che in parte era nei secoli scorsi.
E al signor Zucchi nonchè al ragionier Lattanzi interessa in primis mostrarsi ai piedi dell’UV nelle problematiche grosse sperando di entrare come servitori alla sua corte.
Ricordo ai lettori che i due precitati personaggi tentarono di imporre la firma, a chi volesse entrare nel direttivo regionale del nascente Popolo della Libertà, di un documento di impegno a non criticare mai l’UV.
Il concetto di libertà è chiaro a Zucchi e Lattanzi quanto può esserlo quello di banchisa polare a un tuareg.
Due poltrone sono meglio di una …