A5: più traffico e utili nel 2025 per Sav, ma pesa lo stallo sul Piano economico finanziario

Nel 2025 il traffico leggero è cresciuto del 3,72%, mentre quello dei mezzi pesanti è aumentato del 4,95%, grazie alla riapertura della bretella Ivrea-Santhià. Il bilancio 2025 si chiude con un utile di 19 milioni di euro.
autostrada A5
Economia

Con la riapertura, nel marzo 2025, della bretella Ivrea-Santhià ai mezzi superiori a 3,5 tonnellate, grazie al bypass realizzato sul viadotto Camolesa, cresce il traffico pesante sull’A5 Quincinetto – Aosta Ovest gestita da Sav. Nel 2025 sono transitati 10.484.860 veicoli, contro i 10.087.356 del 2024: un aumento del 3,94%. Il traffico leggero è cresciuto del 3,72%, mentre quello dei mezzi pesanti è aumentato del 4,95%.

Più veicoli hanno significato anche più incassi dai pedaggi. I ricavi netti sono saliti da 69,3 a 71,2 milioni di euro, con un aumento del 2,68% rispetto al 2024 e del 2,42% rispetto al 2019. Il bilancio 2025 si chiude con un utile di 19 milioni di euro, quasi tre volte superiore ai 6,9 milioni del 2024. L’Ebitda, cioè il margine operativo prima di interessi, imposte e ammortamenti, raggiunge i 38,3 milioni di euro, pari al 51,9% dei ricavi.

Nonostante la chiusura del Traforo del Monte Bianco dal 1° settembre al 12 dicembre 2025, i volumi di traffico hanno comunque chiuso in aumento. Ma la prospettiva di future chiusure prolungate del tunnel, si legge nel bilancio di Sav, peserà soprattutto sull’equilibrio del Piano economico finanziario (Pef).

È proprio questo uno dei nodi del confronto tra Sav e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) sull’aggiornamento del Piano economico-finanziario (Pef), il documento che stabilisce l’equilibrio economico della concessione autostradale e da cui dipendono anche gli aumenti dei pedaggi. La prima proposta di aggiornamento, relativa al periodo 2019-2023, è stata presentata nel giugno 2019, ma la procedura non è ancora stata conclusa.

Con il nuovo Pef Sav chiede di recuperare gli aumenti tariffari non riconosciuti o autorizzati in ritardo, di ottenere un ristoro per le perdite subite durante la pandemia e per quelle causate dalle chiusure del Traforo del Monte Bianco, oltre a vedersi riconosciuti gli investimenti già realizzati o ancora da realizzare.

Nella proposta del luglio 2025 la società chiedeva un aumento dei pedaggi del 4,8% nel 2026 e del 3% all’anno dal 2027 al 2032, un valore di subentro di circa 95 milioni di euro, cioè la somma che il futuro concessionario dovrebbe riconoscere a Sav alla scadenza della concessione per gli investimenti non ancora recuperati, e un riequilibrio economico complessivo di circa 392 milioni di euro. Per le chiusure del Traforo tra il 2022 e il 2025 Sav stimava inoltre un indennizzo di circa 13 milioni di euro. La società ha elaborato anche uno scenario più prudente, ipotizzando che il Traforo resti chiuso per circa tre mesi all’anno fino al 2032. In questo caso il riequilibrio necessario salirebbe a circa 431 milioni di euro e l’indennizzo legato alle chiusure passerebbe da 13 a circa 56 milioni.

Il Ministero ha però chiesto di modificare la proposta, soprattutto per non incidere troppo sull’utenza. Nella versione aggiornata, inviata nel dicembre 2025, l’aumento dei pedaggi previsto per il 2026 è stato ridotto così all’1,5%, il valore di subentro è sceso a 90 milioni di euro, mentre il contributo economico richiesto allo Stato è salito a 442 milioni.

Al 31 dicembre 2024 Sav indica nel bilancio investimenti realizzati per 138 milioni di euro. Nel quarto periodo regolatorio sono previsti altri interventi per circa 354 milioni. Le opere riguardano soprattutto l’adeguamento delle gallerie alle norme di sicurezza, il rinnovo di ponti e viadotti, nuove barriere di sicurezza e antirumore, la protezione dell’A5 dalla frana di Chiappetti, a Quincinetto, l’ammodernamento degli impianti tecnologici e il potenziamento dei sistemi di controllo e monitoraggio dell’infrastruttura.

Ogni intervento va approvato anche dal Mit, che secondo la convenzione ha 90 giorni di tempo per esaminare i progetti. Dal bilancio emerge però che molte approvazioni sono ferme perché il Ministero ritiene che, senza un Pef aggiornato, non esista ancora una copertura finanziaria formalmente riconosciuta.

Lunedì 15 giugno chiuderanno le gallerie di Côte de Sorreley e Signayes

In questo cortocircuito sono finite anche le gallerie Côte de Sorreley e Signayes, chiuse dal 15 giugno scorso per lavori di adeguamento della sicurezza, dal costo di 40 milioni di euro, . Il Ministero ha autorizzato l’avvio degli interventi, ritenendoli indispensabili, ma sarà Sav ad anticiparne il costo. Se l’aggiornamento del Pef non dovesse andare a buon fine, per Sav, come si legge sempre nel bilancio, queste spese dovranno comunque essere rimborsate alla concessionaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte