A inizio giugno, Avs diceva che una sinistra unita in Valle d’Aosta “si può fare”. Oggi, Adu rilancia e, in una nota, spiega che “alle prossime elezioni politiche è necessario costruire un’alternativa unitaria a Meloni e Vannacci”. Operazione notoriamente – lo scrivevamo qui, peraltro prima che il progetto VdA aperta collassasse – non semplice.
“Il collegio uninominale e la riforma elettorale in corso di approvazione a Roma impongono alle forze progressiste di trovare una proposta comune – scrivono infatti dai lidi di Ambiente diritti uguaglianza –. Ogni singolo voto valdostano conterà per decidere il governo del Paese e la concessione di un abnorme premio di maggioranza”.
A livello locale, si legge ancora, “l’Union Valdôtaine ha fatto la sua scelta, a fianco delle destre. Ora sta a noi fare la nostra”. Per questo, Adu VdA “invita tutte le forze progressiste, in particolare Pd e Avs, ad attivarsi per avviare un confronto sul programma elettorale e sulle modalità di scelta delle candidate e dei candidati per le prossime elezioni politiche”.
“Mettiamo al centro un progetto comune, che vada oltre le appartenenze e i personalismi. Molte sono le differenze programmatiche di cui dovremo discutere, ma potremo continuare a farlo solo in una democrazia sostanziale”. In chiaro: “La scelta è tra la democrazia europea e il modello di governo trumpiano: culto della personalità, paramilitari e repressione del dissenso. Restiamo quindi a disposizione per un incontro da organizzare il prima possibile”.

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