La dismissione della linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier rischia di lasciare a piedi non solo i pendolari che quotidianamente utilizzano la tratta ma anche quaranta lavoratori delle ferrovie tra macchinisti, capitreni, manutentori.
L’allarme viene lanciato dai sindacati dei trasporti, stupiti nell’apprendere dai giornali l’ipotesi che la Regione sta studiando per la tratta: realizzare una pista ciclopedonale e introdurre dei mezzi elettrici per il trasporto dall’Alta valle.
“I risultati dello studio – spiega Antonio Fuggetta della Filt-Cgil – ci hanno colto di sorpresa. Sull’Aosta-Pré-Saint-Didier il progetto iniziale, condiviso con la Regione era di operare un restyling del materiale rotabile, istituire nuove fermate e di usare la tratta come sistema ferroviario di tipo metropolitano. Tanto è vero che non da molto sono state attivate le fermate di Viale Europa e davanti alla sede dei Geometri di Aosta.”
Secondo lo studio di fattibilità, realizzato dall’Ingegner Tullio Russo di Roma per conto dell’amministrazione regionale, per ammodernare la linea servono 150 milioni di euro. Soldi che, suggerisce lo studio, per il numero di passeggeri che utilizzano la tratta, non conviene spendere.
“L’Aosta-Pré-Saint-Didier come è oggi non risponde agli attuali agglomerati urbani. – continua Fuggetta – se vogliamo rendere appetibile il trasporto ferroviario in questa zona dobbiamo andare a istituire nuove fermate a Villa dei Fiori, in località La Grenade, a Villeneuve paese e di fronte alle scuole ma anche a La Ruine e Leverogne. Con poche risorse possiamo andare a dare risposte agli utenti dell’Alta Valle.”
Per i sindacati poi è tempo di mettersi tutti intorno ad un tavolo e di ripensare il sistema trasporti in generale, non solo quello ferroviario. “Aspettiamo che l’Assessore ci riceva – conclude Fuggetta – anche perché ci saremmo aspettati da lui, prima dei proclami sui giornali, un incontro per illustrarci i risultati dello studio”.
