Com’è stata la qualità dell’aria in Valle d’Aosta nel 2022?

Dal rapporto sintetico sulla Qualità dell’aria stilato da Arpa emerge che l'aria nel 2022 è stata "complessivamente buona". Alcuni dati di confronto oscillano - dopo un 2019 dal meteo peculiare ed un 2020 influenzato dalle restrizioni dovute alla pandemia -, con nel mirino l'ozono, l'inquinante "critico".
Panorama Foto Twitter Arpa VdA
Ambiente

Nel 2022, in Valle d’Aosta, si è respirata complessivamente una buona aria. Questo è il dato che emerge dal rapporto sintetico sulla Qualità dell’aria stilato da Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Con qualche distinguo dovuto ai dati spesso oscillanti – dopo un 2019 dal meteo peculiare ed un 2020 influenzato dalle restrizioni della prima fase della pandemia -, e all’inquinante “critico”: l’ozono.

Le polveri sottili

Per quanto riguarda le polveri sottili, valori limite previsti dalla normativa in tutte le stazioni di rilevamento – le tre di Aosta: piazza Plouves, via Liconi, via Primo Maggio; assieme a Courmayeur, Étroubles, Donnas e La Thuile – sono stati rispettati e sono in linea con gli anni precedenti.

Riguardo i Pm10, in tutte le stazioni i valori sono inferiori al limite di legge sia per la media annuale (40 μg/m3) sia per i giorni di superamento del limite per la media giornaliera (50 μg/ m3, da non superare più di 35 giorni all’anno).

I valori misurati nella stazione industriale di Aosta via Primo Maggio sono sensibilmente più elevati rispetto a quelli rilevati nel fondo urbano della città. Aspetto che, dice Arpa, sarà oggetto di approfondimento nel rapporto più esteso che verrà pubblicato in seguito.

Discorso simile per il Pm2.5. In tutte le stazioni i valori medi annuali del 2022 sono sensibilmente inferiori al limite di legge attualmente previsto (25 μg/m3). I valori delle stazioni di Aosta sono molto simili tra loro. Nelle stazioni di traffico, i valori sono inferiori a quelli della città, mentre il Pm2.5 non vengono misurati nelle stazioni di fondo rurale di Donnas e La Thuile.

La media annua di Pm2.5
La media annua di Pm2.5

Il confronto con i numeri degli ultimi dieci anni

Interessante il confronto con i valori medi delle polveri sottili degli ultimi dieci anni. Per i Pm10, nelle stazioni con più di cinque anni di misure è possibile osservare una leggera diminuzione rispetto ai primi anni della serie. Nel 2019 i valori misurati sono stati bassi in tutte le stazioni per via delle particolari condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti.

Nel 2020, invece, i valori sono stati in parte condizionati dalle limitazioni al traffico e alle attività produttive adottate nel corso della fase più critica della pandemia Covid-19. Per la stazione industriale non è però al momento possibile identificare un andamento nel tempo, essendo attiva solo dal 2018.

La media annua dei Pm10 negli ultimi dieci anni
La media annua dei Pm10 negli ultimi dieci anni

Riguardo i Pm2.5, nei siti di fondo urbano si osserva un andamento di progressiva diminuzione fino a una stabilizzazione dei valori negli ultimi anni. Nelle stazioni di traffico e nella stazione industriale il Pm2.5 viene misurato da pochi anni e i valori degli anni 2019 e 2020 sono stati influenzati da condizioni particolari (meteorologia e restrizioni dovute alla pandemia) che impediscono di identificare un trend.

La media annua del Pm2.5
La media annua del Pm2.5

L’ozono, l’inquinante critico

Ad oggi l’ozono è l’unico inquinante critico per la Valle d’Aosta – spiega Arpa, e non è una novità –, dal momento che rappresenta l’unico elemento che non rispetta gli obiettivi previsti dalla normativa. Per la protezione della salute umana si fa riferimento al valore massimo giornaliero della media mobile su otto ore e viene conteggiato il numero di giorni di superamento della soglia di 120 μg/m3, calcolato come media su tre anni. Il valore obiettivo previsto è pari a 25 superamenti/anno. Nel 2022 questo valore obiettivo è stato superato nella stazione di Donnas. Nella stazione di Aosta via Liconi il valore obiettivo risulta rispettato (media sugli ultimi 3 anni), ma occorre segnalare – prosegue Arpa nel suo report – che il numero di superamenti del 2022 è risultato superiore a 25 superamenti/anno. L’ozono non è misurato nelle stazioni di Courmayeur, Étroubles e Aosta via Primo Maggio.

Per la protezione della salute umana è prevista anche una soglia di informazione pari a 180 μg/m3 per la media oraria. Nel 2022 è stata superata otto volte a Donnas e una volta ad Aosta. Nel confronto degli ultimi dieci anni, Arpa ci dice che “non è possibile individuare una tendenza nel lungo periodo in quanto si osserva una elevata variabilità da un anno all’altro, dovuta a diversi fattori tra cui le condizioni meteorologiche. In generale i valori di ozono sono più alti nelle stazioni rurali”.

I superamenti del valore obiettivo dell'ozono degli ultimi dieci anni
I superamenti del valore obiettivo dell’ozono degli ultimi dieci anni

In sintesi

Per il particolato Pm10 e Pm2.5 i valori limite previsti dalla normativa sono rispettati in tutte le stazioni e i valori misurati sono in linea con quelli degli anni precedenti. Riguardo l’ozono sono stati rilevati dei superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute umana nella stazione di Donnas e superamenti del valore obiettivo per la protezione della vegetazione nelle stazioni di Donnas e di La Thuile

Per quel che riguarda gli altri inquinanti i valori limite del biossido di azoto sono rispettati in tutte le stazioni e i valori misurati sono in linea con quelli degli anni precedenti. Valore limite rispettato anche per il benzene, la cui unica stazione di misura è quella di Aosta piazza Plouves.

Per gli altri inquinanti normati, come i metalli ed il benzo(a)pirene, la misura consiste nell’effettuare analisi di laboratorio su campioni di particolato raccolti nel corso dell’anno. Attualmente sono ancora in corso le analisi sui campioni prelevati negli ultimi mesi del 2022 e Arpa prevede di poter disporre dei dati entro la fine di marzo 2023.

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