Contro il cambiamento climatico e per tutelare il sempre più fragile territorio montano, la Regione fa rete. Nella seduta di oggi, venerdì 22 maggio, della Giunta regionale, è stata approvata una convenzione quadriennale che coinvolge i Dipartimenti regionali di Protezione civile, Agricoltura e risorse naturali e Ambiente e territorio, insieme alla Fondazione Cima, ad Arpa Valle d’Aosta, alla Fondazione Montagna Sicura e a Cva.
L’obiettivo dell’accordo è migliorare la gestione delle risorse idriche e rafforzare la prevenzione dei rischi naturali, attraverso un approccio multidisciplinare e una collaborazione sempre più stretta tra enti scientifici, tecnici e istituzioni.
La convenzione consolida oltre dieci anni di lavoro condiviso tra le diverse realtà coinvolte, che negli anni hanno sviluppato competenze complementari fondamentali per affrontare le sfide poste dal territorio alpino e dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.
Tra le principali attività previste figurano il monitoraggio delle alluvioni, la valutazione della disponibilità delle risorse idriche, il controllo della siccità e dei fabbisogni irrigui, la verifica dei sistemi di previsione degli incendi boschivi e l’analisi dell’impatto climatico sul ciclo idrologico. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla quantità di acqua presente nel manto nevoso, elemento cruciale per la gestione delle risorse idriche in montagna.
L’accordo punta inoltre a migliorare la pianificazione della protezione civile, ottimizzando le risorse disponibili ed evitando duplicazioni di attività, con un conseguente risparmio economico e una maggiore efficacia degli interventi.
“In un contesto come quello della nostra regione, segnato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, è fondamentale fare rete per condividere competenze scientifiche, capacità tecniche e approcci diversi e complementari”, spiega in una nota il Presidente della Regione Renzo Testolin. “Questa convenzione rappresenta un investimento strategico sulla sicurezza del territorio, per garantire una gestione delle risorse idriche e dei rischi naturali più efficace, sostenibile e responsabile”.
Tra i punti innovativi dell’intesa è previsto anche un audit delle procedure di allertamento, con l’obiettivo di rendere i processi decisionali sempre più trasparenti ed efficienti, riducendo al minimo i rischi legali e migliorando la tempestività degli interventi in caso di emergenza.
