Al quartiere Dora verranno realizzate due nuove cabine elettriche di trasformazione

Una sarà a servizio del nuovo asilo nido - che dovrebbe entrare in funzione con la fine del 2024 - e della nuova mensa scolastica del quartiere, e una vedrà la luce in via Berthet, in sostituzione di quella a fianco del PalaMiozzi.
L'attuale cabina elettrica in via Berthet, in quartiere Dora, a fianco del PalaMiozzi
Comuni

Si aggiunge un tassello al progetto di rigenerazione urbana del quartiere Dora, finanziato con fondi Pnrr e attualmente in fase di cantiere, e che prevede la realizzazione di un parco urbano ex novo, un nuovo tratto stradale che collegherà via Vittime del Col du Mont e via Page – a sud del PalaMiozzi –, una rete ciclopedonale e una serie di autorimesse interrate (che, ultimamente, hanno avuto qualche “intoppo” archeologico).

Oggi, in II Commissione consiliare – con l’astensione di Roberta Balbis de La Renaissance – è stata approvata la realizzazione di due cabine elettriche di trasformazione. Una a servizio del nuovo asilo nido e della nuova mensa scolastica del quartiere, e una in via Amato Berthet.

“Si tratta di due manufatti piccoli ma importanti – ha spiegato in aula l’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto –. L’asilo nido e la mensa del quartiere Dora, dati anche i metodi costruttivi che hanno la corrente elettrica come vettore energetico principale, necessitano che sia incrementata la capacità di trasformazione della rete. Serve una nuova cabina integrativa vicino al nuovo asilo nido che, con il fotovoltaico e le pompe di calore diventerà un grande utilizzatore di energia”.

Diverse, invece, le ragioni per la cabina in via Berthet, attualmente vicina al PalaMiozzi: “Questo intervento riguarda il miglioramento paesaggistico – ha aggiunto Cometto –. Quella attuale è una di quelle cabine molte alte ed insiste dove è prevista la realizzazione del nuovo parco”.

Le due cabine

In rosso, la posizione della nuova cabina in via Berthet
In rosso, la posizione della nuova cabina in via Berthet

Nei dettagli dell’intervento entra il dirigente comunale Marco Framarin: “Perché due cabine elettriche – ha detto –? Per realizzare e mettere in esercizio l’asilo e la mensa c’è bisogno, rispettivamente, di 30 e 40 kW. La società Deval ci ha chiesto di contribuire, oltre a consumi del quartiere, anche ad avere una migliore conformazione nella distribuzione energetica. Da qui nasce esigenza della prima cabina, nell’area verde a sud del nuovo asilo nido, tra la strada e l’area un tempo adibita a bocciofila”.

Si tratta, prosegue il dirigente, di “un prefabbricato con un prospetto rivestito in doghe di legno, che gli faccia assumere una conformazione in linea con il rivestimento esterno del nido”.

Riguarda l’atra cabina, Framarin aggiunge: “Deval deve fare una serie di interventi nella zona del futuro parco urbano per eliminare cavi arei e tralicci che renderebbe la realizzazione del parco stesso limitata e deludente. Abbiamo chiesto la possibilità di eliminarli. Questa c’è e consiste nella realizzazione di una nuova infrastruttura interrata lungo via Amato Berthet. Ma serve anche una nuova cabina che sostituisca quella a sud del quartiere Dora”.

“Le fattezze e le misure sono assolutamente identiche a quella dell’asilo – ha concluso Framarin –. La collocazione in via Berthet minimizza gli scavi da eseguire per il collegamento esistente, ed è a distanza di sicurezza rispetto alla palestra”.

Perplessa la commissaria di opposizione Balbis: “Non si potevano considerare questi interventi già nella fase progettuale iniziale, ad esempio rispetto ai cavi e alle strutture elettriche aree nel parco? O per il fabbisogno elettrico dell’asilo? Non si potevano considerare all’inizio del progetto originale? Lo ripetiamo sempre: facciamo le cose nuove e si deve mettere una pezza in seguito”.

L’asilo nido pronto entro il 2024?

Il rendering del nuovo asilo nido di quartiere Dora
Il rendering del nuovo asilo nido di quartiere Dora

Qualche novità – più che altro sui tempi – emerge anche per il nuovo asilo nido. “La sua realizzazione sta procedendo in modo regolare – chiude Framarin –. Abbiamo avuto alcuni ritardi per il ritrovamento di una tubazione in amianto nel sottosuolo, che ha reso necessaria una bonifica. Ora stiamo recuperando tempo, e la volontà è quella di far entrare in funzione l’asilo nido con la fine del 2024. Stiamo facendo di tutto per accelerare e garantire questa apertura”.

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