La raccolta differenziata ad Aosta supera l’80% e scendono i costi per le utenze

Nella simulazione del Comune, introducendo la ripartizione intermedia del 50/50, il costo degli svuotamenti aggiuntivi del rifiuto residuo diminuisce. Per le famiglie passa da circa 0,083 euro a 0,074 al litro, per le utenze non domestiche scende da circa 0,084 a 0,023.
La raccolta dei rifiuti ad Aosta
Comuni

Il riparto “classico” della raccolta dei rifiuti ad Aosta, nel 2025, si è rovesciato. Se fino all’anno precedente, infatti, il 60 per cento dei rifiuti conferiti proveniva dalle utenze domestiche – quindi dalle case dei provati cittadini –, ora siamo all’opposto. Questa cifra, il 60 per cento, arriva ora dai conferimenti delle utenze non domestiche. In pratica, da quelle commerciali.

Per questo, il Comune di Aosta ha ritoccato la ripartizione tra costi fissi e variabili, come ha spiegato durante i lavori della quarta Commissione consiliare “Affari istituzionali” il sindaco Raffaele Rocco.

“Nel 2025 c’è stato un capovolgimento – ha detto in aula –. Infatti, quasi il 60 per cento dei conferimenti arriva da utenze non domestiche e circa il 40 da quelle domestiche. Questo significa che la ripartizione tra i costi fissi e quelli variabili necessita di una revisione. Gli Uffici l’hanno ipotizzata Sulla quota fissa, per le utenze domestiche e quelle non domestiche è stata lasciata la ripartizione storica, dal momento che l’intero sistema dei rifiuti è montato per questo. Sulla parte variabile si è deciso di non seguire la nuova ripartizione ma introdurne una intermedia, ovvero del 50 e 50”.

Cosa significa? Rocco spiega: “È una scelta fatta perché per le utenze domestiche è stata registrata una riduzione media del 5,98 per cento. Con la ripartizione del 60/40 la riduzione dei costi sarebbe stata sensibilmente maggiore, ma il problema sono le quote a carico delle attività produttive che sarebbero letteralmente esplose, anche del 30 per cento per alcune. Abbiamo optato per il 50/50 con aumenti solo per alcune categorie. Tolte alcune attività, come la ristorazione al 10 per cento, il resto vede degli aumenti non così rimarchevoli”.

Un esempio: “L’importo del conferimento aggiuntivo, per le utenze non domestiche, passa da 0,083 euro al litro allo 0,074. Questo abbatte l’ammontare per quelle non domestiche da 0,084 a 0,023 euro al litro”. Tradotto: il costo degli svuotamenti aggiuntivi del rifiuto residuo diminuisce. Per le famiglie passa da circa 0,083 euro a 0,074 euro al litro, mentre per le utenze non domestiche scende da circa 0,084 euro a 0,023 euro al litro.

“Visto che aumentano i conferimenti delle attività produttive, abbiamo già avviato le interlocuzioni per migliorare il servizio di raccolta e gestione dei per questi utenti – ha aggiunto il Sindaco –. E, soprattutto, vogliamo migliorare le comunicazioni sugli svuotamenti aggiuntivi ed il funzionamento del sistema, dato che possono costituire un aggravio tariffario non limitato. Questa è una delibera che cerca di equilibrare l’esigenza di coperture dei costi tra tutti i cittadini, cercando di venire incontro alle utenze domestiche e a quelle produttive. È vero che parliamo di una tassa, ma cerchiamo così di governare il sistema attraverso un punto di equilibrio”.

Insomma, aggiunge, “si tratta di una soluzione intermedia che riconosce la produzione effettiva dei rifiuti ma applica il principio di gradualità per evitare trasferimenti improvvisi di costo”.

Stando alla simulazione degli Uffici, per le famiglie si determina una riduzione media di circa il 5,98 per cento rispetto al 2025. Al contempo, si cerca di contenere l’impatto sulle attività economiche per evitare aumenti più marcati che sarebbero derivati da un riallineamento immediato alla produzione reale.

Alzata l’agevolazione a 9 mila euro di Isee

L’obiettivo, ipotizzato a ottobre del 2024, è stato applicato. Il Comune ha infatti alzato a 9 mila euro la soglia massima dell’Isee per l’esenzione dal pagamento della Tari.

Anche qui, Rocco spiega: “Esiste un bonus rifiuti dell’Arera (l’Agenzia di regolazione per energia reti e ambiente, ndr.), con un livello Isee a 9 mila 700 euro. Il Comune aveva un importo di 7 mila 500, portato a 9 mila. La differenza sta nel fatto che il contributo Arera è appunto un contributo, da noi c’è l’annullamento della tariffazione. Perché, quindi, non 9.700? È una questione tecnica: da noi gli utenti esenti non ricevono bollettazione. Se ci equiparassimo con Arera dovremmo aspettare da loro i dati delle richieste dei bonus per verificare chi ne abbia beneficio e chi no e saremmo costretti a mandare a tutti la bolletta. Con un disguido: le 300 famiglie che hanno la tariffa abbattuta si vedrebbero arrivare a casa la bolletta”.

Qualche scintilla con l’opposizione

“È una delibera molto importante – ha detto Sylvie Spirli (Lega) –. Nel 2020 la soglia Isee era di 7 mila euro. Negli anni, anche su sollecitazione della sottoscritta, si è riusciti ad aumentarla portandola a 9 mila di oggi. Su questo punto, l’Amministrazione ha fatto un importante sforzo che mi trova particolarmente favorevole. Apprezzo che, nonostante le mozioni dell’opposizione vengano respinte, vedo che i nostri consigli sono ben accetti”.

Ma ci sono anche una serie di “però” che fanno sì che la consigliera in quota Carroccio propenda per l’astensione sulla delibera: “Sicuramente, la percentuale della raccolta differenziata ad Aosta è molto positiva, ha sfiorato l’80 per cento. Non è punto di arrivo ma un punto di partenza per migliorare. Come ribadito, in futuro sarebbe giusto pensare di utilizzare parallelamente anche altri metodi che portino ulteriori sgravi economici sulle tariffe domestiche e non domestiche applicate anche in altri comuni italiani. È importante che chi differenzia meglio possa avere un piccolo sconto economico in tariffa. Ci sono punti che apprezzo e alcuni ancora critici che non mi soddisfano al 100 cento”, ha chiuso Spirli annunciando l’astensione.

Chi ha votato contro è stata invece Cristina Dattola (La Renaissance): “La raccolta differenziata non sta funzionando come dovrebbe. Abbiamo rincari medi in bolletta stimati fino al 20 per cento. Ci è stato detto che sono dovuti all’inflazione e al rincaro sui carburanti, che ci sono stati. Ma su questo pesa il contratto con Quendoz che ha chiesto un adeguamento, e l’aumento dei costi di conferimento a Brissogne. I cittadini di fatto pagano gli aumenti di QUendoz. Non si poteva scoprire prima? La pubblica amministrazione dovrebbe tutelare cittadini, non i privati”.

Ma il cahier des doléances della consigliera non si ferma qui: “In città vediamo rifiuti abbandonati, cartoni, bottiglie. Non è mai successo prima. In alcuni punti la città fa veramente schifo. Certo, sono aumentati i controlli con la videosorveglianza, con sanzioni tra i mille e i 3 mila euro. E non parliamo dei disagi nei comuni limitrofi, con le persone che vanno a buttare i propri rifiuti ovunque. Il porta a porta non funziona, non va bene – rincara –. E i turisti? Siamo una città turistica, non ci si poteva pensare prima? Servono alternative, non penalizzare cittadini. In Valle non abbiamo un impianto di incenerimento, ma forse è il caso di pensare ad un termovalorizzatore”.

Parole su cui – a giocare di eufemismo – il Sindaco non è d’accordo: “Mi sorprende – ha detto Rocco rivolgendosi a Dattola –. O non ha ascoltato ciò che ho detto o è arrivata prevenuta. Ha fatto una rappresentazione che rimando al mittente, ha descritto una favela. Il sistema sta funzionando. Abbiamo raggiunto l’80 per cento della raccolta differenziata. Ci stiamo attivando per migliorare le capacità di raccolta di modo che anche la qualità sia migliore. Il modello tariffario, inoltre, è fissato per legge. Noi ripartiamo i costi di smaltimento computati dal gestore e definiamo le modalità di riparto”.

Qualche numero

Nel 2025 Aosta ha registrato una percentuale di raccolta differenziata dell’80,16 per cento. Il rifiuto urbano residuo cuba a poco più di 3.037 tonnellate. “Pur rappresentando oltre il 20 per cento dei rifiuti complessivamente conferiti a livello regionale – spiega una nota da piazza Chanoux –, il capoluogo produce infatti solo il 16,2 per cento del rifiuto urbano residuo regionale e intercetta quote particolarmente rilevanti di organico, carta, plastica, metalli e tessili”.

Il Piano economico-finanziario individua per il 2026 un costo complessivo del servizio di raccolta dei rifiuti di 8 milioni 409 mila 775 euro. Di questi, circa 4,37 milioni riguardano i costi fissi e 4,04 milioni circa quelli variabili. I primi comprendono l’organizzazione generale del servizio, lo spazzamento, le dotazioni e la gestione amministrativa. I secondi sono invece collegati in modo più diretto alla raccolta, al trasporto, al conferimento e al trattamento dei rifiuti.

4 risposte

  1. Mi sembra di essere nel regno delle favole, se i cittadini per non pagare le tasse aggiuntive buttano tutto nella plastica e nella carta il Comune canta vittoria perché l’indifferenziata è diminuita, incredibile 🤦🏻‍♂️

  2. Tutto fumo.
    Una sciorinata di numeri e percentuali per far credere che stanno alacremente lavorando al fine di venire incontro alle utenze andando a ricercare il modo migliore di ripartire le spese senza penalizzare maggiormente questa o quella categoria.
    Abbattere i costi non è nel loro vocabolario.
    RIDICOLI!!!

  3. Come lo scorso anno resto fortemente contrariata per il fatto di dover pagare 12 svuotamenti anche se quelli reali sono inferiori.
    Il perché non si possano conteggiare solo quelli effettivi resta un mistero… 🫤

    1. Chi detiene il potere e non è in grado di controllare in modo plastico una situazione, si avvale di strumenti autoritari.

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