Spunta il progetto di un parco regionale nel “prato delle capre” di Aosta. L’opposizione chiede un parcheggio sotterraneo

A chiederlo, in Consiglio comunale, una mozione delle opposizioni. Dalla Giunta, l'assessore Tonino frena: del progetto sul parco non ha notizia. Ma annuncia "aperture" da parte della Regione. "Risposta deludente" replica Girardini de La Renaissance.
Il prato delle capre vicino alla Torre del lebbroso, ad Aosta
Comuni

Un parcheggio interrato – con tanto di parco all’altezza della strada – nel cosiddetto “prato delle capre”, l’area verde vicino alla Torre del lebbroso, ad Aosta?

A proporlo, nel Consiglio comunale di oggi, giovedì 28 maggio, è una mozione firmata da tutta l’opposizione e presentata del capogruppo de La Renaissance Giovanni Girardini. In aula, ha spiegato: “Siamo a conoscenza del fatto che la Regione, in quell’area, vuole realizzare un parco. Lì, però, c’è un vincolo: diventare un’area verde e ricreativa usufruibile da tutti. E dato che tutti abbiamo riconosciuto che il commercio di Aosta è in difficoltà e patisce alcuni problemi della città è oggettivo che ci sia bisogno di parcheggi più o meno ‘satelliti’ rispetto al centro”.

Insomma, aggiunge Girardini, “nessuno mette in discussione, come previsto dal Piano regolatore, che quel prato debba essere destinato a zona verde. Ma a quel vincolo se ne può aggiungere un altro: quello a parcheggio”.

La proposta

Il prato delle capre vicino alla Torre del lebbroso, ad Aosta
Il prato delle capre vicino alla Torre del lebbroso, ad Aosta

L’idea era già inserita nel programma del centrodestra unito che vedeva proprio Girardini candidato sindaco. Ed ora, se insiste il progetto di un’area verde regionale, quell’idea si fa più concreta: “Questo potrebbe permettere di non realizzare il parco che la Regione vorrebbe fare sotto il livello stradale, ma un parcheggio interrato con, sopra, un parco al livello della strada”.

Girardini intravede anche l’aggancio “normativo”. Tra gli innumerevoli – e spesso irrisolti – accordi di programma tra Comune e Regione, “ce n’è ancora uno che risale a 1998: il Comune aveva concesso il caseggiato con l’ex albergo alpino per edificare la sede di Finaosta – ha detto –. In cambio, nell’accordo, c’era un parcheggio pluripiano da oltre 400 posti auto mai realizzato per eccesso di costi. Con questo, l’accordo potrebbe dirsi finalmente chiuso”.

In pratica, “avremmo un polmone verde, bellissimo e valorizzato, mentre ora è abbandonato a se stesso e un parcheggio, magari non da 400 posti ma da 200, a ridosso della città che potrebbe assorbire risolvere molti problemi quotidiani. Non parliamo di una ‘grande opera’, ma di un solaio per avere un parco al livello della strada che diventerebbe anche più fruibile per tutti”.

Il capogruppo de La Renaissance ha fatto anche un altro passaggio: “C’è anche un altro vincolo in tutto il centro storico: quello archeologico – ha aggiunto –, che coinvolge anche il parcheggio e la rotonda di viale Partigiani. Ma, parlando direttamente con la Sovrintendenza, quella non dovrebbe zona archeologica, anche se sappiamo bene che ad Aosta il condizionale è sempre d’obbligo”.

Infine, Girardini chiude: “Chiedo al Sindaco di interloquire con le strutture regionali. Pensiamo che questa possa essere una prima grande risposta alla viabilità ma anche per il mondo del commercio che ci chiede soluzioni concrete. Non vogliamo ‘segnare il territorio’: se questa proposta diventasse realtà credo ne gioverebbe la città e anche tutto il Consiglio”.

Il parco dei misteri

Il prato delle capre vicino alla Torre del lebbroso, ad Aosta
Il prato delle capre vicino alla Torre del lebbroso, ad Aosta

In replica, l’Assessore con la delega all’Urbanistica Luca Tonino smorza gli entusiasmi: “La questione è un po’ più complessa. L’area, come ricordato correttamente, è di proprietà regionale e anche di media complessità per la sua trasformazione. A noi non risulta, allo stato attuale, che lì ci sia una progettazione in corso. Ma questo non esula da fare ragionamenti, dato che la competenza urbanistica è in capo al Comune”.

Non solo: “L’intervento proposto, un piano interrato a parcheggio con sopra una piastra destinata ad area verde, si caratterizza come una nuova costruzione che in zona A non è consentita. Inoltre, la zona è classificata di particolare interesse paesaggistico perché funzionale ad un monumento: la Torre del lebbroso. Da questo punto di vista le interlocuzioni non sono mai semplici. Ma riconosciamo che l’utilizzo di quell’area è un tema importante per la città e, in questi mesi, dalla Reg ci sono state delle aperture che verificheremo”.

In soldoni, dalla Giunta arriva un ni. In attesa di sapere se un progetto della Regione, in effetti, ci sia: “Oggi non vediamo le condizioni per variare strumento urbanistico perché non abbiamo contezza di quello che si vuole decidere per quell’area. Proseguono le interlocuzioni, ma vogliamo ragionare sulla trasformazione di quella zona. Non siamo però in grado di garantire eventuali tempi dell’interlocuzione, soprattutto per variare il Piano regolatore. Lo faremo quando sarà chiaro il progetto su quell’area”.

“Risposta deludente”

La risposta non soddisfa Girardini. Affatto: “Ringrazio fino a un certo punto – ha replicato –. La risposta è deludente. Una buona Amministrazione dovrebbe, tra le primissime cose, fare una revisione totale del Piano regolatore che ormai è vecchio ed è stato violentato più volte”.

Ma sul parco che vorrebbe la Regione aggiunge un dettaglio: “L’incarico di progettare il parco è stato conferito, e non mi stupisce che Lei non lo sappia dato che sapevamo niente neanche ella gallerie – ha detto rivolgendosi a Tonino –. Ma glielo assicuro: è stato incaricato del progetto un iscritto a La Renaissance”.

“Ho chiesto in Sovrintendenza, ho chiesto personalmente a due assessori regionali e ho trovato segni di apertura sentendomi dire che sarebbe una buona soluzione. Spiace che debba andare un consigliere di opposizione di Aosta e che non sia la Giunta o il Sindaco a farsi avanti. Fatelo se ritenete sia un progetto con un senso, altrimenti dite semplicemente: era nel vostro programma e secondo noi non ha senso. Se avete delle alternative, datele. Oppure ditemi che è una baggianata, ma trovate una soluzione alternativa per dare risposte”.

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