Un Bike park per rilanciare la stazione sciistica del Col de Joux

L'idea dell'amministrazione Favre non convince la minoranza. Serve "un prodotto innovativo e vincente, ma economicamente sostenibile".
Col de Joux - Saint-Vincent (AO)
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“Crediamo che il futuro del Col de Joux sia quello legato all’utilizzo della bicicletta”. È la dichiarazione dell’Assessore allo Sport e Ambiente montano Alex Sabolo, durante il Consiglio comunale di Saint-Vincent del 29 novembre, in risposta all’istanza presentata congiuntamente dai gruppi di opposizione “bike park al Col de Joux: reale prospettiva e analisi costi-benefici”.

“La quota – relativamente bassa (1.640 m) – e le difficoltà degli ultimi tempi sono sotto gli occhi di tutti” afferma Sabolo. Da qui l’idea di dare alla stazione sciistica del Col de Joux “una seconda vita, sfruttando le infrastrutture che già abbiamo, legandole a un’offerta alternativa alla stagione invernale che si può sviluppare nell’arco di tutto l’anno”.

“Crediamo che puntare su questo sport sia importante perché in forte espansione”. Tesi avvalorata dallo studio affidato alla società Dolomeet, incentrato sul mercato delle bike. Il progetto, consegnato all’amministrazione, riporta un’analisi dei costi di gestione e dei proventi e ipotizza una spesa di circa 200 mila euro per tracciare un sentiero in grado di collegare Colle e Comune.

Col de Joux: “investiamo sulla qualità”. La minoranza chiede qualcosa di innovativo, non le bike.

Di fronte al progetto di Dolomeet, che sarà presentato al pubblico martedì 10 gennaio 2023, la minoranza storce il naso. Le perplessità sullo studio “generico e non ritagliato sulla località del Col de Joux” sono palesi e condivise, soprattutto rispetto all’analisi costi-benefici ritenuta troppo “riduttiva”.

“Stiamo andando fuori strada. Non per il costo, ma per il prodotto che si vuole offrire. Si dovrebbe partire dai problemi reali che oggi ci sono: parcheggi, zone blu, bagni pubblici, segnaletica e cartellonistica” dichiara il consigliere di minoranza Erik Camos. “Bike? Non è questo che permetterà di rilanciare il Col de Joux. Non dà valore aggiunto. Cerchiamo tutti insieme di andare a fare qualcosa di unico, innovativo e attrattivo che non sia già presente in altre località nel raggio di almeno 100 chilometri. Investiamo sulla qualità. I numeri presentati nello studio sono minimi e non giustificano un investimento del genere”.

Il consigliere di minoranza Maurizio Castiglioni avverte “le proposte avanzate dovranno avere una forte ricaduta su tutto il territorio comunale. Cerchiamo un prodotto innovativo e vincente, ma economicamente sostenibile”. Castiglioni ricorda inoltre “all’epoca proponemmo di valutare anche l’ipotesi del project financing, uno dei pochi strumenti giuridici disponibili per abbattere i costi di gestione”.

“La valorizzazione degli impianti del Col de Joux è l’unica possibilità di rilancio di tutta la collina”

“Quale utilità potrà portare all’intero territorio e a tutta la comunità di Saint-Vincent l’eventuale realizzazione di un bike park?” domanda la consigliera di opposizione Carmen Jacquemet. “Il Col de Joux è bellissimo, ma è a 17 chilometri (dal centro, ndr)”. Se da un lato la consigliera concorda con il gruppo di minoranza “Saint-Vincent insieme per cambiare” (Camos, Castiglioni e Merlin) rispetto alla necessità di proposte innovative per il Colle, dall’altro chiede se non sia il caso di “fare qualcosa più in prossimità del paese e delle strutture ricettive”.

Sulle distanze tra il paese e il Col de Joux prende la parola il Presidente del Consiglio Frédéric Piccoli, nelle vesti di consigliere di maggioranza. “Noi dobbiamo concepirci come comunità di un comune che non vive solo nel borgo”. “Esiste un Comune che non finisce a Romillod (frazione di Saint-Vincent, ndr), ma che prosegue e va fino al Col de Joux”. Per il consigliere è fondamentale “avere un progetto per la parte più estrema del Comune che sia in grado di rilanciare economicamente quello spazio e che crei la cerniera tra borgo del fondovalle e la montagna”. Secondo Piccoli bisogna smetterla di dare anche solo l’impressione all’esterno che il Colle debba chiudere i battenti e che dobbiamo lasciare la montagna al suo destino”.

Anche il primo cittadino Francesco Favre interviene. “Uno dei punti fissi di qualsiasi scelta che si poteva fare e si farà è di mantenere in vita l’impianto. La valorizzazione degli impianti del Col de Joux è l’unica possibilità di rilancio di tutta la collina”. Prosegue il Sindaco la nostra amministrazione ha messo in salvo gli impianti per i prossimi vent’anni. Se non fosse stata avviata la revisione per il 2022 l’unico futuro sarebbe stato la demolizione”.

Una risposta

  1. è proprio vero che non sapete guardare al di la della puta del naso.. comprate un binocolo e guardate cosa fanno in Francia, svizzera e Austria con i bike park… e poi cambierete idea…

    se volete perdere un’occasione fatelo, ma poi non piangetevi addosso… quando chiuderanno il turismo della bici andrà da un’altra parte…

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