“Siamo esasperati. Qui si inventano i lavori e li fanno, senza interessarsi di chi c’è e di chi lavora. Qui, ormai, sembra Kabul”. La Kabul in questione, in realtà, è molto più vicina a noi. È piazza Manzetti, ad Aosta, dove si incrociano i lavori di scavo di Telcha per l’allacciamento al teleriscaldamento e, ora, l’intervento di sabbiatura sulla porzione di mura romane di fronte al Convitto regionale.
L’esasperazione, invece, arriva dai taxisti. Che, da quasi tre anni – a causa dell’elettrificazione della ferrovia – si sono spostati di fronte alla stazione di Aosta. Dove, fino a qualche anno fa, c’era l’edicola.
“Siamo posizionati proprio dove vengono fatti lavori e nessuno si degna di avvisarci, né di dirci dove andare – spiega Luca Lattanzi –. E con i lavori di sabbiatura diventerà impossibile restare lì, vista la nuvola di polvere che si solleverà. Anche perché l’abbiamo già vista, ma l’ultima volta eravamo dall’altra parte della piazza. Ma programmare i lavori e avvisare è difficile?”.
Non solo: “Ieri c’era una scolaresca letteralmente in mezzo alla strada – aggiunge –. Come si a non pensare alla gente che lavora. Noi non sappiamo più cosa fare. Anche il parcheggio messo a disposizione nostra dove c’è il Convitto è sempre occupato da chi lavora o va a prendere i bambini, com’è normale. Cosa succederà ora, con la sabbiatura? E quando dovranno rifare l’asfalto, come sembra, cosa faranno? E quando passerà il Giro d’Italia dove andremo?”.
Una risposta, Lattanzi l’ha cercata: “Ho chiamato il Comune, mi è stato detto che non sapevano nulla dei lavori di sabbiatura, programmati dalla Regione che non è tenuta ad avvisare. Ma stiamo scherzando? Poi, mi aspetto che presto i lavori partano dall’altra parte, verso la Tour de Pailleron, ma noi non lo sappiamo. Lo sapremo quando cominceranno”.
Insomma: “Siamo tutti incavolati neri, non si può lavorare così – chiude Lattanzi –. Laviamo le auto, che sono di nostra proprietà, e dopo cinque minuti sono già lerce. Abbiamo problemi anche per caricare le persone a bordo e c’è gente che attraversa in mezzo alla strada, che cammina in mezzo alle nostre macchine. E noi non sappiamo dove ci metteranno con le altre fasi dei lavori”.
Se fosse un’equazione di secondo grado, potremmo dire che non c’è “nessuna soluzione reale”. Perché, come spesso accade, le questioni sono più complicate di quanto sembrino.
Interpellato, il sindaco di Aosta Raffaele Rocco spiega: “Ci siamo incontrati con i taxisti per i lavori di Telcha e abbiamo trovato una soluzione sul posto assieme al comandante della Polizia locale, per farli ‘scorrere’ e superare dal cantiere per il teleriscaldamento – ha detto –. Non possiamo, però, spostarli nell’immediato perché lì è installato telefono, nell’ultima cabina della città ormai rimasta”.
Poi, i lavori che non ti aspetti: “Questa mattina siamo stati informati del fatto che la Regione e la Sovrintendenza stavano montando le impalcature per sabbiare le mura – dice sempre Rocco –. Il tutto avviene su aree verdi di loro proprietà, quindi non hanno chiesto nulla, dal momento che l’intervento si realizza senza occupare terreni nostri comunali”.
“Non eravamo informati – aggiunge il Primo cittadino –. Ma non credo ci saranno disagi per i tassisti, dal momento che la sabbiatura si fa sotto i teli e non solleva grandi polveri perché generalmente viene bagnato. In ogni caso, si installano delle reti per proteggere e un minimo di attenzione ci sarà. Non mi sembra ci possano essere troppi problemi di interferenza, e questo abbiamo riferito anche ai tassisti. Peraltro, con il tempo che ci metteremmo a spostare da lì l’utenza telefonica dei taxi i lavori rischierebbero di essere già finiti”.
Sulla programmazione dei lavori in città, Rocco dice ancora: “Quando dobbiamo ci viene richiesto l’utilizzo di suolo pubblico abbiamo una segnalazione. Allora, gli Uffici e la Polizia locale valutano le richieste e si coordinano dando una risposta. In questo caso non viene occupato il suolo pubblico. Quindi sì, il coordinamento viene fatto ma quando siamo coinvolti e informati. Non viene fatto quando non ci riguarda direttamente”.



