Alpinista nel crepaccio: sospeso il recupero per il rischio di crolli

Non ci sono speranze di recuperare vivo l'alpinista sprofondato per una trentina di metri nei ghiacci del Gran Paradiso. Il compagno trasportato in Pronto soccorso: ha traumi non gravi, riportati tentando di trattenere l'amico.
Il punto in cui è avvenuto l'incidente, sulla parete Nord.
Cronaca

Non ci sono speranze di recuperare vivo l’alpinista (un marchigiano classe 1993) caduto in un crepaccio sul Gran Paradiso, a circa 3.400 metri di altitudine, all’alba di oggi, sabato 27 giugno. I tecnici e guide del Soccorso Alpino Valdostano e della Guardia di finanza, al lavoro fin dalle prime luci del giorno, per estrarlo dalla stretta fessura di ghiaccio in cui è sprofondato per una trentina di metri, hanno dovuto sospendere le operazioni, a causa dell’innalzamento delle temperature e del conseguente pericolo di crolli del crepaccio.

Dei nuovi tentativi di recuperare il corpo dell’uomo, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, avranno luogo domani mattina. Ad essere coinvolta nell’incidente, sotto la parete nord, è stata una cordata di due alpinisti, entrambi italiani, impegnata nella salita verso la vetta. Il compagno dell’alpinista caduto, un 28enne anch’egli proveniente dalle Marche, è stato trasportato al Pronto soccorso del “Parini”: ha riportato traumi non gravi, nel tentativo di trattenere in superficie l’amico, e le sue condizioni non destano preoccupazioni.

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