Donna sopravvive due giorni in un crepaccio sul Rosa: era da sola e in shorts

È successo sul ghiacciaio del Grenz, domenica scorsa. L’intervento raccontato da Air Zermatt, che parla di salvataggio “miracoloso”. Sempre più frequenti i casi di persone che si avventurano ad alta quota senza equipaggiamenti adeguati.
Il soccorso sul ghiacciaio del Grenz.
Cronaca

Nuovo episodio, ai confini della Valle, destinato a far discutere sul crescente approccio scriteriato alla montagna. Una turista, di origini russe e che vive in Germania, è stata soccorsa l’altro ieri, martedì 25 agosto, in un crepaccio sul ghiacciaio del Grenz (sul versante nord-ovest del Monte Rosa, nel canton Vallese elvetico), nel quale – riferisce Air Zermatt – era caduta domenica 23. Ha quindi trascorso due notti nei ghiacci, ad una profondità tra i dieci e i quindici metri, prima di essere estratta e trasportata in ospedale in elicottero, dove le è stata riscontrata una leggera ipotermia (attorno ai 34 gradi), ma nessuna ferita seria.

Secondo quanto riportato dai media elvetici, la donna, in shorts e senza equipaggiamento adeguato, malgrado l’avvertimento ricevuto al rifugio, si è avventurata da sola sul ghiacciaio, finendo nella voragine. Alla base dell’essere riuscita a sopravvivere, verosimilmente, il fatto che la caduta è stata fermata da un ponte di neve, limitando la profondità cui il corpo è finito, senza peraltro incastrarsi nel ghiaccio. Quasi fortuito l’intervento dei soccorsi: un gruppo di alpinisti che passava in zona, diretto alla Capanna Margherita (4.556 metri), ha sentito i suoi lamenti e l’ha individuata, dando l’allarme.

Air Zermatt scrive sul post Facebook dedicato alla missione di non avere mai visto “un salvataggio tanto miracoloso negli ultimi vent’anni”. Gli episodi di persone che si avventurano ad alta quota in scarpe da ginnastica, o jeans, non sono nuovi alle cronache, ma i gestori di rifugi raccontano in modo crescente del trovarsi quasi quotidianamente a dissuadere ospiti poco coscienti delle difficoltà che presentano alcune ascensioni, decisi a partire anche in solitaria, o non legati, o ancora senza attrezzature consone.

Una testimonianza di queste ore arriva dal noto fotografo Davide Camisasca, che ha pubblicato sul suo profilo Facebook un video in cui alcuni alpinisti affrontano il ghiacciaio di Indren, sempre sul massiccio del Rosa, sprovvisti di ramponcini e arpionandosi al ghiaccio con i manici delle piccozze. Uno di loro, ad un certo punto, scivola e, solo fortunatamente, non finisce lungo il pendio. “Ops… se non volete finire al Parini, mettete i ramponcini” è l’eloquente messaggio con cui il professionista ha accompagnato il filmato. Avvertimenti che però sembrano avere sempre meno effetto, nell’estate in cui la montagna è stata “riscoperta” da tanti, in fuga dal Covid-19.

Un frame del video pubblicato da Davide Camisasca
Un frame del video pubblicato da Davide Camisasca

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