Finanziamenti al Casinò, l’assoluzione di Baccega diventa definitiva

E’ emerso oggi, martedì 9 maggio, nell’ambito dell’udienza alla Corte d’Appello di Torino sulle erogazioni regionali, tra il 2013 e il 2015, alla Casa da gioco. Il processo proseguirà l’11 luglio per altri sette imputati.
Mauro Baccega.
Cronaca

L’atto adottato in qualità di Assessore alle finanze, e che secondo l’accusa integrava il reato di truffa ai danni dello Stato, risale al 2013. Dieci anni, nei quali è intervenuta la prescrizione. Nell’udienza alla Corte d’Appello di Torino di oggi, martedì 9 maggio, del processo sui finanziamenti regionali al Casinò il sostituto procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi ha quindi rinunciato al ricorso. Diverrà pertanto definitiva l’assoluzione stabilita nel 2018, in primo grado, dal Tribunale di Aosta, per il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Baccega.

L’accusa e le difese hanno poi richiesto il deposito, agli atti, di documentazione relativa alla lunga vicenda giudiziaria sulle erogazioni di piazza Deffeyes alla casa da gioco. Si tratta, in particolare, della “super-perizia” sui conti 2011-2017 della società di Saint-Vincent, effettuata dagli accademici Enrico Laghi, Vittorio Dell’Atti e Michele Di Marcantonio nell’ambito dell’inchiesta (poi archiviata) per bancarotta fraudolenta del Casinò, e di alcune consulenze di parte. Il processo di secondo grado riprenderà quindi il prossimo 11 luglio.

A giudizio, dopo l’uscita di scena di Baccega (difeso dall’avvocato Gianni Maria Saracco), vi sono l’attuale consigliere regionale Augusto Rollandin, presidente della Regione all’epoca dei fatti (avvocato Giorgio Piazzese), il già assessore Ego Perron (avvocato Corinne Margueret), l’ex amministratore unico della “Casinò de la Vallée” Lorenzo Sommo (avvocati Federica Gilliavod e Saverio Rodi) e il collegio sindacale del tempo: Fabrizio Brunello (avvocato Claudio Maione), Jean-Paul Zanini e Laura Filetti (avvocato Andrea Giunti). Tutti, al termine del processo con rito abbreviato dinanzi al Gup di Aosta, erano stati assolti dalle accuse, mosse a vario titolo, di truffa aggravata e falso in bilancio.

Nell’udienza d’appello iniziata stamane compare anche Luca Frigerio, anch’egli ex amministratore unico del Casinò. In primo grado scelse un percorso diverso dagli altri imputati (condizionato il rito all’audizione di un consulente tecnico) e, nel marzo 2019 dinanzi al tribunale aostano, venne condannato a 4 anni di carcere, per le stesse imputazioni, ed a risarcire 120 milioni di euro alla Regione, costituitasi parte civile nel procedimento. Le indagini erano state compiute dalla Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Aosta.

L’ipotesi di falso in bilancio, mossa agli ex amministratori unici e al collegio sindacale, riguarda il presunto occultamento – attraverso il ricorso (per cui, secondo l’accusa, non ricorrevano le condizioni) all’iscrizione nei bilanci della casa da gioco di imposte anticipate – di quasi 24 milioni di perdite di esercizio (18,5 milioni dichiarati a fronte di 42,5 reali). Quella di truffa aggravata, rivolta a politici, manager e revisori dei conti (questi ultimi, escluso il sindaco Filetti), ruota sui 140 milioni di euro di finanziamenti versati dalla Regione all’azienda di Saint-Vincent dal 2013 al 2015.

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