Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 4 Giugno 2020 14:28

Ndrangheta, la politica e la “locale” riaprono il processo “Geenna”

Aosta - Ripreso, in Tribunale, il processo sull’esistenza di una cellula ndranghetista ad Aosta. Il primo testimone, un sottufficiale dei Carabinieri, sta riassumendo l’inchiesta “Egomnia” sulle regionali 2018.

Sorbara entraL'arrivo di Marco Sorbara in Tribunale per la seconda udienza.

L’indagine “Egomnia”, sull’influenza della criminalità organizzata nelle elezioni politiche e regionali del 2018, è il tema su cui è ripreso, alle 9.30 di oggi, giovedì 4 giugno, il processo “Geenna” al Tribunale di Aosta. Alla sbarra ci sono i cinque imputati che non hanno scelto riti alternativi nell’udienza preliminare che riprende quest’oggi al Palazzo di giustizia di Torino dinanzi al Gup Alessandra Danieli, accusati di aver dato vita a una “locale” di ‘ndrangheta nel capoluogo regionale (in tre) e di avervi concorso esternamente (in due).

A testimoniare sugli accertamenti – rispondendo alle domande del pm Stefano Castellani, che lo ha citato come teste d’accusa – un luogotenente del reparto operativo dei Carabinieri, che ha sottolineato come gli stessi fossero iniziati nel gennaio 2018, dopo essersi resi conto che sulla base delle “risultanze di ‘Geenna’” c’era “una importante attività investigativa di sviluppare”. I militari hanno così cercato di “verificare un eventuale condizionamento degli indagati” dei due appuntamenti con le urne.

“Egomnia”, che non risulta ancora chiusa e vede al momento quattro indagati (l’ex presidente della Regione Antonio Fosson, i già assessori Laurent Viérin e Stefano Borrello, nonché l’ex conigliere regionale Luca Bianchi), ha rappresentato la prima occasione in cui il consigliere regionale sospeso Marco Sorbara, che “emergeva in indagini precedenti”, è stato intercettato direttamente dagli inquirenti. L’attività investigativa ha visto anche l’uso di telecamere “di fronte alla pizzeria ‘La Rotonda’ (il locale di Antonio Raso, ndr.) e all’ingresso della casa di Marco Fabrizio Di donato”.

Il testimone è quindi passato – ed è ancora in procinto di farlo – a raccontare gli approfondimenti investigativi svolti nei confronti ogni indagato. In particolare, dicendo dell’ex assessore di Saint-Pierre, Monica Carcea, il militare ha riferito di come sia stato rilevato un “continuo contatto e confronto con Raso”, assieme a “numerose inchieste di incontri per definire questioni relative all’attività politica di Carcea”. Dal monitoraggio della “Rotonda” sono stati notati anche uscire esponenti politici, che sarebbero stati impegnati nelle imminenti tornate elettorali, come l’ex presidente Fosson e Borrello.

Dai servizi di osservazione su un altro imputato, cioè Nicola Prettico, sono emersi – ha aggiunto il testimone – incontri con l’ex presidente Augusto Rollandin e con l’allora sindaco di Brusson Giulio Grosjacques e sono giunti “riscontri di interesse investigativo”, come la presenza a bordo della sua auto di una persona vicina alla cugina di Giuseppe Facchineri (con precedenti a Cittanova), assieme alla quale si è recato a visitare una famiglia per portare dei “santini” elettorali. Aostasera racconterà la mattinata in aula nel consueto videocollegamento delle 13.30 sui suoi canali social e sul sito.

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