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Ultima modifica: 3 Maggio 2021 15:01

‘Ndrangheta, operazione contro la cosca “Bagalà”: un arresto in Valle

Aosta - I Carabinieri, coordinati dalla Dda di Catanzaro, hanno eseguito all’alba di oggi misure cautelari nei confronti di 19 indagati, ritenuti responsabili di vari reati, legati al radicamento della crimninalità organizzata sul litorale tirrenico-lametino. Ad Aosta in manette è finita Maria Rita Bagalà, avvocato di 52 anni, nata a Lamezia Terme, ma residente nel capoluogo regionale.

E’ stato eseguito in Valle d’Aosta uno degli arresti dell’operazione contro la ‘ndrangheta “Alibante”, condotta all’alba di oggi, lunedì 3 maggio, dai Carabinieri, coordinati dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri. In manette è finita Maria Rita Bagalà, avvocato di 52 anni, nata a Lamezia Terme, ma residente nel capoluogo regionale. L’ordinanza eseguita dai militari, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, riguarda 19 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione, estorsione (consumata e tentata), intestazione fittizia di beni, rivelazione di segreti d’ufficio e turbativa d’asta.

Le indagini sono state sviluppate dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Lamezia Terme e del Comando provinciale di Catanzaro. Oltre alla Valle d’Aosta, le altre misure sono state eseguite nel catanzarese, nei comuni di Lamezia Terme, Nocera Terinese, Falerna e Conflenti, nonché ad Arezzo e Cosenza. Le indagini sono state avviate a seguito della presentazione, da parte di imprenditori lametini, di denunce relative ad estorsioni poste in essere da appartenenti alla cosca “Bagalà”, operante sul litorale tirrenico-lametino.

Gli elementi acquisiti dagli inquirenti hanno consentito loro di delineare gli assetti e l’operatività della dell’articolazione territoriale di ‘ndrangheta capeggiata da Carmelo Bagalà, già attiva dagli anni ’80 ed incontrastata nel territorio in cui è radicata. Un’egemonia manifestata, secondo la Dda, attraverso la commissione di delitti, aggravati dal metodo mafioso, finalizzati alla gestione diretta o indiretta delle attività economiche del luogo, con particolare riferimento alle imprese attive nel settore turistico-alberghiero. Durante l’inchiesta sono emersi, altresì, rapporti illeciti tra la cosca ed alcuni esponenti delle amministrazioni comunali di Falerna e Nocera Terinese, con capacità di influenza su processi decisionali, amministrativi ed elettivi.

Nello specifico, per 7 indagati è stata disposta la misura cautelare della detenzione in carcere, per 10 (tra i quali Maria Rita Bagalà, indagata per concorso esterno in associazione di stampo mafioso) gli arresti domiciliari e per altri 2 l’interdizione, rispettivamente, dal contrattare con la pubblica amministrazione e dal rivestire uffici direttivi delle persone giuridiche. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 di oggi, nella sede del Comando provinciale Carabinieri di Catanzaro.

Notizia in aggiornamento.

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