Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 19 Maggio 2021 14:55

Omicidio Serban, per Falloni arriva anche l’accusa di aver rapinato Raluca Elena

Aosta - Gli inquirenti hanno ottenuto una nuova misura cautelare per l’uomo, in carcere dallo scorso 21 aprile. Gli contestano di aver preso alla vittima quasi 8mila euro. Nelle indagini, sentiti anche alcuni clienti della 32enne.

Gabriel FalloniGabriel Falloni, in carcere da mercoledì.

Una nuova accusa è stata mossa dalla Procura di Aosta a Gabriel Falloni, il 36enne che nelle scorse settimane ha confessato di aver ucciso la 32enne romena Raluca Elena Serban. Si tratta della rapina aggravata, che si aggiunge alla contestazione di omicidio volontario. Ne è derivata l’emissione di una ulteriore misura cautelare, notificata all’uomo in carcere, dove si trova dallo scorso 21 aprile, quando la Squadra Mobile della Questura lo aveva arrestato quattro giorni dopo il delitto.

Gli inquirenti accusano l’indagato di aver preso alla vittima quasi 8mila euro dall’alloggio in cui l’ha incontrata, in viale dei Partigiani ad Aosta, dove riceveva i clienti richiamati dagli annunci pubblicati su alcuni siti di escort. Gli accertamenti sulla vicenda hanno incluso la raccolta delle testimonianze di alcuni clienti della 32enne. Ad alcuni debiti che assillavano l’indagato è attribuita, dalle investigazioni, la ragione della rapina. A seguito dell’ulteriore provvedimento restrittivo, Falloni è stato sottoposto ad un altro interrogatorio di garanzia dinanzi al Gip, nel quale – difeso dagli avvocati Marco Palmieri e Davide Meloni – ha replicato la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Le indagini sull’omicidio, coordinate dai pm Luca Ceccanti e Manlio D’Ambrosi, sotto l’egida del procuratore capo Paolo Fortuna, avevano portato al 32enne originario di Sassari (ma domiciliato a Nus da tempo) partendo dalle immagini della videosorveglianza del condominio. Lo si vede entrare nella scala nel pomeriggio di sabato 17 e, trentotto minuti dopo, uscire portando con sé una borsa sportiva di proprietà della ragazza, nella quale gli agenti diretti dal commissario capo Francesco Filograno hanno supposto, da subito, avesse nascosto vari effetti prelevati nell’abitazione.

Oltre all’arma usata per uccidere la ragazza trovata senza vita riversa in bagno (un coltello), ai suoi dispositivi elettronici (per precludere agli inquirenti la ricostruzione dei suoi ultimi contatti) e ai suoi vestiti e alle lenzuola, l’arrestato ha detto, nell’interrogatorio da oltre 2 ore e mezza in cui ha reso la confessione, di aver preso una busta con il denaro. Questo, nelle spiegazioni rese, è stato usato per gli spostamenti dopo il delitto, per pagare l’affitto di casa, per mandare due telefoni ai nipoti e per un’offerta in una chiesa.

Falloni si era allontanato dalla Valle domenica 18 aprile, poco dopo la scoperta del corpo senza vita della ragazza (avvenuta perché la sorella, che vive a Lucca, non riusciva più a mettersi in contatto con lei, aveva raggiunto Aosta con la madre e si erano rivolte ai Vigili del fuoco). Gli agenti della Questura lo avevano individuato a Genova (raggiunta, era la supposizione iniziale, per tentare di fare rientro nella propria terra) e l’arresto era scattato nel momento in cui aveva deciso di tornare a Nus. L’accusa di rapina, mossa con le aggravanti dell’uso di un’arma e dell’essere avvenuta nell’abitazione della donna, rende ancora più delicata la posizione dell’indagato.

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