L’avviso di chiusura dell’inchiesta Geenna della Dda di Torino, notificato ieri a venti indagati, ricostruisce la fisionomia della cellula di crimine organizzato che, secondo i Carabinieri, era attiva in Valle almeno dal 2014.
Non ce l'ha fatta il 56enne caduto dalla “Cheminée”, la parete verticale lungo la via normale italiana che porta fino alla vetta del Cervino, precipitato per circa 150 metri. Il corpo è stato portato a Cervinia, dove si trova anche il compagno di scalata, illeso.
Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso di Antonino Alamia, arrestato lo scorso 16 agosto ed indagato per minacce, lesioni personali aggravate, spaccio, violazione delle norme sulle armi ed invasione di edifici.
Lo scalatore, un 56enne, è caduto per circa 150 metri dalla “Cheminée”, parete subito sotto la Capanna Carrel, a 3.830 metri, sul versante italiano della montagna. Illeso il compagno di ascensione.
L’uomo, un valdostano, è stato fermato alle prime ore di ieri, giovedì 29 agosto, lungo la Statale 26. Condotto in ospedale, i prelievi hanno confermato la “positività ai cannabinoidi”. In auto trovati 19 grammi di hashish.
Si tratta delle diciassette persone per cui la Dda di Torino aveva chiesto gli arresti eseguiti nel blitz del 23 gennaio scorso, nonché di altri tre indagati a piede libero. E' la prima contestazione giudiziaria in una “locale” attiva in Valle.
Poco prima delle 23, sorretto da un Vigile del fuoco, il varesotto 32enne che minacciava di lanciarsi dal ponte di Saumont è stato accompagnato in ospedale. Sul posto giunta anche una parente.
È giunta la segnalazione di alcune assi instabili sul ponte tibetano che non permettono il suo attraversamento in sicurezza. “Non credo che l’intervento possa essere effettuato in tempi rapidi" spiega il presidente dell’Unité, Michel Martinet.
È accaduto nel pomeriggio di oggi, martedì 27 agosto, sulla Statale 26, poco prima della rotonda per la zona sportiva del paese. L’uomo è stato trasportato al “Parini” di Aosta.
Gaido, 64 anni, ex Segretario di Hône e Bard, era andato in pensione da pochi mesi e si trovava nei pressi di Cartagena per un viaggio organizzato. Ancora da chiarire la causa della morte, anche se non si esclude possa essere stato vittima di un malore.
Si tratta di un valdostano, residente nella Valpelline, rintracciato da una Volante nei pressi dell’autostazione di via Carrel con tre sgabelli asportati dall’esposizione di un’attività in via Croce di Città, ad Aosta.
Nel decidere di accordare gli arresti domiciliari al consigliere regionale sospeso, i giudici del Riesame hanno valutato soprattutto l’effetto deterrente della protratta carcerazione, ma non ritengono “venuta meno la condizione di contiguità che fonda la contestazione”.
L’uomo, di origini albanesi, è stato rintracciato dai Carabinieri in una struttura alberghiera del paese ai piedi del Bianco. In mattinata, in Tribunale, è stato convalidato il fermo. Per lui, obbligo di firma a Milano.
I giudici del riesame di Torino hanno accolto l'opposizione dei legali del politico alla decisione del Gip che, lo scorso 23 luglio, aveva confermato la detenzione in cella. Era il sesto pronunciamento su istanze degli avvocati.