L’uomo, Daniele Rubino, di Aosta, è stato giudicato oggi, con rito abbreviato, per diversi episodi risalenti all’inizio di quest’anno. Il giudice Tornatore, nel sentenziare, ha raddoppiato la pena richiesta dal pm Catroppa.
Secondo le indagini, trentacinque delle arnie usate per realizzare 1.638 chilogrammi di prodotto spacciato come valdostano erano, in realtà, posizionate nella provincia di Varese.
Malgrado il rito abbreviato, il Gup chiama a testimoniare l’avvocato milanese Roberto Craveia, già difensore dell’albergatore Barathier in procedimenti fiscali. Le prossime udienze fissate per l’8 e il 18 febbraio 2019.
Imputato è Francesco Curcio, di Crotone. Per la Procura avrebbe contribuito – attraverso operazioni con altre quattro società - alla dissipazione del patrimonio dell’impresa, dichiarata fallita con un passivo di 2,4 milioni di euro.
Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 12 dicembre, in qualità di persona informata sui fatti. Il manager sentito nell’ambito degli accertamenti connessi all’istanza fallimentare depositata dalla Procura per la Casa da gioco.
Imputato di peculato era un 50enne torinese, titolare di una ditta che noleggia le macchinette. In primo grado era stato condannato, ma ieri la Corte d’Appello ha stabilito “che il fatto non sussiste”.
Il Gup Colazingari ha rinviato a giudizio oggi, martedì 11 dicembre, Giancarlo Pignocchino e Pantaleone Parlato, con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Il processo prenderà il via il 10 aprile prossimo.
La questione è stata riesaminata in Appello dopo che, lo scorso gennaio, la Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso dei fratelli Tropiano, titolari dell'impresa, disponendo il rinvio. Per i magistrati, carente l'“attualità” del provvedimento.
Il 50enne Paolo Maccari, titolare dell’Hotel Mignon, è indagato per lesioni aggravate e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. I fatti risalgono allo scorso agosto ed erano emersi da una recensione su Tripadvisor.
Tra i (pochi) partecipanti al presidio sotto Palazzo regionale contro i tagli al personale previsti dal piano di concordato nessuno ufficialmente parla. “Quando c’è un Tribunale in campo cosa vuoi che resti da fare?”, è una delle frasi che echeggiano.
Ieri, al Tribunale di Aosta, la prima udienza a carico dell’ex presidente della Sezione edile dell’associazione industriali. In una memoria difensiva, l’imputato ammette ammanchi per 400mila euro, ma la Procura gli contesta oltre il doppio.
I fatti risalgono al 9 dicembre 2017. L’attrezzo era stato asportato in un podere e, il giorno dopo, il nipote del proprietario si era accorto che tre uomini lo stavano caricando su un furgone.