L'incidente autonomo è avvenuto attorno alle 10.15 di oggi, domenica 30 settembre. La donna che conduceva trasportava una 17enne, ancora sottoposta ad accertamenti, che non sembra però essere in gravi condizioni.
A bordo c'erano due autisti soccorritori, un paziente, un'infermiera e un medico. Sul posto sono intervenuti, oltre al 118, anche la Polizia stradale, i Vigili del fuoco e gli agenti di Polizia della Questura di Aosta.
Il Gip Colazingari non ha accolto la richiesta di emettere un'ordinanza di sequestro preventivo. Le due attività erano ferme da mercoledì 19 settembre scorso, quando i Carabinieri del Nas le avevano fermate su istanza della Procura.
A rendere noti gli episodi, ai danni di quattro ristoratori, sono stati i Carabinieri, impegnati nelle indagini, per prevenire ulteriori tentativi di truffa. Bottiglie da 7 euro piazzate a 80.
Dopo l’arringa del pm Menichetti, ieri la parola è passata alle difese. Tre ore di arringa per l’avvocato Piazzese, che assiste l’ex Presidente della Regione. Circa due per l’avvocato Margueret, difensore del già assessore Perron.
Lo ha reso noto lo stesso amministratore unico, parlando di iniziativa assunta “per tutela dell’azienda, dei lavoratori, dei creditori e della correttezza del proprio operato”, nonché “per prevenire ogni eventuale strumentalizzazione”.
Erano stati arrestati assieme ad un sesto individuo, assolto per non aver commesso il fatto, nello scorso marzo al traforo del Monte Bianco. Il pm Menichetti contestava loro il tentativo di trasportare illegalmente una quindicina di persone.
Antonio Russo, 44 anni, sospeso dal servizio nella Guardia di finanza, è stato condannato per falso, truffa e violazione delle norme sul lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Otto, per l’accusa, le attestazioni falsificate.
L'imputato, originario di Torino, era accusato di violenza sessuale, anche di gruppo, e di cessione di stupefacenti, ai danni di una ragazza valdostana. Per il pm Ceccanti, aveva abusato della condizione d’inferiorità psichica della giovane.
La Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, il nome di Remo Quendoz, il 46enne di Charvensod coinvolto nella violenta lite in cui, nelle prime ore di domenica scorsa, 23 settembre, nel capoluogo del paese, ha perso la vita il 50enne di origini marocchine Rachid Oussalam. L’uomo è assistito dagli avvocati Danilo Pastore del foro di Ivrea e Fabrizio Voltan di quello di Torino. Nel frattempo, continua il lavoro degli inquirenti, coordinati
Il lavoro degli inquirenti, dopo la prima ricostruzione dei fatti, riguarda ora due aspetti in particolare: le esatte cause della morte di Rachid Oussalam e l'eventuale presenza, al momento della lite, di altre persone.
L’arresto a seguito di un intervento per l’aggressione ad una donna. Subito la vittima ha detto ai Carabinieri di rifiutare le cure, poi è emerso il “quadro di violenza domestica” che ha portato al fermo.
Restano indagati, nel fascicolo del pm Ceccanti, l'allora segretario particolare del presidente, Donatello Trevisan, e il già consigliere regionale, Marco Viérin.