Il 50enne Gioacchino Cacciatore, per la Procura, aveva partecipato a distrazioni del patrimonio dell’“Alma”, società fallita nel luglio 2013. I giudici hanno però pronunciato assoluzione “per non aver commesso il fatto”.
Sono otto le opere su cui, stando all’ordinanza del Gip Colazingari, il patto corruttivo all’ombra della “Gran Becca” avrebbe pesato. Eccone l’elenco e gli strategemmi cui gli indagati sarebbero ricorsi per ottenere il risultato da loro auspicato.
Come il funzionario Fabio Chiavazza, ritenuto la figura chiave del “sistema” in grado di “addomesticare” le gare a Valtournenche, arriva al comune sotto la “Gran Becca”? Lo raccontano le carte dell’inchiesta.
Tra le gare ritenute “addomesticate” da Procura e Carabinieri, anche quelle per la progettazione e i lavori di adeguamento antisismico e messa a norma antincendio delle scuole medie di Valtournenche. Cinque gli indagati.
Dall’indagine “Do Ut Des” dei Carabinieri, coordinata dal pm Ceccanti, accuse di varia natura per tecnici comunali, professionisti e imprenditori. Quattro arresti, altrettante misure cautelari e sette denunciati a piede libero.
Una sessantina di militari ha eseguito otto misure cautelari nei confronti di un ex tecnico comunale di Valtournenche, Fabio Chiavazza, di tre imprenditori e quattro liberi professionisti. Maggiori dettagli in mattinata.
Approfittando della condizione dell’anziana, Alessandra Maffeo (56 anni) e l’appuntato scelto della Guardia di finanza Francesco Luigi Chiarolanza (55) avrebbero ottenuto circa 50mila euro.
Per i giudici amministrativi, l’assoluzione nel processo penale di tre componenti della famiglia non riguarda le circostanze addotte dall’Usl negli atti con cui ha vietato l’immissione in commercio dei formaggi.
Protagonista dell’episodio è Mohammed Abibou, 28enne di origini marocchine finito in manette nella notte tra l’8 e il 9 novembre scorsi ad Aosta. In Pronto soccorso aveva riferito di essere stato picchiato dai poliziotti.
Tutta Aymavilles ai funerali della 48enne e dei bambini di 7 e 9 anni morti nella tragedia di venerdì scorso. Una cugina di Marisa: “non apriamo la bocca per dire cose che fanno male”. Il parroco Roux: “dolore infinito”.
Il bilancio 2017 predisposto da Di Matteo non era stato approvato per ben tre assemblee. Dopo l'insediamento dell'au Rolando, è stato adottato. Perché?
La causa della morte di Marisa Charrère e dei piccoli Nissen e Vivien individuata nel “probabile avvelenamento”, a conferma dell'ipotesi di iniezioni letali praticate dalla donna. La cerimonia funebre si terrà nella chiesa del paese, alle ore 15.
Il medico legale Mirella Gherardi e il radiologo Davide Machado avvieranno oggi le analisi sui corpi di Marisa Charrère e dei suoi bambini, Nissen e Vivien. Intanto, il paese in preda allo sgomento cerca una via d’uscita dal dolore.
La vittima è Antonio Larosa, 37 anni di Chambave che ha perso il controllo dell’Opel Astra su cui viaggiava, sbattendo contro il guard-rail e capovolgendosi. E' morto durante il trasporto in ospedale.