Spaccio di cocaina ad Aosta, chiesto il giudizio immediato

Ai domiciliari, dopo le indagini della Squadra Mobile coordinate dal pm D’Ambrosi, erano finite sei persone. Il “giro” smantellato dall’operazione “Illyricum”, secondo gli inquirenti, fruttava tra i 12 e i 15mila euro al mese.
Illyricum
Cronaca

Si chiude con la richiesta della Procura di giudizio immediato per tutti e sei gli arrestati l’inchiesta su un traffico di cocaina nel capoluogo regionale, gestito prevalentemente da cittadini albanesi. L’operazione “Illyricum” era stata condotta tra il 2 e il 3 ottobre scorsi dalla Squadra Mobile della Questura, facendo finire in manette il promotore, il corriere e i pusher del “giro” in grado di fruttare ogni mese, secondo gli inquirenti, tra i 12 e i 15mila euro.

Ai domiciliari erano finiti Elton Beleshi (39 anni), suo cognato Leonard Vishaj (33) – ritenuti coloro che facevano giungere in Valle la “neve” dalla Lombardia, o da altri fornitori fuori regione – nonché Angjelin Lleshi (30), Amarildo Perloshi (34), Luis Egro (36) e l’italiano Diego Gustavo Corchia (41), che per i detectives della Sezione narcotici si occupavano dello smercio “al dettaglio”. Il fascicolo è assegnato al pm Manlio D’Ambrosi.

Le indagini erano iniziate nel novembre 2020, con la scoperta di un “deposito” dello stupefacente in un garage nel centro di Aosta. L’inchiesta si era quindi sviluppata soprattutto con appostamenti ed intercettazioni ambientali. Al telefono, gli indagati risultavano molto cauti, usando gergalità che rimandavano al mondo edile, oppure come “le bibite” e “i panini” in vista di una festa.

Complessivamente, sono stati sequestrati circa 200 grammi di sostanza (di cui 110 in “pietre” ancora da tagliare). Dopo l’istanza di giudizio immediato del pm (opzione che l’accusa sceglie qualora ritenga di aver raggiunto “l’evidenza della prova” del reato), il Tribunale fisserà ora la data dell’udienza. Gli indagati potranno scegliere di sottoporsi a quel processo, oppure chiedere un rito alternativo.

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