Cronaca di Christian Diémoz |

Ultima modifica: 30 Luglio 2019 12:58

Un futuro dolce, anzi “Dolcella”, per la ex Feletti: definitiva l’asta

Aosta - Stabilimento e macchinari di Pont-Saint-Martin sono andati, per 2,6 milioni di euro, alla Srl italiana, parte della multinazionale olandese “Ortu holding”. Nessun rilancio da altri gruppi interessati inizialmente.

Per lo stabilimento della ex Feletti di Pont-Saint-Martin l’aggiudicazione, effettuata provvisoriamente lo scorso 20 luglio, diventa definitiva. Il complesso va, per 2,6 milioni di euro, alla società italiana “Dolcella Srl”, parte della multinazionale olandese “Ortu holding”. Trascorsi i dieci giorni per i rilanci, non sono giunte offerte dai due gruppi (uno dei quali statunitense) apparsi inizialmente interessati.

La vendita è avvenuta, all’asta, a seguito del fallimento della “Cioccolato VdA”, acquirente nel 2016 di capannone e macchinari, attraverso un mutuo Finaosta da 3,95 milioni di euro. Secondo quanto riferito dall’aggiudicataria al curatore, il commercialista Filippo Canale, la stipula dell’atto che sancisce la vendita potrebbe avvenire nel prossimo settembre.

Canale, al momento dell’aggiudicazione provvisoria, aveva spiegato che la volontà della società italiana, comunicata informalmente, era di ristrutturare lo stabilimento e far ripartire la produzione, impiegando almeno 20-30 persone. Dal punto di vista della procedura fallimentare (il passivo accertato è di 4,7 milioni di euro), l’introito della cessione porterebbe a soddisfare oltre il 50% del credito vantato da Finaosta.

Inoltre, secondo le proiezioni del curatore, dovrebbero vedere soddisfazione buona parte dei creditori privilegiati (cioè ex dipendenti, professionisti e artigiani, cui andrebbe una somma sull’ordine dei 300mila euro). A restare esclusi saranno i titolari di crediti chirografari per circa 400mila euro, rappresentati da diversi fornitori.

La vicenda della società turca “Cioccolato VdA” è oggetto di un’inchiesta della Corte dei Conti. La Guardia di finanza ha segnalato alla Procura regionale sei persone, vale a dire l’intera “catena gerarchica” che aveva valutato e disposto la concessione dei mutui. Di un’indagine penale, per bancarotta, era invece stata chiesta l’archiviazione dalla Procura.

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