Villette di La Thuile da demolire: il Tar boccia il nuovo ricorso

Difetto di competenza del giudice adito". Secondo il Tar i proprietari delle tre villette unifamiliari in località Moulin a La Thuile devono rivolgersi al Consiglio di Stato contro l'ordinanza di demolizione del Comune.
Il Tribunale amministrativo regionale
Cronaca

“Inammissibile sotto il profilo del difetto di competenza del giudice adito, rientrando la medesima controversia nella competenza funzionale ed inderogabile del Consiglio di Stato”. Dopo aver respinto nei mesi scorsi l’istanza cautelare, il Tar di Aosta boccia definitivamente il ricorso dei proprietari delle tre villette unifamiliari in località Moulin a La Thuile, invitandoli a rivolgersi al Consiglio di Stato.
Organo amministrativo di secondo grado che, nel marzo scorso ha stabilito, dopo dieci anni di ricorsi e contro ricorsi, la demolizione degli immobili.

Sentenza a cui il Comune ha dato attuazione a giugno con l’ordinanza che prevedeva entro novanta giorni, l’abbattimento. Contro tale provvedimento si sono opposti i proprietari che hanno citato, con richiesta di risarcimento danni, l’amministrazione comunale in tribunale.

A rivolgersi alla giustizia amministrativa circa dieci anni fa erano stati i proprietari di seconde case del vicino condominio Hermite.
Il problema, com’è emerso dal susseguirsi di sentenze, non è nel terreno acquistato al tempo dai proprietari, che risulta edificabile, ma nel fatto che gli interessati fossero “privi della disponibilità giuridica della viabilità necessaria per l’accesso ai nuovi fabbricati”. A servire l’area dove sono sorte le villette è infatti una strada vicinale, che passa accanto al condominio. Durante la costruzione dei fabbricati, i proprietari avevano ottenuto un accesso temporaneo, attraverso una zona protetta, ma il diritto di passaggio non è poi stato loro riconosciuto.

Il Consiglio di Stato nel marzo scorso aveva disposto che il Comune, entro 60 giorni, ottemperasse al ripristino della legalità, adottando l’ordine di demolizione. L’atto, come ricordato, è arrivato nel giugno scorso e ordinava ai tre proprietari di demolire, entro novanta giorni naturali e consecutivi le tre villette. Il termine è scaduto in questi giorni. Sempre secondo la sentenza spetta ora all’amministrazione comunale il compito di procedere direttamente “in danno dei controinteressati”, nei 120 giorni successivi. In ultimo, se non si dovesse arrivare al risultato indicato, il Consiglio di Stato ha individuato nel Prefetto di Aosta  il commissario “ad acta” che dovrà adempiere all’eventuale inottemperanza del Comune.

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