A Emarèse la mensa scolastica promuove corretti stili di vita e contrasta lo spopolamento

Dal talk “Cibo e sani stili di vita” organizzato nell’ambito del Mine Festival è emersa l’importanza della scuola di montagna come spazio capace di promuovere corretti stili di vita e contrastare lo spopolamento.
Mine Festival giugno pomeriggio Emarese
Cultura

In un piccolo comune di montagna, anche un pranzo a scuola può diventare una scelta politica, sociale e culturale. Se n’è discusso a Emarèse, al centro culturale Le Milieu, durante il talkCibo e sani stili di vita”, organizzato nell’ambito del Mine Festival in collaborazione con Slow Food Valle d’Aosta e Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Al centro dell’incontro, il ruolo della scuola e del servizio mensa nella promozione dell’educazione alimentare, nella prevenzione delle cattive abitudini e nel rafforzamento delle comunità di montagna.

Al confronto sono intervenuti Carlo Marzi, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, Adolfo Dujany, presidente di Slow Food Valle d’Aosta, Elisa Perri, nutrizionista e dirigente biologo del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Azienda Usl, e Alessandro Ottenga, moderatore dell’incontro e founder dell’impresa culturale rèi srl.

Marzi ha richiamato il lavoro avviato dall’assessorato nell’ambito del Piano nazionale della prevenzione, con particolare attenzione all’educazione alimentare e alla prevenzione delle cattive abitudini. L’assessore ha citato anche le nuove linee guida regionali per le mense, collegando il servizio scolastico al tema più ampio delle scuole di montagna.

“Le scuole nei territori di media montagna, insieme ai servizi connessi come la mensa, rappresentano non solo un presidio contro lo spopolamento, ma anche un’opportunità per abitare questi luoghi in modo sostenibile”, ha dichiarato Marzi.

Dujany ha invece posto l’accento sul lavoro di Slow Food Valle d’Aosta per promuovere un cibo buono, sano e giusto. Al centro del suo intervento, il ruolo delle piccole comunità, dell’agricoltura familiare e delle reti tra piccoli e medi produttori come risposta allo spreco alimentare, all’uso della chimica di sintesi, alle lunghe filiere e al sovrasfruttamento di terreni e acqua.

“Abituare le persone a un acquisto responsabile e a chilometro zero degli alimenti aiuta il mondo intero, frena la crisi climatica, riduce l’inquinamento e assicura un cibo più salutare favorendo la biodiversità”, ha sottolineato Dujany.

La nutrizionista Elisa Perri ha proposto un approccio all’alimentazione basato su consapevolezza e qualità. “Non conta più soltanto quanto si mangia, ma come si mangia”, ha spiegato, evidenziando il ruolo della scuola come presidio educativo.

In particolare, il servizio mensa può contribuire a garantire pasti di qualità nutrizionale, fruibilità dei nutrienti e sicurezza igienico-sanitaria, seguendo un approccio educativo orientato a modelli alimentari corretti.

Ottenga ha infine presentato l’esperienza del centro culturale Le Milieu, che ogni giorno garantisce il servizio mensa per l’infanzia e la primaria della scuola di Emarèse. Ha condiviso anche alcuni elementi dell’analisi svolta nell’ultimo anno scolastico con la collaborazione dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo.

“In un piccolo comune che resiste e prova a contrastare gli indicatori socio-economici che rappresentano le aree interne come realtà in fase di spopolamento, un servizio mensa che propone ogni giorno un menù in linea con le nuove direttive nazionali e regionali, piatti cucinati sul momento e un ambiente familiare può rappresentare un fattore fortemente attrattivo e qualificante per l’istituzione scolastica e per la stessa comunità”, ha dichiarato Ottenga.

Dal tavolo di Emarèse è arrivato infine l’invito ad avviare un confronto tra istituzioni, realtà associative, operatori scolastici e servizi già attivi sul territorio, mettendo al centro la scuola come luogo privilegiato per l’educazione alimentare e per la promozione di sani stili di vita.

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