Al Centro Saint-Bénin arriva la grande fotografia di Robert Capa

Fino al 24 settembre, il museo aostano ospiterà la mostra "Robert Capa. L’opera 1932-1954". In esposizione oltre 300 opere selezionate dagli archivi dell’Agenzia Magnum Photos, che copriranno la produzione del celebre fotografo dagli esordi alla morte prematura avvenuta nel 1954 in Indocina.
Robert Capa Sicilian peasant telling an American officer which way the Germans had gone. Near Troina. Italy. August, 1943. © Robert Capa © International Center of Photography | Magnum Photos
Cultura

L’appuntamento è per venerdì 5 maggio, quando al Centro Saint-Bénin di Aosta – dopo le retrospettive dedicate a Robert Doisneau e a Tina Modotti –, torna protagonista la grande fotografia internazionale.

Fino al 24 settembre, infatti, le sale del museo del capoluogo ospiteranno la mostra Robert Capa. L’opera 1932-1954a cura di Gabriel Bauret. Qui, saranno esposte oltre 300 opere selezionate dagli archivi dell’Agenzia Magnum Photos, che copriranno la produzione del celebre fotografo statunitense dagli esordi alla morte prematura avvenuta nel 1954 in Indocina.

La mostra

La mostra si articolerà in nove sezioni tematiche: Fotografie degli esordi, 1932–1935; La speranza di una società più giusta, 1936; Spagna: l’impegno civile, 1936–1939; La Cina sotto il fuoco del Giappone, 1938; A fianco dei soldati americani, 1943–1945; Verso una pace ritrovata, 1944–1954; Viaggi a est, 1947–1948; Israele terra promessa, 1948–1950; Ritorno in Asia: una guerra che non è la sua, 1954.

A rendere la rassegna ancora più interessante sarà la possibilità di ammirare l’utilizzo finale delle immagini di Capa, ovvero le pubblicazioni dei suoi reportages sulla stampa francese e americana dell’epoca e gli estratti di suoi testi sulla fotografia, che tra gli altri toccano argomenti come la sfocatura, la distanza, il mestiere, l’impegno politico, la guerra.

Inoltre, saranno disponibili gli estratti di un film di Patrick Jeudy su Capa in cui John G. Morris commenta con emozione documenti che mostrano il grande fotografo in azione sul campo e, infine, la registrazione sonora di un’intervista dell’artista a Radio Canada.

Al Centro Saint-Bénin di Aosta il visitatore potrà osservare le immagini di guerra che hanno forgiato la leggenda di Capa, ma non solo. Nei reportages del fotografo, come in tutta la sua opera, esistono quelli che Raymond Depardon chiama “tempi deboli”, contrapposti ai tempi forti che caratterizzano le azioni. I tempi deboli ci riportano all’uomo, Endre Friedmann, alla sua sensibilità verso le vittime e i diseredati, al suo percorso personale dall’Ungheria in poi. Immagini che lasciano trapelare la complicità e l’empatia del fotografo rispetto ai soggetti ritratti, soldati ma anche civili, sui terreni di scontro, in cui ha maggiormente operato e si è distinto.

Di lui così scrisse Henri Cartier-Bresson, altro gigante della storia della fotografia: “Per me, Capa indossava l’abito di luce di un grande torero, ma non uccideva; da bravo giocatore, combatteva generosamente per se stesso e per gli altri in un turbine. La sorte ha voluto che fosse colpito all’apice della sua gloria”.

“Il programma espositivo regionale – dichiara l’assessore ai Beni culturali Jean-Pierre Guichardaz – si arricchisce di una importante mostra dedicata alla fotografia mondiale, che sarà a disposizione del pubblico per tutta l’estate 2023 e potrà essere apprezzata anche per il suo alto valore storico-documentario”.

“La mostra – aggiunge invece la dirigente della struttura Attività espositive Daria Jorioz – consente di ripercorrere tutte le fasi della straordinaria carriera di Robert Capa, riservando un’attenzione particolare ad alcune delle sue immagini più iconiche, che hanno incarnato la storia della fotografia del Novecento. L’esposizione si propone di evidenziare le molteplici sfaccettature dell’opera di un autore passionale, sfuggente e instancabile, che non esitava a rischiare la vita per i suoi reportages”.

Scrive Gabriel Bauret in catalogo: “Il suo posto nella storia della fotografia potrebbe essere paragonato a quello di Robert Doisneau, ma il paragone si ferma qui: tanto Capa è un eterno migrante, dallo spirito avventuroso, quanto Doisneau è un sedentario che nutre la sua fotografia con i soggetti che sa scovare a Parigi e nelle sue periferie”.

L’artista

Robert Capa è nato nel 1913 a Budapest. In gioventù si trasferisce a Berlino, dove inizia la sua carriera di fotoreporter che lo porterà a viaggiare in tutto il mondo. Nel 1947 fonda con Henri Cartier-Bresson e David Seymour la celebre agenzia Magnum Photos. Muore in Indocina nel 1954, ferito da una mina anti-uomo mentre documenta la guerra al fronte.

Il volume edito in occasione della mostra, con testi in italiano, inglese e francese, contenente tutte le fotografie esposte e pubblicato da Silvana Editoriale, sarà in vendita nella sede espositiva al prezzo di 34 euro.

Robert Capa - mostra Aosta - Saint-Bénin

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