Selezionati i sei artisti della prima edizione del Premio Valle d’Aosta per l’arte contemporanea

Si tratta di Benni Bosetto, Valentina Furian, Muna Mussie, Gianmarco Porru, Jacopo Rinaldi e Valentina Vetturi. Al termine del loro lavoro sul territorio è in programma la presentazione pubblica dei progetti, il 7 novembre al Forte di Bard. Entro fine 2026 verrà proclamato il vincitore.
I sei artisti selezioniati per il primo Premio Arte Contemporanea Valle d’Aosta
Cultura

Sono stati annunciati gli artisti selezionati per vivo la prima edizione del Premio Arte Contemporanea Valle d’Aosta, il progetto promosso dal Castello Gamba in collaborazione con l’Associazione Forte di Bard dedicato, alla ricerca artistica contemporanea e al dialogo tra territorio, paesaggio e creatività. Ad annunciarlo, l’Assessorato alla Cultura.

Se gli artisti selezionati che vedono ora entrare nel vivo il Premio Arte Contemporanea presentato a Palazzo Roncas, ad Aosta, il 26 giugno scorso. Da questo momento in avanti, infatti, agli artisti sarà richiesto un confronto diretto con la storia e l’ambiente della regione attraverso sopralluoghi sul territorio, avviando una fase di ricerca che porterà alla realizzazione dell’opera da declinare secondo il tema scelto per la prima edizione, ovvero: Paesaggio: tra contemplazione e risorsa.

Gli artisti selezionati

Gli artisti selezionati, scelti a seguito di un’analisi del panorama artistico contemporaneo, anche oltre i confini nazionali, sono:

  • Benni Bosetto (Merate, 1987) vive e lavora a Milano. Sviluppa una pratica artistica tra disegno, installazione, scultura e performance, indagando la trasformazione del corpo e il rapporto tra spazi domestici, memoria e ritualità;
  • Valentina Furian (Venezia, 1989) vive e lavora a Torino. È un’artista visiva che indaga, attraverso moving-images, time-based installations e disegno, il confine fluido tra esseri umani, più-che-umani e ambiente naturale, esplorando i temi della domesticazione e della wildness;
  • Muna Mussie (Keren, Eritrea, 1978) vive e lavora a Bologna. È artista, performer e ricercatrice: la sua pratica intreccia gesto, visione e parola, indagando i linguaggi delle performing e visual arts, per dar forma alla tensione che scaturisce fra i differenti poli espressivi, privato e pubblico, memoria e oblio, visibile e invisibile;
  • Gianmarco Porru (Oristano, 1989) vive e lavora tra Milano e la Sardegna. È artista e regista: tra installazione, film e fotografia, indaga le mitologie sincretiche del Mediterraneo, esplorando territori e storie come spazi speculativi per una rilettura critica del presente;
  • Jacopo Rinaldi (Roma, 1988) vive e lavora a Roma. Sviluppa una pratica multidisciplinare tra installazione, fotografia, disegno e immagini in movimento, dando forma a progetti di ricerca a lungo termine che coinvolgono realtà locali, istituzioni e fondi archivistici;
  • Valentina Vetturi (Reggio Calabria, 1979), vive e lavora tra Roma e Bari. È artista e ricercatrice. La sua pratica si sviluppa tra performance, testo, suono e nuovi media in uno spazio discorsivo in cui il dialogo con persone, piante, luoghi e tecnologie, prende forma come risultato di lunghe ricerche transdisciplinari.

“Le artiste e gli artisti invitati metteranno in campo attenti e complessi processi di ricerca, capaci di dare forma all’inquieta e spesso contraddittoria complessità del presente in cui tutti noi viviamo”, così dichiarano i tre Commissari proponenti, Martina Angelotti (critica e curatrice indipendente), Alessandro Castiglioni (vicedirettore & senior curator del Museo MA*GA) e Bernardo Follini (senior curator della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo).

Al termine del lavoro degli artisti sul territorio, seguirà la presentazione pubblica dei sei progetti: l’appuntamento è fissato per il 7 novembre 2026 al Forte di Bard. Tra questi, entro la fine del 2026, verrà proclamato il progetto vincitore.

Ai Commissari selezionatori – Marcella Beccaria (vicepresidente di Amaci – Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani), Davide Dall’Ombra (direttore di Casa Testori Associazione culturale) e Luigi Fassi (direttore di Artissima), sotto l’egida del presidente Gianfranco Maraniello (direttore dei Musei d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano), il compito di selezionare il progetto che meglio rispostenderà ai criteri che guidano il Premio, che ha come obiettivo quello di un investimento strategico della Regione  nella cultura contemporanea, come strumento di crescita, riflessione sul presente, innovazione e valorizzazione del territorio, promuovendo un dialogo attivo tra patrimonio, paesaggio, comunità e ricerca artistica.

Il progetto vincente verrà poi tradotto in un’opera che sarà acquisita dalla Regione ed entrerà a far parte delle collezioni regionali d’arte con sede al Museo Gamba, contribuendo ad arricchirne il patrimonio.

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Presentato il Premio Valle d’Aosta per l’arte contemporanea

26 giugno 2026

Premio Valle D'Aosta per l'arte contemporanea
Premio Valle D’Aosta per l’arte contemporanea

C’era una volta il Gran Premio Saint-Vincent per le Arti Figurative, che verso la fine degli anni ’40 ha portato nella nostra regione alcuni tra i più importanti artisti dell’epoca, le cui opere sono oggi esposte al Castello Gamba di Châtillon.

Proprio per far sì che questa collezione di arte contemporanea possa ampliarsi e per dare occasione di fermento culturale alla nostra Regione, è nato il Premio Valle d’Aosta per l’arte contemporanea. L’iniziativa, annunciata la scorsa estate, è stata presentata ufficialmente oggi 26 giugno al Palais Roncas di Aosta. 

Premio arte Contemporanea

“Si tratta di un premio a invito”, ha spiegato la dirigente regionale Viviana Maria Vallet. “Alcuni artisti saranno selezionati per lavorare nella nostra valle e sulla nostra valle, creando opere d’arte dedicate a un tema diverso per ogni edizione, che confluiranno poi nella collezione regionale”.

Viviana Maria Vallet
Viviana Maria Vallet

Se il 2026 dà il via alla prima edizione, per cui sono stati stanziati 120mila euro grazie a una revisione della legge 89/1993, il premio è immaginato con una cadenza biennale e coinvolge diversi partner del territorio. 

Tra questi, oltre al Museo di arte moderna e contemporanea nel castello Gamba, si segnala soprattutto l’Associazione Forte di Bard. 

“Siccome la Valle d’Aosta è piccola e nessun ente culturale può permettersi di avere un proprio pubblico a sé stante, è importante fare rete e per questo abbiamo accolto con piacere l’invito dell’amministrazione regionale a partecipare all’iniziativa”, ha affermato la presidente Ornella Badery. 

Ornella Badery
Ornella Badery

Il Forte ospiterà, in particolare, la presentazione delle opere al pubblico da parte degli artisti selezionati, a seguito della loro residenza artistica in Valle d’Aosta. 

È questa infatti una delle peculiarità del premio, pensato non come semplice attribuzione di un riconoscimento, ma come occasione di dialogo e incontro tra la popolazione valdostana e gli artisti. 

L’arte ha perso il legame che aveva con la società”, ha infatti spiegato Gianfranco Maraniello, direttore dei Musei d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano e presidente della commissione del premio. “Finché le grandi opere erano commissionate dai sovrani o dalla Chiesa, l’arte parlava ancora al pubblico, mentre con la modernità si è persa questa relazione nella veicolazione degli oggetti artistici, sempre più destinati al pubblico sconosciuto di gallerie e musei. In anni recenti, l’arte contemporanea sta però cercando di saldare queste dinamiche relazionali, creando nuovi circoli virtuosi tra popolazione e artisti”. 

Gianfranco Maraniello
Gianfranco Maraniello

Proprio in questa direzione sembra muoversi l’iniziativa valdostana, che consentirà a sei artisti di girare per la Valle d’Aosta, cercando di capire in che cosa consista oggi la vita sul nostro territorio, per poi tradurla in uno dei linguaggi dell’arte contemporanea, dalla performance all’arte partecipativa. 

La presentazione pubblica dei progetti, ospitata dal Forte di Bard, intende dunque proseguire il dialogo creato in fase di cantiere. “Gli artisti racconteranno quello che hanno realizzato”, ha proseguito Maraniello, “permettendo alla giuria di valutare se hanno compreso appieno lo spirito del premio: non celebrare un singolo artista ma promuovere un’occasione di autentico scambio culturale, per produrre un intervento che sia pensato esattamente per il territorio valdostano”. 

Castello Gamba
Castello Gamba

A valutare le opere e selezionare quella vincitrice sarà una giuria composta da nomi rinomati nel mondo dell’arte contemporanea nazionale: Luigi Fassi, Davide Dall’Ombra e Marcella Beccaria. Completeranno la commissione alcuni dei più importanti giovani curatori italiani: Martina Angelotti, Alessandro Castiglioni e Bernardo Follini. 

A questi ultimi spetterà la selezione preliminare dei sei artisti, i cui nomi saranno svelati tra luglio e settembre. Gli artisti potranno beneficiare di un totale di 4mila euro a testa per la loro residenza artistica in Valle, mentre al vincitore saranno assegnati 21mila euro. Alla commissione spetterà invece un importo di 2.700 euro ciascuno, 3.800 per il presidente. 

Logo Premio arte Contemporanea
Logo Premio Valle d’Aosta per l’arte contemporanea

Se molti dettagli restano ancora in fase di definizione, l’identità del premio è però già riconoscibile, grazie al logo scelto per la comunicazione. Creato dal visual designer valdostano Matteo Kratter, il logo strizza l’occhio, grazie all’elemento ellittico, all’Orbita di Massimo Uberti che dal 2022 cinge il Castello Gamba, segnalando così il luogo di conservazione finale dell’opera vincitrice.

Logo premio arte Contemporanea
Logo Premio Valle d’Aosta per l’arte contemporanea

Un logo, dunque, che è site-specific tanto quanto l’iniziativa che intende promuovere. “È finita l’epoca in cui l’artista riusciva a creare capolavori dal significato universale”, ha spiegato Maraniello. “In un mondo sempre più frammentato e multiculturale, la parola chiave dell’arte contemporanea è il site-specific: la specificità territoriale è quella differenza che consente all’opera di evitare l’omologazione e di assumere rilevanza anche in contesti internazionali”. 

Erik Lavevaz
Erik Lavévaz

È questa, dunque, la dimensione in cui si muoveranno gli artisti di un premio che ha a cuore proprio l’interpretazione in chiave contemporanea dell’identità valdostana. 

“Il nostro assessorato, come indica il nome stesso, ha come vocazione le politiche identitarie”, ha commentato l’assessore all’istruzione, cultura e politiche identitarie Erik Lavévaz. “Poter avere una lettura della nostra identità aggiornata e al passo coi nuovi linguaggi dell’arte contemporanea è per noi molto prezioso. Soprattutto se avviene da parte di sguardi esterni al territorio, dato che valorizzare la nostra identità restando tra le nostre quattro montagne vale ben poco”. 

Gli ha fatto eco, in chiusura, Vallet: “Siamo partiti dal Premio Saint-Vincent, che nel secolo scorso ha portato la Valle d’Aosta fuori dai confini regionali. Ora speriamo di tornare a far uscire la Valle d’Aosta dalle sue montagne, immettendola nel dibattito figurativo contemporaneo attraverso un’iniziativa che ci auguriamo possa avere interessanti sviluppi negli anni prossimi”. 

Castello Gamba
Collezione del Castello Gamba

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