Economia e lavoro di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 17 Novembre 2020 10:46

Confcommercio: “Non si possono far ricadere le responsabilità del ritorno dell’epidemia sul nostro comparto”

Aosta - A dirlo il Presidente Graziano Dominidiato: "La Valle d’Aosta ha potenzialità e competenze per affrontare la nuova ondata del Covid-19 senza penalizzare ancor più chi ha già tanto pagato nella scorsa primavera".

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“La Valle d’Aosta ha potenzialità e competenze per affrontare la nuova ondata del Covid-19 senza penalizzare ancor più chi ha già tanto pagato nella scorsa primavera”.

Fipe – Confcommercio Valle d’Aosta non ci sta. L’Associazione si dice infatti “fortemente preoccupata anche dalle recenti dichiarazioni del Presidente della Regione, Erik Lavevaz” auspicando “che qualsiasi decisione presa dall’Amministrazione Regionale valuti al meglio tutti gli aspetti senza scaricare su definite categorie economiche i costi di tale emergenza”.

Ovvero i commercianti: “Nei momenti di grande difficoltà è necessario avere l’umiltà di prendere ad esempio chi la crisi la sta affrontando con determinazione ma nell’interesse superiore di chi crea ricchezza, occupazione e reddito – scrive Confcommercio – come peraltro ha fatto ieri la Giunta provinciale di Bolzano con l’adozione di una specifica ordinanza che sposta il coprifuoco di chiusura dalle ore 18 alle ore 22”.

“Chiediamo alle forze politiche – sottolinea il Presidente Graziano Dominidiato – di valutare che anche in Valle d’Aosta seguano il medesimo criterio perché ci sfuggono le ragioni per le quali una regione che vive di turismo, e non è certo una metropoli con milioni di avventori nei ristoranti. I ristoratori e gli esercenti, fino ad oggi hanno rispettato con il massimo rigore tutte le regole dettate per limitare la diffusione del contagio”.

Il nuovo giro di vite disposto dal Governo – lamenta Confcommercio – porterà alla chiusura di centinaia di imprese e a migliaia di lavoratori senza occupazione con conseguente drammatiche sulle famiglie. Per questo è importante che la politica valdostana sappia adeguare le norme alle reali esigenze della nostra comunità.

“Tanto più – aggiunge Dominidiato – che i ripetuti annunci di chiusure anticipate hanno già prodotto la desertificazione dei locali e, indipendentemente dalle novità sugli orari effettivi di apertura, le restrizioni devono essere accompagnate dai provvedimenti di ristoro economico in termini di indennizzi a fondo perduto, crediti d’imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda, nuove moratorie fiscali e creditizie, il prolungamento degli ammortizzatori sociali e altri provvedimenti di sostegno a valere sulla tassazione locale”.

Per Confcommercio “gli imprenditori di questo settore si stanno dimostrando persone responsabili, che rispettano rigorosamente i protocolli sanitari imposti, che non possono reggere ulteriormente una situazione che decreterebbe la condanna per migliaia di imprese”.

“È evidente – prosegue il Presidente – che non si possono far ricadere le responsabilità del ritorno dell’epidemia sul nostro comparto. Sono altri i fattori che hanno purtroppo hanno causato una nuova emergenza. Altro importante quesito da risolvere è legato ai turisti o alle persone che per motivi di lavoro si trovano in Valle non ospiti di hotel ma in strutture prive di servizi di ristorazione. Quale possibilità di ristoro possono avere se i pubblici esercizi chiudono alle 18? Riteniamo che sia fondamentale dare una risposta a coloro che portano profitto all’economia della nostra regione”.

“Non possiamo minimamente immaginare ulteriori misure restrittive in quanto la disperazione e la rabbia stanno crescendo oltre il livello di guardia – chiude la nota dell’Associazione –. La pandemia va gestita con attenzione sicuramente alla salute, ma anche riscontrando le aspettative e le esigenze del settore che la politica conosce perfettamente”.

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