Beneyton su Imu: “Comuni pensano più a fare cassa”

Il Presidente di Caseusu Montanus commenta la scelta di sei comuni valdostani di applicare l'Imu sugli immobili rurali con un aliquota del 2 per mille. L'Associazione e le organizzazioni agricole chiedono un rinvio dell'Imu a metà dicembre.
Bovine al pascolo
Economia

"A parole tutti sono favorevoli a sostenere l’agricoltura, soprattutto in zone montane, ma nei fatti tutti spremano gli agricoltori come limoni”. Cosi Gerardo Beneyton, presidente di Caseusu Montanus commenta la scelta di sei comuni valdostani  – Bard, Etroubles, Gignod, Jovencan, Pont-Saint-Martin e Valgrisenche – di applicare l’Imu sugli immobili rurali con un aliquota del 2 per mille.

Beneyton ricorda l’invito ai comuni valdostani del Presidente del Celva, Elso Gerandin, a tenere le aliquote minime e sottolinea come "i sindaci dei sei comuni hanno invece pensato più alla cassa che a sostenere l’agricoltura. L’assurdo è che il comune incasserà davvero poco con l’Imu pesante sui fabbricati rurali, per contro i campagnards saranno ancora una volta stangati."

Secondo il Presidente di Caseusu Montanus "ci sarà un grave innalzamento, di circa il 60%, dei moltiplicatori catastali e, conseguentemente, un inasprimento grave dell’imposta. Ne risulta comunque l’attribuzione di maggior valore all’immobile."

L’associazione infine insieme alle organizzazioni agricole chiede un rinvio per l’imu agricola.  "L’operazione di accatastamento dei fabbricati rurali – spiega una nota –  si chiuderà il prossimo 30 novembre." Solo allora secondo la Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri sarà possibile quantificare il gettito che il settore dovrà sostenere e ridefinire, di conseguenza, come condiviso al Tavolo fiscale, le aliquote sui fabbricati.

"La stessa norma di esenzione per i fabbricati siti nei territori montani al di sopra dei mille metri  – spiegano ancora le organizzazioni agricole – se non corretta suona come una beffa, poiché gli agricoltori di quelle zone saranno chiamati a pagare, per la prima volta, l’Irpef. Anche questa norma, dunque, necessita di correzione."

 

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