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Clima, Norbert Lantschner: “la crisi ambientale c’è già, agire adesso per ridurre i danni”

Il fondatore di CasaClima è intervenuto venerdì scorso nella conferenza voluta e promossa da Rete Civica-Alliance Citoyenne all’interno dell’edizione 2019 di Maison&Loisir.
Economia

Il clima cambia ed è necessaria, ora, l’azione di tutti per invertire la rotta e salvare il pianeta. In sintesi è il messaggio forte lanciato da Norbert Lantschner, fondatore di CasaClima, intervenuto venerdì scorso nella conferenza voluta e promossa da Rete Civica-Alliance Citoyenne all’interno dell’edizione 2019 di Maison&Loisir.

Numeroso il pubblico presente, venuto ad ascoltare un relatore che, sin dagli anni ’70, si è dedicato ai temi dell’ambiente e del risparmio energetico e che ha fondato l’Agenzia Casa Clima, un riferimento nazionale e internazionale per le questioni energetiche e climatiche in generale.

In questi 30 anni ho visto succedere molte cose, ma sono ancora troppo poche, siamo ancora lontani da ciò che dobbiamo fare”. E ancora “Viviamo una grande crisi di percezione, siamo incapaci di vedere cosa sta succedendo e questo ci blocca ad investire nel cambiamento” ha detto Lantschner.

Il fondatore di Casa Clima ha quindi insistito sulla necessità di fare “una transizione energetica, indispensabile a tutelare il pianeta” che superi la triade carbone-petrolio-gas che scaricano in atmosfera CO2 creando un effetto serra “dell’uomo”. “La crisi climatica che viviamo, non parlerei semplicemente di cambiamento – ha detto Lantschner – non si può più bloccare, possiamo però evitare il peggio e contenere i danni”.

E l’obiettivo da raggiungere è enorme: dimezzare le emissioni ogni 10 anni fino al 2050. Un impegno che investe, in particolare, tre grandi settori: l’edilizia, la mobilità e il mondo del cibo. “L’errore è sistemico, anche se si tende ad incolpare il singolo e riguarda i grandi investimenti ancora oggi in atto dei grandi gruppi e delle banche a favore dei combustibili fossili”.

La strada indicata dal fondatore di Casa Clima è articolata e passa necessariamente attraverso l’investimento nelle energie rinnovabili e il cambiamento della mentalità dei politici e dei cittadini superando la logica del “non mi riguarda”. Lo stesso poi concretamente ha segnalato alcuni importanti strumenti per promuovere il cambiamento: gli incentivi dati a chi fa qualcosa per il clima e per cambiare le fonti energetiche e le leggi che devono organizzare una visione e preparare i passaggi e una strategia energetica seria. “In alcuni paesi si è deciso adesso che dal 2025 non si potranno più vendere auto a benzina o gasolio, così facendo c’è tempo di prepararsi”.

E i cittadini cosa possono fare? “Ogni italiano ha uno zaino con un budget di CO2, attualmente ogni italiano, dal neonato al centenario, ha circa 7 tonnellate di anidride carbonica, bisogna scendere a 1 tonnellata” ha chiosato Norbert Lantschner.

L’incontro, moderato dall’architetto Christian Cavorsin, ha accolto anche in apertura le considerazioni e le pressanti richieste al mondo adulto di alcune giovani studentesse tra le organizzatrici della manifestazione #fridayforfuture di Aosta.

A concludere l’incontro è stata invece Chiara Minelli, consigliere regionale di Rete Civica. “In Valle siamo sensibilmente toccati dai cambiamenti climatici in due settori in particolari: quello della neve e del turismo invernale sempre più condizionato dall’innevamento artificiale, molto energivoro e il tema della diminuzione dell’acqua con il progressivo svuotamento dei serbatoi naturali con impatti notevoli sull’economia valdodtana”.

Su questi due temi Minelli ha sottolineato che a fronte di una consapevolezza della politica sulla necessità di agire “registriamo comportamenti contradditori, poco coerenti e poco incisivi”. Il 70 per cento dei consumi energetici dei valdostani si basa su combustibili fossili, ciononostante secondo la consigliera regionale di Rete civica la Valle d’Aosta è una regione che sarebbe in grado di diventare autonoma sul piano energetico diminuendo la dipendenza dai combustibii fossili e puntando sulle rinnovabili. “Potrebbe – ha sottolineato Minelli – ma è un fatto che l’autonomia energetica non è contemplata nei programmi della maggioranza”.

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