Coldiretti preoccupata per l’aumento delle produzioni agricole stoccate

Con la chiusura di bar, ristoranti ed alberghi, l'assenza di turismo ed il calo del potere d'acquisto aumentano i prodotti che rimangono stoccati e invendutu. Agriturismi, aziende vitivinicole e il settore dei trasformati i più in difficoltà.
Foto di bruno cantuária da pexels
Economia

Coldiretti Valle d’Aosta è preoccupata: in Valle d’Aosta le aziende agricole si stanno misurando con il grave problema dei prodotti invenduti a causa del lockdown e dell’assenza di turisti in Valle d’Aosta. “In cima alla lista dei soggetti penalizzati ci sono, senza dubbio, gli agriturismi, le aziende vitivinicole e il settore dei trasformati, ovvero tutte le realtà impegnate nella vendita diretta dei loro prodotti” spiega Alessio Nicoletta, Presidente di Coldiretti Valle d’Aosta.

Solo per il settore del vino, sottolinea Coldiretti, si registra un 20% in più di giacenza media nelle cantine rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: il dato equivale a circa 600mila bottiglie che non sono state collocate sul mercato. “Se escludiamo la vendita attraverso il circuito della grande distribuzione, la percentuale del 20 o 30% in più di invenduto è stimabile anche per prodotti come la Fontina, i succhi, le marmellate e tutti i prodotti trasformati che le nostre aziende proponevano in particolare ai turisti” spiega Elio Gasco, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta.

Peraltro le stesse aziende del mondo agricolo, proprio per la peculiarità del loro settore, non si possono fermare e devono continuare a svolgere il loro lavoro, dalla coltivazione dei campi alla cura degli animali sostenendo i costi di produzione delle loro aziende anche in assenza di introiti.

Sentiamo fortemente la necessità di essere traghettati fuori da questa crisi con tutte le misure utili alla sopravvivenza e al rilancio delle nostre aziende che rappresentano un grande valore aggiunto per la nostra regione” sottolinea ancora Alessio Nicoletta.

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