"Tutta colpa delle materie prime". Così si giustifica la Confcommercio nell’annunciare da oggi, un nuovo rincaro della tazzina di caffé arrivata a quota 1,10 euro.
"Era dall’aprile 2007 che non veniva ritoccato il costo del caffè al bar – sottolinea Pierantonio Genestrone, Presidente di Confcommercio Imprese Italia VdA e di FIPE Valle d’Aosta – E’ chiaro che se la miscela la paghi il 40% in più si ripercuote sulla tazzina. Dobbiamo inoltre tenere in conto che intanto aumentano i costi di attività degli esercizi”.
Nel mese scorso la Commissione Economica di Confcommercio VdA si è riunita per valutare la situazione “ed è giunta alla conclusione – precisa ancora Pierantonio Genestrone – che il ritocco ai prezzi delle consumazioni effettuate nei pubblici esercizi è ormai indifferibile, ma Confcommercio VdA lascia alla libera scelta degli associati l’eventuale determinazione degli aumenti e la decorrenza degli stessi, invitandoli però, nel caso, a praticarli dopo la fine di marzo”.
