Planpincieux, Forza Italia ed il Comitato val Ferret: “Rischio di danni economici e di immagine immediati e non”

Il partito ed il Comitato chiedono attenzione alla gestione della comunicazione che, spiegano, ha già provocato "numerose disdette per il fine settimana in strutture ricettive di Courmayeur".
Ghiacciaio di Planpincieux, luglio 2020
Economia

“Sull’allerta scattata in relazione al possibile crollo di una porzione del ghiacciaio di Planpincieux, noi, pur stando dalla parte della sicurezza e della tutela dell’incolumità pubblica di residenti e turisti, non possiamo non schierarci con forza dalla parte degli operatori economici della Val Ferret e di Courmayeur più in generale, che dopo avere coraggiosamente rialzato la testa in questo delicato periodo post-Covid, ora rischiano di vedere vanificati tutti i loro sforzi prodotti per la ripartenza a causa di questa nuova paventata emergenza”.

A scriverlo è il coordinamento regionale di Forza Italia Valle d’Aosta, a commento al rischio crollo di una porzione del ghiacciaio di Planpincieux. “Azzurri” che aggiungono: In un simile contesto, nell’ambito del quale sono già giunte numerose disdette per il fine settimana in strutture ricettive di Courmayeur, la prima e più urgente sollecitazione che intendiamo fare è ai vertici dell’amministrazione regionale e dell’amministrazione comunale, affinché sappiano gestire al meglio la comunicazione d’emergenza relativa a questo fenomeno, considerato che i primi titoli pubblicati a riguardo su alcuni media nazionali, come ad esempio ‘Ghiacciaio a rischio crollo, evacuazione in corso a Courmayeur’ e ‘Ghiacciaio in Val Ferret, settanta persone evacuate a Courmayeur per timore di crolli’, hanno di fatto esteso l’allarme indistintamente a tutto il territorio comunale di Courmayeur. Erroneamente e senza motivo”.

“Per questo occorre intervenire subito – prosegue il coordinamento di FI –, gestendo al meglio la comunicazione d’emergenza, prima che sia troppo tardi e che la situazione scappi di mano. Anche perché gli operatori economici coinvolti aspettano giustamente di conoscere ora quali saranno le misure che le amministrazioni pubbliche di riferimento intenderanno mettere in campo per ovviare alle inevitabili conseguenze economico-sociali che questa nuova emergenza comporterà loro in un periodo di per sé già molto critico”.

All’appello forzista si unisce quello del Comitato val Ferret che, si legge in una nota, “si è attivato per poter avere accesso a tutti gli atti e documenti tecnici che hanno indotto a tali scelte. Ad oggi non è possibile esprimere alcuna valutazione sull’operato degli Enti coinvolti, pur mantenendo la fiducia che le misure di sicurezza attivate siano proporzionate al potenziale rischio”.

Fiducia che però rischia di riflettersi sull’economia del paese: “Risulta infatti di tutta evidenza – prosegue il Comitato – che un’eventuale eccessiva cautela, che di fatto ha già portato alla chiusura della Val Ferret e all’evacuazione di circa 200 persone, si possa ripercuotere con danni economici e di immagine immediati e non”.

“Chiediamo anche con fermezza – chiude la nota – che siano predisposte con la stessa urgenza che ha portato alle note limitazioni le opportune misure di salvaguardia e protezione nei confronti dei Proprietari e dei residenti e, non ultimo, degli operatoti economici, già duramente messi alla prova dalla pandemia. L’intero sistema economico della Val Ferret è in forte difficoltà e non può essere abbandonato a se stesso”.

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