Nuovo ricorso contro la Regione Valle d’Aosta in tema di contratti a tempo determinato. Questa volta si ritroveranno davanti al Giudice del lavoro, il prossimo 29 marzo, 13 operatori di sostegno, sostenuti dalla Cgil.
La querelle è ormai nota, ovvero riguarda l’assunzione da parte della Regione di personale con reiterati contratti di lavoro, a tempo determinato, con lo stesso profilo. Secondo i ricorrenti, questa procedura si pone in violazione di specifiche disposizioni normative e la Regione dovrebbe quindi trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, dalla prima stipulazione, e corrispondere le differenze retributive e contributive oltre al risarcimento del danno.
"I lavoratori – spiega Carmela Macheda della Cgil Funzione pubblica – continuano a rivolgersi a noi nel momento in cui si vedono togliere delle garanzie rispetto al loro lavoro. Andremo quindi di fronte al giudice di 1° grado immaginando che, in base ai principi giurisprudenziali, le nostre richieste vengano accolte positivamente".
Per il sindacato rimane comunque la speranza, come già accaduto con alcuni datori di lavoro "che si arrivi ad un accordo transattivo.".
Dopo gli operatori di sostegno compariranno di fronte al giudice del lavoro anche 3 assistenti alle manifestazioni, 7 custodi di castello e un interinale che ha operato, sempre con contratti a tempo determinato, presso il Dipartimento politiche del lavoro.
A settembre poi si svolgerà l’appello per i 4 custodi e l’educatore di sostegno precari a cui il giudice di primo grado aveva riconosciuto il diritto a essere risarciti dalla Regione.


