La Valle d’Aosta tra le regioni con più occupazione minorile

Il dato emerge dal report presentato dall’Unicef Italia quest’oggi, mercoledì 12 giugno, in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. La Valle è anche la regione con il minor divario di genere tra occupati minori maschi e donne.
Lavoro minorile Unicef
Lavoro

La Valle d’Aosta è una delle quattro regioni con la percentuale più alta di minorenni occupati in relazione alla popolazione residente per la fascia d’età 15-17 anni. Lo si scopre dal secondo rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”, presentato oggi, mercoledì 12 giugno, dall’Unicef Italia in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento dell’occupazione minorile.

Il documento, illustrato nel corso di un incontro online delle “Officine Unicef”, esamina i dati sul lavoro minorile e gli infortuni da lavoro in Italia, nel quinquennio 2018-2022, distribuiti per età, regione e genere. E’ stato realizzato sulla base di dati elaborati a partire da report e database presenti su portali nazionali dell’Inail, dell’Inps e dell’Istat ed è stato curato dal Dipartimento di Medicina, chirurgia e odontoiatria dell’Università degli Studi di Salerno.

In Valle d’Aosta, la popolazione residenti di minorenni tra i 15 e i 17 anni di età, è di 3.645 persone: il 17,8% di esse risulta impiegato. Un dato che, in Italia, è secondo solo al 21,7% fatto registrare dal Trentino-Alto Adige (dove i residenti rientranti nella fascia d’età sono 34.150). Le altre due regioni con maggior occupazione minorile sono l’Abruzzo (7,6%, 34.339 unità) e le Marche (7,2%, 41.672 persone).

Regioni abbondantemente al di sopra del valore della media nazionale, che è del 4,5%. In termini generali, il ricorso al lavoro minorile è in aumento: nel 2023 sono infatti 78.350 i lavoratori minorenni, contro i 69.601 del 2022 e ai 51.845 del 2021. Ampliando la fascia d’età entro i 19 anni, nel 2022 i lavoratori erano 376.814 (rispetto ai 310.400 del 2021). Il dato 2023 apre le porte a una riflessione: l’aumento dei lavoratori minorenni è in salita rispetto non solo alla fase pandemica, ma anche in confronto al 2019.

Della quota di minorenni fino ai 19 anni coinvolti nel lavoro nel 2022, 233.638 sono maschi e 143.176 femmine. Il maggiore impiego di lavoratori di sesso maschile in quella fascia d’età, rispetto alle lavoratrici donne rispecchia le tendenze nazionali dei lavoratori adulti. Anche su questo aspetto, però, salta all’occhio la Valle d’Aosta. La nostra è la regione con il minor divario di genere nel 2022, dato che aumenta però in termini generali e che è maggiore nelle regioni del sud Italia.

Dal report Unicef emerge poi un nuovo dato relativo al reddito minorile. Il reddito medio settimanale stimato per i lavoratori di sesso maschile oscilla da 297 euro nel 2018 a 320 euro nel 2022, mentre nelle donne passa da 235 euro nel 2018 a 259 euro nel 2022. Viene confermata, di conseguenza, una retribuzione costantemente più alta per il genere maschile.

Infine, nel quinquennio 2018-2022 le denunce di infortunio presentate all’Inail a livello nazionale, relative ai lavoratori entro i 19 anni di età, ammontano a 338.323 di cui: 211.241 per i minori fino a 14 anni e 127.082 nella fascia 15-19 anni. Le denunce di infortunio mortale sono state in totale 83 nel periodo tra il 2018 e il 2022 (9 denunce nella fascia di età <14; 74 denunce nella fascia 15-19 anni).

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