Pubblico impiego, parte il nuovo accertamento linguistico: domande entro il 23 aprile

La pubblicazione degli avvisi dà avvio al periodo transitorio di 12 mesi, durante il quale, oltre alle separate sessioni periodiche di accertamento della conoscenza della lingua francese o italiana, continuerà a essere garantita, sia nell'ambito dei pubblici concorsi sia nell'ambito delle chiamate pubbliche, anche la preliminare prova di accertamento linguistico.
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Lavoro

Dovranno arrivare entro il 23 aprile le domande di iscrizione alle sessioni periodiche di accertamento della conoscenza della lingua francese e italiana per l’accesso al pubblico impiego valdostano.

Gli Avvisi in pubblicazione sono quattro, per tutti i livelli di conoscenza della lingua francese e italiana previsti per i seguenti inquadramenti: Categoria A e categoria B, posizione B1; Categoria B, posizioni B2 e B3; Categoria C, posizioni C1 e C2 e Categoria D e qualifica unica dirigenziale.

La pubblicazione dà avvio al periodo transitorio di 12 mesi, durante il quale, oltre alle separate sessioni periodiche di accertamento della conoscenza della lingua francese o italiana, continuerà a essere garantita, sia nell’ambito dei pubblici concorsi sia nell’ambito delle chiamate pubbliche, anche la preliminare prova di accertamento linguistico.

Esaurito il periodo transitorio, il possesso dell’attestazione della conoscenza della lingua francese o italiana (a seconda di quale sia la lingua in cui il candidato sceglie di sostenere le prove concorsuali) diventerà un requisito, previsto a pena di esclusione, per la partecipazione ai concorsi e alle chiamate pubbliche avviate da tutti gli enti del comparto unico regionale, salvo che il candidato possieda uno dei titoli di esonero previsti.

Gli avvisi sono pubblicati qui 

Una risposta

  1. Sulla serietà di questo accertamento parlano l’esperienza specifica mia e di mia moglie.

    Volevo conoscere il funzionamento di questo esame e, pur senza aver mai studiato il francese, ne sostenni l’esame fingendo che mi sarebbe servito per insegnare storia dell’arte (ma non ho mai insegnato in vita mia).
    L’esaminatrice mi chiese perchè sostenevo l’esame, le spiegai in italiano la mia curiosità e fui promosso. Trattenersi dal ridere.

    Mia moglie, non ancora tale, era laureata in lettere moderne, prima materia l’inglese e seconda il tedesco.
    C’erano cattedre libere solo di tedesco e lei dovette superate il test di francese per insegnare tedesco. Trattenersi dal ridere.
    Lei non aveva mai studiato il francese che anzi detestava; all’esame parlò amichevolmente con un napoletano laureato in matematica venuto in Valle d’Aosta ove c’erano cattedre specifiche libere. Lui aveva studiato il francese, ma sosteneva questo esame per insegnare matematica: a me scappa da ridere.
    Mia moglie copiò integralmente il dettato dal napoletano.
    Risultato: lui dai tratti libici bocciato e lei, bionda con occhi azzurri, promossa. Da ridere a crepapelle.
    Poi lei insegnava tedesco all’IPR in Aosta.
    Dettava brani in italiano che a casa studenti anche di 19 anni dovevano tradurre in tedesco.
    Leggevamo a casa nostra quanto scritto dagli studenti e notavamo astronomici errori nell’italiano dettato a scuola.
    Da ridere, tentare di insegnare tedesco a chi manco conosce l’italiano…

    Altro che plurilinguismo valdostano!
    E poi tale francese nel pubblico impiego non viene utilizzato, ma il superamento dell’esame viene retribuito con un’indennità mensile finalizzata all’accettazione servile della finzione francofona.
    Povera Valle d’Aosta!

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