Non certo “la panacea di tutti i mali”, ma la decisione assunta a maggioranza dal Consiglio Comunale di Aosta di introdurre un salario minimo per tutti i lavoratori degli appalti pubblici e dei servizi dell’Amministrazione cittadina “ha suscitato soddisfazione nel mondo sindacale”.
Nel frattempo, le Segreterie Sindacali regionali, in modo unitario, “hanno già inviato al Sindaco di Aosta la richiesta d’incontro per approfondire nel dettaglio le modalità di applicazione del provvedimento, i tempi di avvio dello stesso e le aziende interessate a tale procedimento”.
Tra queste – scrivono le parti sociali – “le aziende che erogano il servizio mensa nelle scuole e negli ospedali, le ditte delle pulizie”, anche se “resta da verificare l’inclusione degli appalti della vigilanza per lo svolgimento delle manifestazioni e le aziende municipalizzate”.
“La scelta del provvedimento non rappresenta la panacea di tutti i mali, ma è un segnale importante di volontà politica nell’attenzione per i lavoratori subordinati, i quali tra il 2021 e il 2025 hanno subìto un’inflazione del 18 per cento a fronte di una crescita dei salari dell’8 per cento, mantenendo la posizione di fanalino di coda dell’Europa”.
Non solo: “Sul piano dei salari sono coinvolti anche il settore del turismo e del commercio per i quali emulare l’iniziativa del Comune di Aosta, adattandola ai comparti, sarebbe positivo per stimolare l’appetibilità del lavoro”.
“Le difficoltà nel reperire personale sono esternate dai presidenti delle relative associazioni datoriali, ma le richieste sindacali, volte a ricercare soluzioni condivisibili per un accordo integrativo attraverso una piattaforma rivendicativa presentata da tempo non ha trovato nessun riscontro”.
