Aosta: bocciata la mozione “antifascista” di Carpinello, ma il Consiglio è spaccato

Posizioni diverse e scambi di "j'accuse", stamattina in aula consiliare. Sulla respinta della mozione pesano le 7 astensione dell'Uv che abbandona il Pd e i voti difformi all'interno di Epav e Alpe.
Il Consiglio comunale di Aosta
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Polemiche, “j'accuse” vari e assortiti, ed una maggioranza e minoranza che escono, nei numeri, spaccate entrambe. Fattore prevedibile, quando sul tavolo ci sono argomenti che toccano visioni e sensibilità, a volte, diametralmente opposte.

In discussione infatti, questa mattina in Consiglio comunale ad Aosta, la mozione di Carola Carpinello, Altra VdA, che chiedeva, in soldoni, di subordinare la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune ad una dichiarazione esplicita, da parte di chi interessato all'utilizzo, di “rispetto dei valori antifascisti sanciti dall'ordinamento repubblicano”, sulla scia di mozioni già viste nel resto d'Italia – prosegue la richiesta della consigliera – con lo scopo di vietare gli spazi pubblici ad organizzazioni e gruppi che non condividano i valori antifascisti della Repubblica”.

In aula opinioni totalmente discordi, come la Lega Nord che con Andrea Manfrin denuncia una “mozione di chi usa come salvagente l'antifascismo militante perché non ha più una ideologia”, o la sua collega di partito Nicoletta Spelgatti che parla di un “atto che voterete, questo sì profondamente fascista”, mentre dall'altro lato emergono le preoccupazioni, come da Loris Sartore di Alpe, di un “ritorno ad idee che ricordano quei metodi delle squadracce fasciste che spadroneggiavano in Italia a imporre proprie idee in maniera brutale, con soprusi ideologici”.

Nel mezzo un tentativo di emendamento, che allarghi il divieto ai nostalgici di tutti i totalitarismi, ma anche a chi è apertamente omofobo, transfobico, con Étienne Andrione, Gruppo misto, che “pizzica”: “Voterò a favore ma anche il totalitarismo di sinistra qui è presente, e vede l'identità valdostana come un retaggio del passato. Anche il “Sol dell'avvenire” andrebbe censurato”.

Dai banchi del governo l'assessore Carlo Marzi spiega che il Fascismo nulla ha a che vedere con la destra e la sinistra ed il Sindaco Fulvio Centoz fa i distinguo tra il Ventennio ed il Comunismo che hanno “Principi nettamente diversi, anche se le conseguenze sono state deprecabili per entrambi. Parlare però di Antifascismo è ancora un valore, ed è importante”. A favore invece Delio Donzel “convintamente a favore della mozione, sono preoccupato e non mi stupirei se non mi stupirei se i repubblichini un giorno venissero equiparati ai partigiani”.

Il risultato è che la mozione viene respinta con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 13 astenuti, ma sono i numeri a restituirci un Consiglio completamente disunito all'interno anche degli stessi gruppi.

Difformità di voto si sono viste infatti in Alpe (con Fedi e Sartore favorevoli e Lamastra astenuta) ed in Epav (Girasole e Dosio astenuti, Donzel a favore), mentre i 7 consiglieri dell'Union Valdôtaine votano in blocco l'astensione (e con loro la Vicesindaca Marcoz), così come Marzi e Migliorin di Stella Alpina. A favore i 4 del Pd/Psi – e anche il Sindaco – assieme ai due 5stelle Lotto e Pradelli, la proponente Carpinello e Andrione del Gruppo misto. Contrari, invece, i due consiglieri del Carroccio Spelgatti e Manfrin.

La chiusa polemica la fa Luca Girasole, Epav, che si auto-taccia di “populismo” e dice: “È fortunato chi è in quest'aula, dal momento che ha assistito a questa discussione interessantissima. In streaming tanti invece non l'avranno seguita perché avranno a che fare con lo sgombero della neve”.

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