Aosta, il PalaIndoor infiamma il Consiglio comunale

Pioggia di mozioni sul PalaIndoor, scelto dalla Protezione civile come centro per la vaccinazione anti-Covid. La maggioranza elenca le proposte alternative fatte alle associazioni sportive, e una possibile soluzione per affrettare i lavori, la minoranza è sugli scudi. Sul centro vaccinale, però, non si torna indietro.
Palaindoor atletica
Politica

La domanda sulla bocca di tutti, o quasi, in questi giorni, la pone la consigliera della Lega Vallée d’Aoste Syvie Spirli in Consiglio, ad Aosta: “In Consiglio regionale era stato chiesto all’Assessore Guichardaz di portare avanti un tavolo con il Comune per trovare una collocazione alle associazioni sportive nel minor tempo possibile. Pochi giorni dopo scopriamo che la Protezione civile ha deciso che il PalaIndoor è la struttura idonea per la campagna di vaccinazione, lasciando basiti noi, i cittadini tutti e soprattutto le associazioni sportive. Com’è possibile tutto questo?”.

Spirli è perentoria: “Chiediamo di trovare in tempi non brevi ma brevissimi, delle soluzioni concrete per trovare spazi alternativi e adeguati per le associazioni sportive e di informare il Consiglio su cosa la Giunta ha intenzione di fare riguardo i recenti fatti emersi dai giornali. Il Comune dovrà siglare accordi con l’Usl, ma non sappiamo neanche se ne abbiate parlato. Sapevate di questa decisione della Protezione civile e dell’Amministrazione regionale?”.

Renato Favre, Forza Italia VdA, ribadisce: “Come può il Presidente Lavevaz sottoscrivere una risoluzione per risolvere con il Comune i problemi del PalaIndoor e dall’altro lato autorizzare la Protezione civile per un’operazione del genere? Queste cose sono incredibili, e intanto la protesta in città sale. Non credete che in città ci siano altri spazi da utilizzare?”.

Giovanni Girardini (Rinascimento), di suo, mette nel mirino una vecchia conoscenza del Consiglio, ovvero Carlo Marzi: “Ormai la frittata è fatta – spiega –, ma nella Giunta precedente c’era un Assessore allo Sport, che ha voluto ‘Aosta città Europea dello Sport’, che era anche Assessore al Bilancio e che oggi, per di più, pur rimanendo un vostro grande amico, è Assessore al Bilancio dell’Amministrazione regionale. Come si può pensare di non coinvolgere il Comune nella soluzione di questo problema? Qui siamo all’unisono a dirvi: non possiamo abbandonare, chiudere la struttura e soprattutto cambiarne la destinazione d’uso”.

Nessun margine di trattativa

In risposta il Sindaco Gianni Nuti è tranchant: “Le ipotesi alternative della Protezione civile per organizzare i flussi individuavano in un primo momento l’area della Pépinière, ma il problema è che con VdA Structure la disposizione di spazi idonei non è stata individuata. Lì c’è poi l’ospedale da campo che ha occupato un enorme capannone che sarebbe potuto essere utilizzato, ma con dei correttivi per il riscaldamento. L’aeroporto è stato scartato per altri motivi: lì c’è ancora il deposito delle salme in attesa di cremazione allestito già nella prima fase della pandemia, e la Protezione civile l’ha ritenuto inidoneo”.

Il problema, però, è anche un altro: “Non abbiamo margini di trattativa perché il PalaIndoor dovrebbe essere chiuso completamente – spiega laconico il Primo cittadino –. Il differimento della chiusura vincolato al trimetre Covid voleva dare il tempo per il progressivo smantellamento della struttura e fare i lavori è stata una scelta di responsabilità importante. Invece non possiamo fare i lavori a lotti, scelta che sarebbe stata logica, perché ci sono dei risvolti normativi e anche penali. Tutti riteniamo essenziale l’attività sportiva ma dalla normativa non è contemplata: in un ospedale puoi chiudere un reparto e mettere a norma, se è una struttura come il PaIaindoor invece si dever chiudere e si riaprire quando è a norma. E se va bene, per i lavori, chiudiamo tre anni.

La possibile soluzione, coinvolgendo i Vigili del fuoco

Nuti mette anche in campo una soluzione per evitare un triennio con la struttura chiusa a chiave per lavori: “Possiamo compartimentare il piano terra con una messa a norma in tempi ragionevolmente più brevi e che potrebbe essere meno invasiva con la collaborazione dei Vigili del fuoco che ci suggeriscano delle misure essenziali meno costose, meno invasive e più rapide. Appena chiusa la prima tranche potremmo affidare la struttura ai soggetti gestori, e speriamo in raggruppamenti di associazioni, con il solo controllo dell’Amministrazione”.

La situazione della Associazioni sportive

Sulla “trattativa” per trovare nuove sedi alle Associazioni sportive che occupano il PalaIndoor si sofferma Alina Sapinet, Assessora allo Sport del Comune: “L’Ufficio sport si è attivato da subito per la dislocazione delle attività sportive. Trovare una soluzione equivalente non è semplice, al momento per 6 attività su 14 presenti nella struttura, numeri ridotti dalle restrizioni Covid, abbiamo proposto una soluzione. La più delicata è la palestra di arrampicata perché non ne esiste un’altra. Abbiamo preso contatto con l’Esercito per ospitare la società, il problema è che loro hanno procedure piuttosto lunghe”.

Non solo: “Delicata è anche l’atletica – prosegue Sapinet –, perché una pista coperta non c’è, cercheremo di attivare al più presto il campo Tesolin. Le società di tennis si sono accordate per la struttura di piazza Mazzini, e daremo la possibilità di usare i campi esterni del PalaIndoor, non soggetti al cpi. L’Istituzione scolastica Maria Adelaide si trasferirà in altre palestre, al Bérard è stata offerta la palestra di via Liconi. Per la Disval il problema è che le attrezzature che utilizzano sono molto ingombranti, non è facile trovare una soluzione”.

A questi si aggiungono la boxe, cui è stata proposta una palestra al Palaghiaccio, ma si stanno valutando altre soluzioni; karate e judo verranno spostati in alcune palestre scolastiche, la cooperativa Bourgeon De Vie – alla ripresa delle attività – andrà in via Liconi; mentre per l’Uisp si è in attesa (dalla Regione) della palestra del Bérard.

All’orizzonte – ma è ancora tutta materia da definire –, Sapinet ha incontrato due volte l’Assessore regionale all’Istruzione Luciano Caveri, la volontà di piazza Deffeyes di realizzare nuove palestre attraverso l’edilizia scolastica.

Dove sono le soluzioni reali?

Risposte che non soddisfano l’opposizione, e Girardini lo dice a chiare lettere: “La Regione ha costruito il nuovo Liceo Bérard in 15 giorni, costruiscano un’altra struttura per le vaccinazioni. Non usino il PalaIndoor, usino altro. Al PalaIndoor alternativa reale non c’è, ed il Comune non potrà trovare le soluzioni. L’Amministrazione si prenderà la responsabilità di non aver fatto quanto doveva nei tempi giusti, ora deve però chiedere alla Regione una soluzione, come successo per le scuole, nei tempi giusti”.

Sdegnato Sergio Togni, Lega: “Mi chiedo come un progetto, una struttura del 2006, non abbia il Certificato di protezione incendi. Non parliamo di un palazzo degli anni ’40 o una scuola degli anni ’70, parliamo di una struttura del 2006. Non volete intervenire per lotti perché non ci si vuole prendere la responsabilità”.

In una nota si esprime anche Fratelli d’Italia VdA: “Per noi lo Sport, che è sinonimo di vita sana e svolge anche una funzione sanitaria, e la sua promozione devono avere una propria casa, così come le tante associazioni sportive presenti sul territorio locale. Rimane incomprensibile il disinteresse manifestato dalla Giunta comunale e dal Governo regionale”. Il consigliere comunale FdI Paolo Laurencet, in Consiglio, è sconsolato: “Sembra l’ennesima volta in cui vince il Covid, non c’è una visione che va oltre”.

0 risposte

  1. Siamo governati da una manica di pagliacci e incompetenti, in Comune e in Regione.
    E’ ora che la gente apra gli occhi dopo decenni di leoni rampanti e desolanti.

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