Aosta rinegozia i mutui con Cassa Depositi e Prestiti per affrontare la crisi

La decisione è arrivata venerdì 22 maggio in Consiglio comunale. Dalla rinegoziazione l'Amministrazione conta di ottenere risparmi di 1 milione 399mila euro nel 2020 sulla spesa corrente e di oltre 962mila euro l'anno fino al 2030.
Il Consiglio comunale di Aosta del 22 maggio 2020
Politica

Il Comune di Aosta ha deciso di rinegoziare i propri mutui, atto che – nei piani dell’Amministrazione – permetterà di dare respiro ai conti municipali, dal momento che, si legge in delibera, “l’emergenza nazionale relativa al virus Covid-19 sta causando alle casse comunali una progressiva diminuzione delle entrate, proprio nel momento in cui è necessario non abbassare quantità e qualità dei servizi offerti”.

Un risparmio di spesa corrente – è la circolare 1300 del 23 aprile 2020 a rendere possibile l’operazione di rinegoziazione della Cassa Depositi e Prestiti – che il provvedimento individua in 1 milione 399mila 093 euro per il 2020 e di 962mila 392 euro per il 2021 e successivi, fino ad arrivare al 2030.

Nel dettaglio, la rinegoziazione prevede:

  • la corresponsione al 31 luglio 2020 della quota interessi maturata nel primo semestre 2020, calcolata sulla base dell’interesse dei prestiti originari
  • la corresponsione al 31 dicembre 2020 di una rata comprensiva della quota capitale, pari allo 0,25% del debito residuo in essere alla data del 1° gennaio 2020 e della quota interessi, calcolata al tasso di interesse fisso applicabile ai Prestiti Rinegoziati;
  • la corresponsione, dal 30 giugno 2021 fino alla scadenza dei Prestiti Rinegoziati, di rate semestrali costanti posticipate (comprensive di quota capitale e di quota interessi), calcolate al Tasso di interesse fisso Post Rinegoziazione (piano di ammortamento c.d. “francese”);
  • la scadenza del Prestito Rinegoziato fissata al 31 dicembre 2043, per i Prestiti Originari con scadenza non successiva a tale data, ovvero invariata, per i Prestiti Originari con scadenza uguale o successiva al 31 dicembre 2043;
  • il tasso di interesse fisso Post Rinegoziazione determinato in funzione della scadenza post rinegoziazione secondo il principio dell’equivalenza finanziaria, assicurando l’uguaglianza tra il valore attuale dei flussi di rimborso del Prestito Pagina 2 di 5 Copia conforme all’originale cartaceo generata da applicazioni informatiche, con eventuali “omissis” per la protezione dei dati personali. Città di Aosta Ville d’Aoste Originario e del Prestito Rinegoziato, sulla base dei fattori di sconto utilizzati per la determinazione delle condizioni applicate dalla CDP ai prestiti concessi agli Enti Locali, tenuto conto della durata e delle condizioni di mercato vigenti alla data di determinazione del Tassi di interesse fisso Post Rinegoziazione.

La discussione in Consiglio

 Il Consiglio comunale di Aosta – venerdì scorso, 22 maggio – ha approvato la delibera a maggioranza, con 20 voti favorevoli e 8 astenuti, ovvero i consiglieri Aiello, Caminiti, Carpinello, Fedi, Lamastra, Lotto, Pradelli e Sartore, su 28 presenti.

Critico il “fronte degli astenuti”, con Carola Carpinello (Adu) a spiegare: “Questa operazione libera le spese correnti per i prossimi anni, un’affannosa ricerca di risorse per tutti che blocca però gli investimenti. Sono scelte che impegnano anche il futuro che si immagina per città. Cassa Depositi e Prestiti continua ad interpretare il ruolo di operatore finanziario speculativo”.

Posizione simili dalle parti del MoVimento 5 stelle, come spiega la capogruppo Patrizia Pradelli: “È sicuramente necessario sostenere le mancate entrate, ma indebitare ulteriormente le future amministrazioni non è lo scenario migliore”.

Lo “scenario migliore” – l’argomento è stato al centro di diverse prese di posizione, dallo stesso Comune di Aosta agli altri Enti locali fino alla Regione – è la possibilità di lasciare in capo ai Comuni l’extragettito Imu che ogni anno viene versato allo Stato, e che per il Capoluogo cuba a 7,7 milioni di euro.

“Pur riconoscendo la validità di poter avere dei fondi a disposizione, visto il momento di emergenza – spiegava invece Loris Sartore, Rete civica –, è vero però che la Regione ha stabilito di erogare l’extragettito Imu ai Comuni. Le risorse ci saranno, e questa rinegoziazione ci lascia perplessi perché vincolerà le amministrazioni future nel fare fronte a questi mutui”.

Di parere opposto la maggioranza, con l’Assessora alle Finanze Cristina Galassi a spiegare: “In generale questa è la più vasta operazione realizzata negli ultimi anni per fronteggiare l’emergenza, e che ci offre un vantaggio immediato. La scelta è quella di disporre oggi di maggiori risorse, immaginando in futuro condizioni migliori”.

Il Sindaco di Aosta Fulvio Centoz, invece, ha aggiunto: “Ammesso e non concesso che la Regione distribuisca l’extragettito ia Comuni, si tratterebbe di un’elargizione una tantum che il prossimo anno sicuramente non ci sarà. La rinegoziazione dei mutui invece ha una valenza positiva di quasi 1,4 milioni nel 2020, ma proseguirà verso il 2030. È evidente che se la Regione avesse risolto la questione dell’extragettito in maniera definitiva ed il Comune avesse potuto utilizzare i famosi 7,7 milioni che versa ogni anno nessuno avrebbe rinconsiderato questi mutui. E anche se l’Amministrazione regionale lo facesse, perché ad oggi la legge ancora non c’è, l’extragettito varrebbe solo per il 2020”.

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